La tendenza delle donne che viaggiano da sole sta ridisegnando una parte del mondo del turismo

Il viaggio in solitaria è una pratica sempre più diffusa tra le donne, che spesso incentivano a propria volta le attività di altre donne impegnate nel turismo e nella promozione dei territori. Diversi sono i tour operator specializzati a cui affidarsi. In alternativa, qualche suggerimento per muoversi sulle tracce di regine, esploratrici e leggendarie condottiere

Viaggiare da sole, oggi, è scelta di libertà intellettuale. A confermare che non si tratta di una nicchia, ma di un modo nuovo di vivere la vacanza, è il Solo Female Travel Index 2026, realizzato da TUI, tra i più importanti tour operator al mondo. Lo studio ha preso in esame 150 destinazioni tra viaggi a corto e lungo raggio, valutandole secondo parametri che spaziano dal livello di sicurezza percepito dalle donne alla ricchezza dell’offerta culturale, dall’accessibilità delle attrazioni al costo medio di alloggi e ristorazione. I dati parlano chiaro. Il 40% delle donne ha già fatto almeno un viaggio in solitaria e il 29,5% ripartirebbe senza esitazioni, segno di una crescente fiducia nell’esperienza individuale.

Sì viaggiare, da sole

Uno stacco dalle responsabilità quotidiane, la voglia di gestire tempi e itinerari liberamente, il desiderio di riconnettersi con se stesse e scoprire nuove capacità personali. Sono solo alcune delle motivazioni del viaggio in solitaria. L’identikit che emerge svela che le più attive sono le donne tra 25 e 44 anni, ma anche che è in aumento l’interesse tra le viaggiatrici over 55.In genere si inizia partendo da una meta “vicino a casa”, quindi le città europee e soprattutto i Paesi del Nord Europa, tra cui spicca la Finlandia per sicurezza notturna, servizi pubblici efficienti, parità di genere. Una volta assaporata la libertà del “solo female travel”, la geografia premia anche destinazioni lontane come le città del Giappone, i parchi nazionali del Canada, la natura dell’Australia.

L’interesse del mercato turistico per i “solo female travel”

E il settore turistico si adegua come dimostrano i tanti tour operator che nel mondo si stanno specializzando in questo segmento. C’è Destinazione Umana, con i suoi viaggi a piedi, Girls in Italy, che nei territori attraversati dai tour finanzia piccole iniziative benefit a sostegno di donne impegnate nella rigenerazione dei territori, Gender Responsible Tourism che suggerisce le destinazioni in tutto il mondo dove le donne gestiscono, ospitano, cucinano, fanno le guide, le artigiane, producono eccellenze in modo innovativo. Anche il digitale accompagna questa trasformazione, con piattaforme che mettono in relazione, aumentano la sicurezza percepita e ridefiniscono il concetto stesso di viaggio individuale. Lo confermano le oltre 300mila iscritte di NomadHer e Travel Ladies, community che permettono di incontrare altre donne e, in alcuni casi, anche di dormire presso locali (micro-couchsurfing al femminile), e Tourlina, per chi viaggia da sola ma vuole condividere tappe o esperienze con altre donne.

Sulle tracce di aborigene, regine e scrittrici

In occasione dell’ultima Giornata internazionale della donna è nata Discover Aboriginal Experiences, che celebra le donne aborigene e delle Isole dello Stretto di Torres che guidano, insegnano e custodiscono la cultura in tutta l’Australia. Nel Queensland, per esempio, si può viaggiare con Delta Kay, della Explore Byron Bay, che dà voce al racconto femminile, mostrando la tradizione aborigena impressa su ciotole, clapstick, tappeti intrecciati e condividendo pratiche di bush food e medicina tradizionale. Per molte, viaggiare da sole significa anche mettersi sulle tracce di chi, in passato, ha aperto la strada. Nella Slovenia orientale si possono seguire le imprese della scrittrice ed esploratrice Alma M. Karlin (1889-1950), infaticabile viaggiatrice che, un secolo fa, partendo dal paesino di Celje sfidò le convenzioni dimostrando che una donna poteva fare il giro del mondo. Senza compiere tutta l’impresa è possibile partire dal suo villaggio per esplorare i dintorni, come Laško, Braslovče, il Castello di Žovnek, la regione della Gorenjska (sono 255 le località slovene visitate da Alma M. Karlin). Il Turismo spagnolo suggerisce la Galizia della scrittrice Emilia Pardo Bazán (1851-1921), famosa per le sue cronache e i suoi libri di viaggio, la Ruta teresiana, da Ávila a Salamanca, un omaggio a Santa Teresa di Gesù (1515- 1582), nota per essere la “monaca vagabonda” e la Isabel Route, un omaggio a Isabella I di Castiglia (1451–1504), che viaggiò ininterrottamente per tutta la durata del suo regno. In Croazia, sulla fortezza di Nehaj, simbolo di Senj (nella Regione di Lika-Senj), si tramanda la leggenda di Zora dai capelli rossi, giovane coraggiosa e indipendente. Le sue gesta, intrecciate con la storia dei guerrieri uscocchi che difendevano la città, conquistarono generazioni e ispirarono Astrid Lindgren nella creazione di Pippi Calzelunghe, la viaggiatrice più iconica di sempre.

Luisa Taliento

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Luisa Taliento

Luisa Taliento

Primo viaggio: Milano-Istanbul, in pullman. Da allora ha sempre amato girare il mondo. Dopo la laurea in Lettere moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi dal titolo: “La stampa socialista negli Stati Uniti” si è diplomata…

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