Tutte le mostre da vedere a Madrid durante la settimana della fiera Arco 2026

Marzo con ArcoMadrid segna l’inizio della stagione espositiva primaverile nella capitale spagnola, con l’apertura di mostre ed eventi artistici che, dall’antico al contemporaneo, animano la città. Ecco per voi una selezione delle esposizioni da non perdere non perdere…

A Madrid la fiera internazionale d’arte contemporanea ArcoMadrid, segna l’inizio della primavera e, quindi, l’apertura della nuova stagione espositiva nelle sedi espositive della città. Così, tra grandi musei, fondazioni e spazi di ricerca, la capitale spagnola diventa una meta perfetta per una full immersion nel mondo dell’arte, con una proposta che spazia dall’antico al contemporaneo, fino alla fotografia. E dato che quest’anno la stagione si preannuncia ancora più calda e movimentata, con il riallestimento del Reina Sofia; la riapertura del Palacio de Velázquez, nel cuore del Parco del Retiro; le nuove politiche di ingresso gratuito per due ore a fine giornata e le aperture prolungate, al Prado il primo sabato del mese e al Thyssen tutti sabati fino alle 24.00, abbiamo selezionato per voi alcune delle mostre da non perdere.

Ludovica Palmieri

Le mostre al Reina Sofia di Madrid

Alberto Greco Viva el arte vivo
Alberto Greco (1931–1965) è stato una figura centrale dell’Avanguardia Sperimentale. Pittore informale, poeta, performer e fondatore dell’arte vivo nel 1962, trasformò la propria vita in opera d’arte, mescolando esibizionismo, provocazione mediatica e interventi urbani. Per lui, l’arte non era un programma estetico, ma un’avventura imprevedibile fusa con la vita. La mostra Viva el arte vivo ripercorre la sua breve ma intensa carriera, dalle prime opere informali agli interventi performativi, fino ai collage, ai disegni madrileni e al romanzo Besos brujos, scritto poco prima del suicidio.

Alberto Greco – Viva el arte vivo
Reina Sofia, Madrid
Fino all’8 giugno 2026

Andrea Canepa – Fardo
Il lavoro di Andrea Canepa (Lima, 1980) si colloca in uno spazio di dialogo tra arte, sociologia, storia e antropologia, indagando come i sistemi visivi, spaziali e simbolici influenzino il nostro modo di percepire e comprendere il mondo. Per l’intervento sul telone che copre il Palacio de Cristal durante il restauro, l’artista si è ispirato ai fardelli tessili della cultura precolombiana di Paracas e al rituale ancestrale di avvolgere i defunti, trasformando l’atto del coprire in un gesto carico di memoria, simbolismo e valore rituale. Attraverso immagini di tessuti sovrapposti, derivate da dipinti poi tradotti in fotografia, Canepa intreccia tempi e materiali diversi, evocando una dimensione meditativa che suggerisce come la realtà sia più stratificata e complessa di quanto appaia. Applicando queste riflessioni al Palacio de Cristal — emblema ottocentesco di una modernità fondata sulla trasparenza e sulla visibilità — l’artista ne sovverte la logica, rivendicando il diritto all’opacità, al mistero e alla sensualità della materia. L’edificio diventa così una sorta di prassinoscopio contemporaneo: attraverso il movimento del visitatore, il gioco di velare e svelare genera un’esperienza temporale non lineare, sospesa tra presenza e assenza, tra ciò che si mostra e ciò che rimane nascosto.

Andrea Canepa – Fardo
Palacio de Cristal (Parco del Retiro), Reina Sofía, Madrid
Fino al 4 maggio 2026

Oliver Laxe – HU/هُوَ. Dance as if no one were watching you
L’installazione di Oliver Laxe (Galizia, 1982) inaugura il programma Espacio 1 dedicato al cinema espositivo, e nasce dalla ricerca per il film Sirāt. Il titolo richiama da un lato il ponte escatologico dell’Islam che conduce al paradiso, dall’altro il termine arabo HU, suono primordiale associato al respiro divino e all’origine della creazione, mentre il sottotitolo cita l’idea di trascendenza attraverso musica, danza e dissoluzione dell’io di Rūmī e la sua idea di trascendenza.  HU/هُوَ. Dance as if no one were watching you, si sviluppa in due ambienti: nel primo, una piramide di altoparlanti emette una vibrazione continua che prepara lo spettatore come in un rito di purificazione; nel secondo, una proiezione a tre canali mostra paesaggi desertici, architetture templari e figure danzanti, evocando una geometria sacra in cui il confine tra materiale e spirituale si fa permeabile. Attraverso sovrimpressioni, dissolvenze e un linguaggio visivo e sonoro astratto, l’installazione offre un’esperienza interreligiosa e sensoriale.

