Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione

Oltre 700 luoghi poco noti saranno aperti in occasione della dodicesima edizione della rassegna, invitando gli italiani a scoprire il patrimonio culturale del Paese

Sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023, in oltre 350 città di tutta Italia tornano le Giornate FAI d’Autunno, manifestazione giunta alla 12esima edizione che invita gli italiani a scoprire e a prendere coscienza della ricchezza culturale del Paese. Tra le novità di quest’anno si segnalano in particolare 11 sedi universitarie, da Trieste a Potenza, e fino a 32 luoghi di istruzione, da scuole ad accademie, da centri di ricerca a laboratori per la formazione. “Questa edizione delle Giornate FAI”, ha dichiarato il presidente Marco Magnifico, “intende ribadire il ruolo fondante che scuole e università hanno sulla qualità del futuro del nostro Paese”. E non solo: visitare gli oltre 700 luoghi eccezionalmente aperti dai volontari del FAI sarà l’occasione per scoprire posti solitamente inaccessibili o poco conosciuti come ville, chiese, palazzi storici, castelli, musei e aree archeologiche, edifici di archeologia industriale, collezioni d’arte, biblioteche, edifici civili e militari, luoghi di lavoro e laboratori artigiani, e poi parchi, aree naturalistiche, giardini e borghi. Inoltre, a coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un contributo libero, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione.

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Si potrà scoprire Anversa degli Abruzzi (AQ), annoverato tra i “borghi più belli d’Italia” e situato all’inizio delle Gole del fiume Sagittario, a 560 metri sul livello del mare. A Scerni (CH), invece, per le Giornate FAI d’Autunno 2023 aprirà al pubblico l’Istituto Agrario “Cosimo Ridolfi”, fondato nel 1876 come Scuola Pratica d’Agricoltura intitolata all’omonimo agronomo, direttore del primo istituto agrario italiano, sorto a Pisa nel 1840. Interessante sarà la presentazione delle attività che i ragazzi svolgono con i droni, dall’acquisizione dell’attestato di “pilota remoto” alle applicazioni nel settore agricolo e ambientale. Infine, le porte del John Fante Festival a Torricella Peligna (CH), il piccolo comune montano che ha dato i natali al padre del famoso scrittore, racconta vita e opere dell’autore di Chiedi alla polvere e Aspetta primavera, Bandini, che Bukowski definì come “il più maledetto d’America”.

1 Anversa degli Abruzzi AQ ©Loreto Del Vecchio dvg studio Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione
Anversa degli Abruzzi (AQ) ©Loreto Del Vecchio dvg studio

L’Università degli Studi della Basilicata è un piccolo ateneo di una piccola regione. Le dimensioni, tuttavia, non condizionano la qualità della didattica e della ricerca che da quarant’anni si svolgono in questo importante presidio culturale. La sede principale del polo tecnico-scientifico è a Potenza, nel campus universitario di Macchia Romana, in un’area di recente espansione urbanistica. A Bernalda (MT) si può visitare Il Tempio di Hera, Luogo del Cuore votato da oltre diecimila persone al censimento del FAI nel 2020 grazie alle visite guidate straordinarie e serali a cura del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Metaponto Vincenzo Cracolici. Dopo un intermezzo musicale a cura degli studenti del Liceo Musicale dell’IIS “Pitagora” di Montalbano Jonico, si proseguirà con l’Agorà sul tema l’Educazione e l’Istruzione: il ruolo dell’educazione per il rilancio sociale ed economico italiano, in collaborazione con l’Associazione AD PYTHAGORAM.

2 Bernalda MT Tempio di hera ©FAI Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione
Bernalda (MT), Tempio di Hera ©FAI

Si potrà scoprire Girifalco (CZ), situato ai piedi di Monte Covello, al centro dei golfi di Squillace e Sant’Eufemia e baricentro dell’Istmo di Catanzaro, il punto più stretto della penisola italiana. Fondato nel 836 dagli abitanti di due paesi, Toco e Caria, distrutti dai Saraceni, è ricco di monumenti storici che saranno visitabili durante le Giornate FAI d’Autunno 2023, dalla Chiesa barocca di San Rocco ai palazzi privati De Stefani-Ciriaco e Staglianò, generalmente non accessibili. Il borgo deve il suo nome al girovagare di un falco sopra il territorio – etimologia verosimile in quanto la zona costituisce, in alcuni periodi dell’anno, un passaggio obbligato per questi rapaci – ed è conosciuto come “il paese dei pazzi” perché fu sede di uno dei più grandi ospedali psichiatrici del Sud. Il complesso monumentale è solitamente chiuso al pubblico e durante le Giornate FAI sarà possibile passeggiare all’interno del chiostro e visitare l’archivio storico.

