Apre a Locarno OTO Sound Museum con Soundata, una mostra da ascoltare

Il museo dedicato all’arte digitale, nato circa un anno fa sul web, apre le porte al pubblico con la prima esposizione ospitata in uno spazio fisico. Si parte con le opere degli artisti svizzeri di Axel Crettenand e del duo Mayar El Bakry e Joanna Selinger

Image elaborated by Axel Crettenand
Image elaborated by Axel Crettenand

OTO Soud Museum, il museo digitale dedicato ad opere sonore, ha inaugurato la sua prima mostra nello spazio reale di La Rada, a Locarno. Soundata (29 ottobre – 27 novembre 2021) corrisponde al quinto appuntamento live curato dal duo Francesca Ceccherini e Eleonora Stasi, che Artribune aveva intervistato in quanto fondatrici di OTO. Le opere intangibili e i soundscapes resi fruibili nello spazio web che ospita il museo (una pagina dal design elegante e minimal), si incarnano attraverso il lavoro di Axel Crettenand e del duo Mayar El Bakry e Joanna Selinger, artisti di origini svizzere. La mostra mette in relazione il suono con i data per aprire uno spazio di riflessione tra suono e immagine, tra arte, tecnologia e paesaggio.

SOUNDATA: LE OPERE IN MOSTRA ALL’OTO SOUND MUSEUM

Le opere sono accolte in uno spazio buio illuminato da esigue fonti luminose, un ambiente che si oppone al classico “white cube” e lascia spazio alla dimensione sonora e all’ascolto, permettendo allo spettatore un’esperienza espositiva totalmente innovativa. Chaotic arrangement for 66 voices (2021) di Axel Crettenand è un’installazione pensata per tradurre il comportamento caotico prodotto dal calore in un coro di voci. Il caos organizzato del dato naturale si trasforma in suoni antropomorfi.

SOUNDATA: ARTE E SCIENZA ALL’OTO SOUND MUSEUM

La metodologia scientifica attraverso cui il suono è prodotto dà vita a un canto che porta con sé un’aura di spiritualità. L’installazione audiovisiva wave/forms (2016) del duo Mayar El Bakry e Joanna Selinger indaga i recenti fenomeni di tsunami trasformando i dati sismici in suono: il soundscape è accompagnato da una visualizzazione dinamica dell’epicentro dello tsunami e del comportamento del suono da questo prodotto rispetto ai territori geografici, ma anche allo spazio museale. OTO, diretto da un gruppo di giovani professioniste, invita in quest’occasione tre giovani artisti che affermano nuovi modi di dedicarsi alla pratica creativa, ponendo insieme, e all’interno di percorsi multidisciplinari: arte, musica, design, fotografia, scienza e attivismo.

-Chiara Pirri Valentini

https://oto.museum

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Chiara Pirri
Chiara Pirri (Roma, 1989), residente a Parigi, è studiosa, giornalista e curatrice, attiva nel campo dei linguaggi coreografici contemporanei e delle pratiche performative, in dialogo con le arti visive e multimediali. È capo redattrice Arti Performative per Artribune e dal 2016 collabora con Romaeuropa Festival. Ha curato progetti di comunicazione multimediale per festival e istituzioni come Drodesera - Centrale Fies, Museo MACRO di Roma, Istantanee festival. In Francia cura progetti artistici per aziende e istituzioni (Unesco, Dior, Renault, Loewe, Kering…) attraverso collaborazioni internazionali.