Oliver Laxe – HU/هُوَ. Dance as if no one were watching you
Reina Sofia, Madrid
Fino al 20 aprile 2026

Juan Uslé – That Ship on the Mountain
That Ship on the Mountain è una grande retrospettiva che celebra oltre quarant’anni di carriera di Juan Uslé (Santander, 1954), uno degli artisti spagnoli più riconosciuti a livello internazionale. La mostra, pensata per le sale del primo piano del Nouvel Building, si articola come una “storia breve” in cui lavori diversi dialogano liberamente tra loro. Dall’Espressionismo dai toni scuri verso astrazione lirica e silenziosa, traducendo la pittura astratta in un’esperienza visiva profondamente sensibile e meditativa.

Juan Uslé – That Ship on the Mountain
Reina Sofia, Madrid
Fino al 20 aprile 2026

Museo del Prado – La prospettiva femminile III

La mostra The Female Perspective III. Queen Isabella Farnese and the Museo del Prado, è dedicata a Isabella Farnese (Parma, 1692 – Aranjuez, 1766), una delle più influenti mecenati d’arte del Settecento europeo. Terza edizione del ciclo sulle prospettive femminili, l’esposizione analizza il ruolo centrale della regina nella formazione delle collezioni del Prado. La sua straordinaria raccolta, composta da quasi mille dipinti, ha contribuito in modo decisivo al patrimonio del museo, con circa 350 opere oggi parte integrante delle sue collezioni. Tra i capolavori figurano opere di Velázquez, Ribera, Murillo, Correggio, Rubens, Reni, Van Dyck, Bruegel il Vecchio e Watteau, oltre a un importante nucleo di sculture classiche acquisito insieme a Filippo V dopo la morte della regina Cristina di Svezia. Guidata da un gusto raffinato e da una visione personale, la regina ha lasciato un’impronta duratura nella storia del collezionismo reale e nella cultura artistica europea del XVIII Secolo.

La prospettiva femminile III. La regina Isabella Farnese (1692–1766) e il Museo del Prado
Museo Nacional del Prado. Madrid
Fino al 24 maggio 2026

Queen Isabella Farnese, Prado Madrid
Queen Isabella Farnese, Prado Madrid

Le mostre al Thyssen-Bornemisza

Robert Rauschenberg – Express. On the Move
In occasione del centenario della nascita di Robert Rauschenberg (Texas, 1925 – Captiva Island, Florida, 2008), grande innovatore del XX Secolo, il museo presenta un approfondimento su Express (1963), analizzandone la complessa iconografia e la spinta sperimentale che portò Rauschenberg a collaborare con danza, performance, arti visive e scienza. L’opera, in collezione, ebbe un ruolo decisivo nell’affermazione internazionale dell’artista, che vinse il Gran Premio per la Pittura alla Biennale di Venezia nel 1964.

Rauschenberg: Express. On the Move
Thyssen-Bornemisza, Madrid
3 febbraio – 24 maggio 2026

Tutte le mostre da vedere a Madrid durante la settimana della fiera Arco 2026
Ugo Mulas, Robert Rauschenberg at the 32nd International Biennial Art Exhibition, Venice, 1964, Silver gelatine, Courtesy of Archivio Ugo Mulas, Milan, Photo Ugo Mulas © Ugo Mulas Heirs. All rights reserved


Hammershøi
La prima retrospettiva spagnola dedicata a Vilhelm Hammershøi (Copenaghen,1864 – 1916), pittore danese noto per i suoi interni domestici freddi e silenziosi, caratterizzati da atmosfere sospese e da un forte senso di ambiguità. Opere che continuano ad affascinare e inquietare, rimanendo aperte a molteplici interpretazioni. La sua produzione, di cui la mostra offre una visione approfondita, è stata riletta in relazione alla tradizione europea e al contesto danese contemporaneo. La mostra, sottolineando il legame tra pittura, silenzio e musica, approfondisce i temi centrali del pittore come il ruolo della moglie Ida Ilsted, l’evoluzione degli interni domestici, il rapporto con architettura e paesaggio e l’autoritratto negli ultimi anni di vita.

