La crisi? Ci rende più forti. È l’Olanda la patria degli spazi di ricerca artistica indipendente: che ora si ritrovano ad Amsterdam al festival Kunstvlaai. Ci abbiamo fatto un giro, ecco le immagini…


Kunstvlaai 2012 – Installation detail, context-responsive works Agatha Gothe-Snape, Society (Sydney, AU), foto Cassander Eeftinck Schattenkerk

Resiste ai tagli alla cultura, l’impressionante quantità di spazi per la ricerca artistica ancora riscontrabile in Olanda. Le prime avvisaglie si stanno facendo sentire anche da quelle parti: tanto che recentemente la Mondriaan Fundation ha dovuto annunciare la sospensione di una parte delle sue sostanziose erogazioni. Se si desidera entrare in contatto con molti di questi spazi, il luogo ideale per farlo è il Kunstvlaai, festival dell’arte indipendente attivo ad Amsterdam – fino al 2 dicembre nella location dell’ex liceo St. Nicolaas – dal 1997. Riecheggiano il momento critico anche lo statement curatoriale e il titolo, Inexactly This, con cui il team di Kunstvlaai esordisce facendosi portavoce delle realtà che rappresenta e dando prova del radicamento di un forte spirito critico.
Taglio che si ritrova nei programmi di altri soggetti come Onomatopee, di Eindhoven, la residenza Hotel Maria Kapel, di Hoorn, nei corsi di formazione come il Sandberg, di Amsterdam, o il Master Artistic Research, di Den Haag, fino alle librerie, come Printroom, di Rotterdam. Tra i rappresentati della scena internazionale Society, progetto di Susan Gibb (Australia), e 98weeks Beirut (Libano) reduce da Artissima Lido dello scorso novembre. Partecipazioni italiane? Due presenze, tutte al femminile: all’interno di Kunthuis SYB, residenza per artisti all’estremo nord dell’Olanda, Angela Serino con il progetto Pay attention Please, co-curato con Valerio Del Baglivo per Fare, che prevede una performance di Italo Zuffi. Presso Rongwrong, spazio per la ricerca e la teoria, c’è invece Antonia Carrara che ha curato una sessione di lectures…

-  Emma I. Panza

www.kunstvlaai.nl

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