Salvate il soldato Marcovaldo

L'Associazione Marcovaldo di Caraglio rischia la chiusura. Se così sarà, chiuderanno i battenti anche i tredici beni culturali che gestisce, tra cui l'unico museo d'arte contemporanea del cuneese. Merito, ancora una volta, dei tagli alla cultura. Eh sì, anche in Piemonte c’è qualche problema…

Print pagePDF pageEmail page

Lo striscione al Filatoio

Capita di tornare nelle terre natali per vedere tre mostre e riempirsi la pancia e scoprire che, oltre alle brutte notizie che riguardano due tra le cose più buone di quest’angolo di Italia, ovvero le castagne (il cui raccolto quest’anno è stato decimato da un parassita) e i funghi (inesistenti a causa della mancanza di piogge), se ne aggiunge una terza: l’unico museo d’arte contemporanea della provincia Granda è a un passo dalla chiusura.
In una specie di triangolazione della sfiga, succede che tutto accada in una cittadina che di solito è proprio luogo di castagne, funghi, formaggi e cultura: Caraglio. Un posto da cui sai già, prima di partire, che tornerai con occhi pieni di arte e lo stomaco di cibo. Ma non stavolta. E se della carestia di castagne e funghi hai già saputo da amici e parenti, della crisi del museo ti avverte lo striscione sopra il portone del Filatoio Rosso, sede del museo (in passato è stato il primo setificio d’Europa) che recita: “Stanno uccidendo la cultura e Marcovaldo. Indignati!”.

Esponenziale - veduta della mostra presso il Filatoio, Caraglio 2011 - La multiplicación de los borregos di Francis Alys

Per chi non si interessasse di affari “esteri”, nello specifico quelli del cuneese, precisiamo che il Marcovaldo di cui si parla non è il mitico personaggio calviniano, ma l’associazione culturale che dal 1990 ha portato avanti il restauro e la gestione di 12 importanti beni culturali (tra cui il Forte di Vinadio, il Castello del Roccolo a Busca, il castello di Lagnasco, l’insediamento di Balma Boves a Sanfront), ha organizzato 350 spettacoli, 70 mostre, 50 convegni e dà lavoro a 90 giovani della provincia di Cuneo. Associazione che ora, grazie ai tagli nazionali e regionali alla cultura, si trova a un passo dalla bancarotta. E se i 615mila euro promessi dalla Regione per il 2011 non arriveranno, già a fine anno sarà costretta a chiudere. Se i fondi non verranno sbloccati, il “nuovo corso” del collettivo curatoriale a.titolo, che dallo scorso anno cura la direzione artistica del museo e le mostre a ingresso gratuito (Il Popolo che Manca, Esponenziale e 00 Italia) aperte fino al 27 novembre, più che Fare Museo (titolo del programma espositivo che sarebbe dovuto proseguire per tutto il 2012) diventerà “Chiudere Museo”.
Ma a rischiare la serrata non è solo il Filatoio. A questo si aggiungono i 13 beni culturali che l’associazione gestisce. Insomma, il problema è serio, tanto che è già partita una petizione pubblica a cui si può aderire anche online attraverso il sito dell’associazione.

00 Italia - veduta della mostra presso il Filatoio, Caraglio 2011 - Francesco Arena ed Elisabetta Benassi

Il caso-Marcovaldo è uno dei tanti emblemi della situazione culturale italiana, quella dei tagli scellerati da parte delle istituzioni, che rischiano di far scomparire realtà che, come in questo caso, sono mosche bianche in un territorio non proprio ricco di cultura, specie contemporanea.

Stefano Riba

www.marcovaldo.it

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community
  • Gianfranco Schialvino

    Cari amici,
    ho letto e firmato la petizione: «a sostegno dell’Associazione Culturale Marcovaldo»

    http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N15312

    Io concordo con questa petizione e penso che anche voi siate d’accordo.
    Firmate per favore la petizione e divulgatela fra i vostri contatti.
    Grazie,
    schialvino

  • rosalba g.

    Concordo anch’io e firmo la petizione a favore di Marcovaldo e del Filatoio di Caraglio, che è una realtà importante, da salvaguardare e sostenere. Non l’unica, però, nel panorama dell’arte contemporanea nel Cuneese: segnalo a tal proposito l’attività, a Saluzzo, dell’associazione torinese IGAV – Istituto Garuzzo per le Arti Visive, presente alla Castiglia dal 2009 con mostre temporanee (“Energie sottili della materia”; “Giorgio Griffa – Alter Ego”) e con una Collazione Permanente aperta al pubblico (www.igav-art.org).