Hammershøi. The Eye that Listens
Thyssen-Bornemisza, Madrid
17 febbraio – 31 maggio 2026

Vilhelm Hammershøi Interior from the Home of the Artist 1900 Oil on canvas, 65,5 × 54,5 cm Finnish National Gallery Collection / Ateneum Art Museum, R. F. von Willebrand Bequest  © Finnish National Gallery / Hannu Aaltonen madrid
Vilhelm Hammershøi, Interior from the Home of the Artist, 1900, Oil on canvas, 65,5 × 54,5 cm, Finnish National Gallery Collection / Ateneum Art Museum, R. F. von Willebrand Bequest , © Finnish National Gallery / Hannu Aaltonen

Irma Álvarez – Laviada
Per il programma Kora, curato da Rocío de la Villa, che propone ogni anno una mostra concepita da una prospettiva di genere e giunto alla IX edizione, il museo presenta Inside and outside the Frame, mostra in cui le opere di Irma Álvarez-Laviada (Gijón, 1978) dialogano con quelle del museo. Come suggerisce il titolo, le opere di Álvarez-Laviada si collocano in uno spazio intermedio, dentro e fuori la cornice, e sono realizzate con materiali industriali di uso pratico. Attraverso questo linguaggio l’artista riflette sui meccanismi di inclusione ed esclusione nell’arte contemporanea occidentale, mettendo in discussione le distinzioni tra arte e decorazione, esperienza estetica e interessi economici e ideologici. Il suo lavoro affronta l’astrazione geometrica da una prospettiva di genere, interrogando gli stereotipi maschili e femminili. In dialogo con la tradizione, l’artista la decostruisce attraverso processi creativi basati sulla ripetizione e sulle sue variazioni.

Irma Álvarez-Laviada. Inside and outside the Frame
Thyssen-Bornemisza, Madrid
23 febbraio – 3 maggio 2026

madrid
Irma Álvarez – Laviada, Idea as Model 3, 2020, Cardboard, manila paper, museum glass. 44.5 x 32.5 cm each, Courtesy of Irma Álvarez-Laviada and Galería Luis Adelantado, Photo: David_Zarzoso. Courtesy of Galería Luis Adelantado, © Irma Álvarez-Laviada

Guercino
Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666), figura centrale nella pittura barocca in Italia è il protagonista dello small format exhibition del museo madrileno. L’esposizione, a cura di María Eugenia Alonso, riunisce attorno al capolavoro Cristo e la Samaritana al pozzo (ca. 1640-1641) una selezione di dipinti che permettono di analizzare il ruolo della figura femminile nella pittura religiosa dell’artista, mettendone in luce le capacità narrative e la sua maestria nel linguaggio gestuale, in composizioni in cui le donne incarnano diversi modelli biblici secondo una visione profondamente personale.

Guercino and his Biblical Heroines
Thyssen-Bornemisza, Madrid
16 marzo – 14 giugno 2026

madrid
Guercino (Giovanni Francesco Barbieri), Christ and the Woman of Samaria at the Well, ca. 1640-1641, detail, Oil on canvas. 116 x 156 cm, © Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid

Le mostre alla Casa Encendida

The Fold è un’indagine visiva e psicologica di Hoda Afshar (Teheran, 1983) sull’archivio dello psichiatra e fotografo francese Gaëtan Gatian de Clérambault (1872-1934). L’opera mette in discussione l’eredità colonialista della fotografia, esplorando come il velo sia stato trasformato in oggetto di controllo, fantasia e proiezione psicoanalitica, e come questi regimi dello sguardo influenzino ancora la percezione odierna. Il progetto nasce da una ricerca presso il Musée du Quai Branly di Parigi, dove Afshar ha scoperto fotografie scattate in Marocco che ritraggono donne musulmane velate. Per la prima volta lavora a partire da un archivio istituzionale – attraverso fotografia, proiezione, diapositive, libro e video – sovvertendone la logica originale e trasformando tagli, degrado e frammentazione delle immagini in strumenti di resistenza critica.

