Tornano le Giornate FAI di Primavera: 780 luoghi culturali aperti in tutta Italia

Il 21 e 22 marzo, il FAI svela luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti del patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano. Tra le novità di questa edizione, una selezione di aperture per commemorare gli 800 anni dalla morte del santo patrono d’Italia

Una festa collettiva intitolata al patrimonio culturale”. Tornano le Giornate FAI, punta di diamante (per due volte all’anno) delle attività quotidiane di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della Penisola da parte del Fondo per l’Ambiente Italiano che nasceva nel 1975 per iniziativa di Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, con Alberto Predieri e Franco Russoli. Quest’anno le Giornate FAI di Primavera, manifestazione giunta alla 34esima edizione che invita gli italiani a scoprire e a prendere coscienza della ricchezza culturale del Paese, sono in programma sabato 21 e domenica 22 marzo 2026. Un impegno che si rinnova, forte dei quasi 13 milioni e mezzo di italiani che, dalla prima edizione del 1993 a oggi, hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17mila luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

Roma, Villa Lante. Photo Flaminia Lera
Roma, Villa Lante. Photo Flaminia Lera

I numeri delle Giornate FAI di Primavera

La 34esima edizione aprirà 780 luoghi in 400 città, visitabili grazie a 17mila apprendisti ciceroni su base volontaria, a contributo libero. In alcuni casi la partecipazione è vincolata al possesso della tessera FAI, che si può sottoscrivere anche durante le Giornate, pensate come forma di raccolta pubblica di fondi occasionale. “Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos’è il FAI e cosa fa ogni giorno”, spiega Marco Magnifico, Presidente FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano; “non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l’evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due – la loro storia, con la loro, quella dell’Italia“.

Le Giornate FAI di Primavera 2026 nel segno di San Francesco d’Assisi

Tra le novità di questa edizione, un inedito itinerario per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, con una selezione di aperture in 8 regioni che valorizzeranno la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia, come quella del Santuario di San Donato con l’adiacente Giardino storico di San Francesco a Ripacandida (PZ) – la “piccola Assisi lucana” – decorato con affreschi del ‘500 e riconosciuto nel 2010 dall’UNESCO “monumento messaggero di cultura di pace”, e del Complesso francescano di San Bernardino a Caravaggio (BG), con un prezioso ciclo di affreschi raffigurante la Passione di Cristo. In Umbria, visite al Convento di San Fortunato a Montefalco (PG), convento francescano che custodisce al suo interno affreschi rinascimentali di Benozzo Gozzoli e, nel bosco circostante, suggestive grotte, oratorio sotterraneo di epoca paleocristiana, poi adibito al culto del cristianesimo, e anche al Bosco di San Francesco, Bene del FAI ad Assisi (PG), luogo di armonia e silenzio ai piedi della Basilica di San Francesco, dove si può ammirare il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.

Genova, Lanterna. Photo Marcesini. Courtesy FAI
Genova, Lanterna. Photo Marcesini. Courtesy FAI

I luoghi aperti delle Giornate FAI di Primavera 2026

Per quanto riguarda il programma vero e proprio della 34esima edizione, i luoghi coinvolti sono stati selezionati, da Nord a Sud d’Italia, tra i siti insoliti e normalmente inaccessibili oppure poco noti e valorizzati  come a Roma il Palazzo della Cancelleria, primo grande esempio di architettura rinascimentale nel contesto romano e sede di alcuni tribunali ecclesiastici, come la Sacra Rota; a  Milano il Palazzo Turati, nuova sede di Istituto Marangoni Moda, al cui piano nobile si possono ammirare le sale sontuosamente decorate dalle opere di grandi maestri dell’‘800 lombardo; a Torino il Palazzo di Città, sede del Municipio, con ambienti riccamente decorati, come la Sala del Sindaco – eccezionalmente accessibile. Compaiono in lista anche luoghi particolarmente apprezzati e visitati nelle scorse edizioni. L’elenco completo è consultabile sul sito online delle Giornate FAI, che specifica anche le modalità di partecipazione. Nell’elenco dei luoghi aperti anche numerosi borghi, tra cui Barga (LU), in Garfagnana, con un percorso che vedrà tra le tappe il Duomo, uno dei massimi esempi del romanico toscano. Tante anche le proposte “verdi”, come il Giardino storico di Villa Sgariglia a Grottammare (AP), solitamente non accessibile e progettato nel ‘700 come luogo di contemplazione e svago.

Praiano (SA), Casa l'Orto. Courtesy Marea Art Project
Praiano (SA), Casa l’Orto. Courtesy Marea Art Project

Giornate FAI di Primavera 2026: i luoghi aperti più curiosi

Tra  luoghi più curiosi da visitare si segnalano a Napoli lo Stadio Maradona: inaugurato nel 1959 è il secondo luogo più visitato dopo il Colosseo e qui i visitatori potranno osservare da bordo campo il terreno di gioco della sua squadra che quest’anno compie 100 anni; e poi il Palazzo d’Avalos del Vasto (riservato agli iscritti FAI), divenuto nei secoli una vera e propria reggia urbana, ora interessato da importanti restauri ed eccezionalmente accessibile per il FAI; in Liguria: la Lanterna di Genova, il monumento più famoso della città e il terzo più antico faro del mondo; in Sicilia: Porta Nuova a Palermo, esempio tra i più rappresentativi dell’architettura trionfale della città; il Teatro Margherita a Bari, unico edificio in Europa per la particolare costruzione su palafitte, dove si potrà apprezzare in anteprima il risultato dei recenti restauri, appena completati, che lo renderanno uno spazio culturale a 360°. Spazio, infine, all’arte contemporanea a Praiano (SA), dove si potrà visitare Casa L’Orto, la casa di Carol LeWitt, moglie di Sol LeWitt che instaurò un legame profondo con questo luogo, e ammirare alcune opere dell’artista americano, tra i fondatori dell’arte Concettuale, di proprietà della famiglia; e nel percorso Votiva nel centro di Parabita (LE), alla scoperta delle edicole votive reinterpretate dallo sguardo di artisti contemporanei di fama internazionale, come Mimmo Paladino e Michelangelo Pistoletto e ora “musealizzate”.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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