La National Gallery di Londra si rifà il look per i suoi primi 200 anni

Un rinnovato spazio di accoglienza per i visitatori, un nuovo centro di ricerca, mostre digitali e fisiche diffuse nel Regno Unito: il museo si proietta così nel futuro. Il progetto è di Selldorf Architects

National Gallery, Londra
National Gallery, Londra

Volge a termine la fase di selezione della National Gallery di Londra che, in occasione del bicentenario della sua fondazione (1824 – 2024), promuove il completamento dei suoi edifici di Trafalgare Square. Per l’ambiziosa operazione il museo – considerato tra i più importanti al mondo, con una collezione che copre dalla fine del XIII all’inizio del XX secolo – ha scelto, tramite bando internazionale lanciato lo scorso febbraio, un team di architetti guidato da Selldorf Architects, che comprende anche gli studi Purcell, Vogt Landscape, Arup, AEA Consulting, Pentagram, Kaizen e Kendrick Hobbs.

Annabelle Selldorf, photo by Harry Mitchell
Annabelle Selldorf, photo by Harry Mitchell

LA SELEZIONE DI SELLDORF ARCHITECTS

Scelto da un team interno e dai Trustees of the National Gallery, Selldorf Architects ha conquistato il primo posto scavalcando candidati in shortlist del calibro di Asif Khan, Caruso St John Architects, David Chipperfield Architects, David Kohn Architects, e Witherford Watson Mann Architects. “È un onore essere stati nominati per lavorare a fianco della National Gallery nel suo progetto NG200”, ha commentato Annabelle Selldorf, fondatrice del gruppo. “Si tratta di una grande opportunità per un’istituzione culturale iconica di riflettere sulle proprie ambizioni per il futuro e portare avanti un concept innovativo che si addice ai suoi numerosi visitatori. Il nostro team lavorerà per il museo con sensibilità e attenzione, guidato dalla visione di una Galleria del futuro che sia stimolante, sostenibile e veramente inclusiva”.

Installation view of Artemisia at the National Gallery. © The National Gallery, London
Installation view of Artemisia at the National Gallery. © The National Gallery, London

NATIONAL GALLERY DI LONDRA: I LAVORI DI COMPLETAMENTO DEL MUSEO

Tra i compiti affidati alla cordata di architetti c’è il completamento degli edifici di Trafalgar Square, i quali saranno adibiti a un rinnovato servizio di accoglienza adeguato al flusso da milioni di visitatori che ogni anno varca la National Gallery. Questo includerà la ristrutturazione di parti dell’area pubblica e dell’ala Sainsbury (che ospita in gran parte capolavori di arte italiana) aperta per la prima volta nel 1991 e ricavata da un ex magazzino di mobili esistito fino agli anni ‘40 su progetto di Robert Venturi. Sarà aperto anche un nuovo centro di ricerca del museo. Il programma di rinnovamento, denominato NG200, è concepito come la volontà della National Gallery di proiettarsi al centro della vita culturale del paese, attenta alle esigenze del presente e alle sfide del futuro: per questo il suo sviluppo non sarà solo su un piano architettonico, ma includerà una serie di mostre diffuse anche in altre istituzioni e contenuti digitali. Di supporto nel raggiungimento dell’obiettivo, sarà l’esperienza pregressa di Selldorf Architects in campo culturale, avendo già lavorato per istituzioni e gallerie private come Luma Arles, il Museum of Contemporary Art San Diego, lo Smithsonian American Art Museum, la Neue Galerie New York, David Zwirner, Hauser & Wirth, Frieze Masters e la Biennale d’Arte di Venezia.

NATIONAL GALLERY DI LONDRA: LE PAROLE DEL DIRETTORE

Durante tutto il processo di selezione, Selldorf Architects ha dimostrato una reale comprensione delle nostre ambizioni e sensibilità per il patrimonio dei nostri edifici esistenti. Tuttavia, il talento e la tenacia dimostrati a tutti i livelli da ciascuna delle sei squadre finaliste sono stati notevoli”, ha commentato Gabriele Finaldi, Direttore della National Gallery. “I prossimi cinque anni saranno fondamentali per uscire dalla crisi del Covid. Riconosciamo l’impatto catastrofico del suo avvento, e in particolare sul numero di visitatori delle istituzioni artistiche e culturali. Ci vorrà tempo perché questi ritornino ai livelli del 2019, ma c’è speranza all’orizzonte e l’arte e la cultura saranno cruciali per la guarigione del nostro Paese. Abbiamo in programma di costruire nuovi obiettivi facendo perno sui nostri punti di forza, rispondere alle sfide e alle opportunità e creare un percorso verso la National Gallery del futuro, per la nazione e per il mondo”. E ha concluso, “il nostro Bicentenario nel 2024 è un momento chiave in questa creazione della nuova National Gallery. Dimostreremo il nostro valore e quello che siamo in grado di creare entrando nel nostro terzo secolo con rinnovata e audace ambizione e, forse, cosa più importante, con speranza”.

-Giulia Ronchi

https://www.nationalgallery.org.uk/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.