Parallelamente il museo presenta, fino al 19 aprile, i lavori selezionati nella XXVI edizione di Generaciones, la call della Fundación Montemadrid dedicata a giovani artisti, per promuovere l’arte contemporanea emergente.

Hoda Afshar – The Fold
Casa Encendida, Madrid
Fino al 26 aprile 2026

Foundation SOLO – Gottfried Helnwein 

HELNWEIN: mundos invertidos è la prima retrospettiva in Spagna dell’artista austriaco Gottfried Helnwein (Vienna, 1948), noto per le sue immagini iperrealiste che affrontano il tradimento dell’innocenza infantile, gli orrori del fascismo e la convergenza tra cultura popolare e violenza. Nei Mondi capovolti di Helnwein, realtà e finzione si intrecciano: personaggi dei cartoni animati mostrano un lato oscuro, figure ispirate al manga popolano scene di disastri reali, e visioni da incubo assumono forma concreta. Le immagini di bambini feriti o bendati mostrano gli effetti del conflitto, mentre il potere è rappresentato attraverso armi o élite uniformate. La mostra include opere di altri artisti della collezione SOLO. Parallelamente il museo ospita la mostra Drawing Sessions 2020 – 2022 with Lilith Stangenberg di Paul McCarthy, A&E, Adolf/Adam & Eva/Eve; e Cindy Crawford: HOSTAGE 01, entrambe a ingresso gratuito.

Gottfried Helnwein – HELNWEIN: mundos invertidos
SOLO Independencia, Madrid
Fino al 30 dicembre 2026

Gottfried Helnwein - HELNWEIN: mundos invertidos, SOLO Independencia, Madrid
Gottfried Helnwein – HELNWEIN: mundos invertidos, SOLO Independencia, Madrid

Matadero Madrid – Mónica Mays e Estela De Castro

Il Matadero di Madrid propone due progetti: Pulgar, in cui Mónica Mays (Madrid, 1990) presenta una nuova serie di sculture, realizzate con la tecnica dell’assemblage, che esplorano la relazione tra residuo e trasmissione, indagando come affetto, violenza e desiderio attraversino mito e materia. Parallelamente la mostra fotografica Gli animali, presenta un focus su Estela De Castro che considera il ritratto come strumento di riflessione sociale e di costruzione della memoria. 

Pulgar. Mónica Mays e The animals. Estela De Castro 
Matadero, Madrid 
Fino al 24 maggio e fino a giugno 2026 

Matadero Madrid
Matadero Madrid

PALAZZO LIRIA – José María Sicilia 

La mostra Notti e Giorni riunisce circa venti opere di José María Sicilia (Madrid, 1954), offrendo una panoramica della sua pratica degli ultimi decenni. L’artista ha trasformato alcune sale del palazzo con opere site-specific e creazioni in dialogo con l’architettura, la storia e la collezione della Casa d’Alba. Attraverso una combinazione di pittura, fotografia, tracce materiali e forme scultoree delicate, Sicilia costruisce una grammatica visiva che intreccia memoria personale, storia dell’arte e immaginario culturale condiviso. L’insieme genera spazi di riflessione e narrazioni aperte, ispirate alla struttura de Le mille e una notte, dove storie, tempi e significati si sovrappongono e trovano compimento nell’esperienza dello spettatore. 

Notti e Giorni. José María Sicilia  
Palazzo Liria, Madrid
Fino al 31 maggio 2026

José María Sicilia, "Reina de la noche alba" de la serie "El fondo oscuro" (2026), Installation view of "Noches y Días, Palacio de Liria Madrid
José María Sicilia, “Reina de la noche alba” de la serie “El fondo oscuro” (2026), Installation view of “Noches y Días, Palacio de Liria Madrid

TBA21 – Roman Khimei and Yarema Malashchuk

La mostra Pedagogies of War, curata da Chus Martínez e organizzata da TBA21 con il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, presenta il lavoro del duo ucraino Roman Khimei & Yarema Malashchuk. Il progetto analizza come l’invasione russa dell’Ucraina abbia trasformato la percezione, lo spazio pubblico e le strutture democratiche, rivelando la fragilità della pace e la convivenza instabile tra memoria e oblio. Lavorando a partire da immagini di videosorveglianza provenienti da Kiev, intrecciando documentario e finzione, gli artisti rivelano la fragilità della pace, l’estetica dello stato di emergenza e la complessa coesistenza tra memoria e oblio. Pedagogies of War sottolinea come le ecologie del conflitto – politiche, emotive e territoriali – contribuiscano a formare l’identità tanto quanto la geografia. L’esposizione riunisce quattro opere chiave, realizzate tra il 2022-26, tra cui Open World (2025), coprodotta con il TBA21 per la 36ª Biennale di Grafica di Lubiana e We didn’t start this war, realizzata per la mostra, che costruiscono una sfaccettata riflessione su guerra ememoria, indagando come l’emergenza venga estetizzata e come sopravvissuti e testimoni assumano un ruolo attivo.

Roman Khimei and Yarema Malashchuk. Pedagogies of War
TBA21 Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid
3 marzo – 31 maggio 2026

Madrid
Roman Khimei and Yarema Malashchuk. Pedagogies of War, Tb1 Installation View

Le mostre alla Fundación MAPFRE

Helen Levitt
Personale di Helen Levitt (New York, 1913 – 2009), fotografa statunitense che, a partire dalla fine degli Anni Trenta, ha documentato la vita quotidiana nei quartieri popolari di New York, trasformando scene ordinarie in immagini cariche di emozione, mistero e ironia, capaci di creare un legame immediato con lo spettatore. Nel 1943 il MoMA di New York le dedicò la sua prima mostra personale. In seguito, Levitt si interessò al cinema documentario e alla fotografia a colori: collaborò a film come The Quiet One e In the Street, influenzando il cinema sperimentale successivo, e fu pioniera nell’uso del colore dopo aver ottenuto una borsa Guggenheim nel 1959. Artista socialmente impegnata, fu tra le prime donne a costruire una carriera professionale nel campo della fotografia.

Helen Levitt
Fundación MAPFRE, Madrid
19 febbraio – 17 marzo 2026

Tutte le mostre da vedere a Madrid durante la settimana della fiera Arco 2026
Helen Levitt, New York, c. 1940, © Film Documents LLC, courtesy Zander Galerie, Cologne 



Anders Zorn
La mostra Anders Zorn. Traveling the World, Remembering the Land, a cura di Casilda Ybarra offre un focus sul pittore svedese (Svezia, 1860 – 1920) celebre come ritrattista di sovrani, politici e personalità del suo tempo, tra la fine del XIX e l’inizio del XX Secolo. Proveniente da un contesto rurale, raggiunse grande fama grazie alla sua padronanza tecnica. La sua opera riflette una carriera cosmopolita ma profondamente legata alle proprie radici: accanto a scene di vita moderna e ritratti internazionali convivono immagini della tradizione svedese. Fu protagonista del Naturalismo a Parigi e mantenne stretti rapporti con artisti come Joaquín Sorolla e Ramón Casas, come testimoniano anche le opere realizzate in Spagna.

Anders Zorn. Traveling the World, Remembering the Land
Fundación MAPFRE, Madrid
19 febbraio – 17 marzo 2026

madrid
Anders Zorn, Midnight, 1891, © Zornmuseet, Mora

Le mostre al CA2M

Mostoles Dorothy Iannone
Ancora e ancora è personale di Dorothy Iannone (Boston, 1933 – Berlino, 2022) artista pioniera nel porre al centro il desiderio femminile, affrontando temi come amore, erotismo e sessualità, spesso in contrasto con la censura. Letterata di formazione e artista per passione, Iannone, è stata vicina agli ambienti Fluxus e all’arte concettuale europea degli Anni Sessanta senza mai aderire a uno stile o movimento preciso. Nel suo percorso ha utilizzato una grande varietà di linguaggi, creando opere cariche, ispirate tanto alla sua vita privata quanto a tradizioni visive lontane. La sua ricerca coniuga il misticismo orientale con una rilettura personale dell’iconografia classica per lanciare un forte messaggio di libertà e uguaglianza. La mostra, prima personale dell’artista in un’istituzione spagnola e curata da Tania Pardo, riflette l’idea dell’arte come progetto di vita. Il titolo richiama la perseveranza e l’energia con cui Iannone ha concepito la propria pratica.

Dorothy Iannone. Ancora e ancora
Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid
14 febbraio 2026 – 30 agosto 2026

Dorothy Iannone "Play It Again", 2007. Cortesía The Estate Of Dorothy Iannone & Air de Paris, Romainville | Grand Paris © Marc Domage madrid
Dorothy Iannone “Play It Again”, 2007. Cortesía The Estate Of Dorothy Iannone & Air de Paris, Romainville | Grand Paris © Marc Domage


Ester Partegas
La mostra di Ester Partegàs (Barcellona 1972), curata da Bea Espejo e realizzata in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea Es Baluard di Palma, offre una visione articolata del lavoro dell’artista negli ultimi trent’anni. Il progetto espositivo propone un percorso circolare, in cui le opere dialogano attraverso continui spostamenti, nessi e rimandi, riflettendo l’idea di un processo creativo in movimento. Minor Architecture si concentra sull’architettura vernacolare e spontanea, priva di gerarchie e pedigree, intesa come pratica universale del costruire. Le sue costruzioni recuperano gesti corporei e pratiche non riconosciute dalla tradizione architettonica, connettendosi al marginale e al femminile. L’allestimento enfatizza le tensioni interne alla pratica dell’artista, giocando su scale e contraddizioni per aprire uno spazio critico e speculativo che mette in discussione ciò che consideriamo reale.

Ester Partegas. Architettura minore
Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid
14 febbraio 2026 – 14 giugno 2026

Ester Partegàs. Detalle de "knead, penetrate, let go (lighting bolt pretzel)", 2024. Cortesia Garth Greenan Gallery, NY. Fotografia Heather Rasmussen madrid
Ester Partegàs. Detalle de “knead, penetrate, let go (lighting bolt pretzel)”, 2024. Cortesia Garth Greenan Gallery, NY. Fotografia Heather Rasmussen

Le mostre al CentroCentro

Javier Garcerá
Its Beak Windward è una grande installazione pittorica di Javier Garcerá (Puerto de Sagunto, 1967) che dialoga con lo spazio di CentroCentro, offrendo un’esperienza immersiva e sensoriale in cui la luce diventa elemento fondamentale dell’opera. La mostra, a cura di Isabel Tejeda Martín, riunisce lavori monumentali, alcuni realizzati appositamente, insieme a opere degli ultimi trent’anni, evidenziando la coerenza formale, concettuale, etica e politica della sua ricerca. Garcerá propone uno sguardo critico e poetico contro la fruizione accelerata e superficiale delle immagini contemporanee, invitando a una visione lenta e introspettiva. I suoi dipinti, in cui convivono riferimenti alla storia dell’arte e alla vita quotidiana, sollecitano una contemplazione profonda, in cui lo spettatore è chiamato a riconnettersi fisicamente e spiritualmente con il tempo e il luogo presenti. La mostra si configura come un’allegoria del presente e una riflessione poetica sulla crisi, in cui il silenzio e la contemplazione assumono un valore etico e civile.

Its Beak Windward. Javier Garcerá
CentroCentro, Madrid
Fino al 3 maggio 2026

Its Beak Windward. Javier Garcerá, CentroCentro, Madrid
Its Beak Windward. Javier Garcerá, CentroCentro, Madrid

Ana Juan
Wunderkammer è un progetto espositivo ideato per CentroCentro da Ana Juan (Valencia, 1961). Lontana dall’idea di una tradizionale “camera delle meraviglie”, la mostra, a cura di Inmaculada Corcho Gómez, propone un universo iconografico in cui creature e figure immaginarie convivono, si trasformano e si scontrano, invitando il visitatore a creare connessioni e narrazioni personali. L’esposizione, con cui Juan si afferma come figura centrale nel disegno contemporaneo, costruita sul modello delle Metamorfosi di Ovidio, compone un sistema aperto e in continua evoluzione in cui ogni opera rimanda ad altre storie. Il disegno rimane il linguaggio centrale dell’artista, per quanto poi declinato attraverso nuove forme e supporti, come la scultura e l’animazione. La mostra mette in luce la forza espressiva e la vitalità plastica del suo segno, capace di oscillare tra seduzione e inquietudine, ordine e caos, configurandosi come uno spazio di riflessione e scoperta, che invita a guardare e interrogarsi attraverso un’esperienza visiva intensa e stratificata.

Wunderkammer. Ana Juan
CentroCentro, Madrid
Fino al 3 maggio 2026

“Wunderkammer”, ©Ana Juan CentroCentro, Madrid
“Wunderkammer”, ©Ana Juan CentroCentro, Madrid

Museo Ico – Disegni e sculture della collezione

La mostra Transitar el siglo XX. Dibujo y escultura en las Colecciones ICO, curata da María Toral, inaugura la programmazione annuale del Museo ICO e rende omaggio alle origini della collezione che ha dato vita allo spazio museale. L’esposizione, che riunisce opere di trentaquattro artisti e architetti, realizzate dai primi decenni del XX Secolo fino agli Anni Ottanta, propone un percorso essenziale attraverso l’arte del Novecento, mettendo in luce il dialogo tra disegno e scultura in relazione ai cambiamenti sociali, politici ed estetici del Secolo. Il percorso, dalle Avanguardie storiche, come il Cubismo – con Julio González, Pablo Picasso e Juan Gris – fino alla contemporaneità, rappresentata da Miquel Barceló e Susana Solano, passando per figure chiave dell’arte spagnola come Carmen Laffón, Eduardo Chillida e Jorge Oteiza, evidenzia il passaggio dalla fragilità del segno su carta alla forza espressiva della materia scultorea.

Transitar el siglo XX. Dibujo y escultura en las Colecciones ICO
Museo Ico, Madrid
10 febbraio – 10 maggio

ICO Foundation, (Esterni). Madrid
ICO Foundation, (Esterni). Madrid

Fundación Juan March – In the Style of Bosch

La mostra, organizzata in collaborazione con Solo Contemporary, presenta due piccoli pannelli, Heaven e Hell, attribuiti a un seguace di Hieronymus Bosch (Paesi Bassi, c. 1450–1516), originariamente parte di un trittico perduto sul Giudizio Universale, accostati a opere contemporanee di natura surrealista, metamorfica e fantastica. Il dialogo tra le immagini antiche e l’arte contemporanea evidenzia l’influenza duratura del pittore: le sue invenzioni, satire morali e umorismo nero hanno creato una tradizione viva, anticipando il Surrealismo secondo André Breton. Visioni che oggi convivono con le possibilità offerte dalla tecnologia digitale e dall’intelligenza artificiale, generando mondi fantastici che stimolano immaginazione e pensiero critico.

In the Style of Bosch
Fundación Juan March, Madrid
27 febbraio – 12 aprile 2026

In the Style of Bosh, Madrid
In the Style of Bosh, Madrid

Museo Archeologico Nazionale (MAN) – Dialogo sulla scultura Iberica

In questa mostra il Museo Arqueológico Nacional (MAN) ospita per la prima volta dieci capolavori provenienti dal Dipartimento di Antichità Orientali del Louvre, creando un dialogo tra due importanti collezioni di scultura iberica, provenienti dagli stessi siti archeologici. Le opere testimoniano i legami storici tra le due istituzioni, consolidatisi tra la fine del XIX e l’inizio del XX Secolo grazie a studiosi come José Ramón Mélida e Léon Heuzey, che contribuirono al riconoscimento dell’importanza dell’arte iberica. Gli archeologi francesi Arthur Engel e Pierre Paris acquistarono per il Louvre numerose sculture tra il 1891 e il 1902, provenienti da siti come Montealegre del Castillo, Agost, Salobral, Cerro de los Santos e Osuna. Nel 1941, a seguito di uno scambio culturale tra Francia e Spagna, alcune sculture iberiche rientrarono in Spagna. La mostra permette di approfondire uno degli aspetti più significativi della cultura iberica: la scultura in pietra e il suo complesso pensiero simbolico. Le sculture erano legate a contesti rituali come necropoli e santuari e includevano figure di animali fantastici, scene di processioni o combattimenti, e teste votive offerte alle divinità, attraverso cui artigiani e artisti iberici esprimevano le loro credenze religiose e sociali.

Diálogos logos de escultura ibérica. El Museo del Louvre en el MAN
Museo Archeologico Nazionale (MAN), Madrid
Fino al 10 maggio 2026

Reperto di scultura iberica MAN, Museo Archeologico Madrid
Reperto di scultura iberica MAN, Museo Archeologico Madrid

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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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