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Girifalco (CZ) ospedale psichiatrico e archivio storico ©FAI

A Napoli di potrà accedere eccezionalmente ad alcuni spazi del Real Albergo dei Poveri, uno dei palazzi più grandi d’Europa: un ospizio destinato ad accogliere i poveri del regno (circa ottomila persone). Ora il Ministero della Cultura ha assegnato al Comune oltre 100 milioni di euro, con risorse del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR, per riqualificarlo con la creazione di un polo culturale e spazi espositivi di arte contemporanea e il completamento dei restauri mai conclusi. Sempre a Napoli si potrà scoprire il complesso di San Giovanni, sede dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e dei suoi modernissimi laboratori specializzati nella misurazione dell’inquinamento ambientale, della qualità delle acque e nella tecnologia del freddo. Nell’area dell’impianto produttivo del Pirotecnico Militare di Capua (CE), solitamente inaccessibile, si potrà scoprire, invece, uno dei tesori architettonici più importanti della Campania, realizzato durante il XVI secolo: il Castello di Carlo V.

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Capua, Castello Carlo V © FAI

Durante le Giornate FAI d’Autunno 2023 i visitatori avranno la possibilità eccezionale di ammirare gli spazi più importanti del Palazzo della Banca d’Italia, nel centro di Bologna, progettato in stile eclettico nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto napoletano Antonio Cipolla. In occasione dei 25 anni di attività, apre, invece, al pubblico il Dipartimento di Economia e Management che ha sede a Palazzo Bevilacqua Costabili a Ferrara. Il percorso svelerà le tracce e i lacerti risalenti al Quattrocento, le parti architettoniche nascoste, i soffitti ottocenteschi decorati, fino ad arrivare al racconto del recupero come sede universitaria. A Ravenna non può mancare una visita all’Accademia di Belle Arti, una delle eccellenze fra le scuole d’arte per il mosaico, fondata nel 1829 da Ignazio Sarti che progettò l’edificio a ridosso della storica Biblioteca Classense, ora trasferito nella sede del Museo d’Arte di Ravenna.

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Ravenna, accademia di belle arti ©FAI

Un percorso storico artistico presso la Sede centrale dell’Università di Trieste, arricchirà le Giornate Fai d’Autunno in occasione delle celebrazioni per il centenario della fondazione dell’istituzione, in cui rientra la mostra: I miei pùpoli: Gaetano Kanizsa scienziato e artista, un omaggio allo studioso che, dal 1953 al 1983, rivestì il ruolo di docente dell’Università triestina (dove fondò l’Istituto di Psicologia), e al patrimonio artistico-documentale dell’ateneo e del territorio. Da non mancare una visita al Palazzo del Municipio, nella centralissima Piazza dell’Unità d’Italia, un luogo che ha raggiunto l’aspetto attuale grazie al sommarsi di interventi e di edifici di epoca diversa.

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rieste, Municipio ©Comune di Trieste

Sede del Consiglio di Stato e perciò solitamente inaccessibile al pubblico, aprirà in via eccezionale Palazzo Spada a Roma, costruito per volere del cardinale Girolamo Capodiferro tra il 1548 e i 1550. Il palazzo fu comprato nel 1632 dal cardinale Bernardino Spada, il quale incaricò Francesco Borromini di modificarlo in stile barocco. Sul cortile, ad esempio, si affaccia il capolavoro della sua “falsa prospettiva” che crea l’illusione di una galleria lunghissima, mentre in realtà è modesta. Un’altra primizia è l’apertura della sede del Consiglio Superiore della Magistratura. A Tarquinia (VT) la Bandita di Sebastian Matta aprirà con il FAI per far conoscere parte degli spazi privati dell’artista che ospitano alcune delle sue opere, dal giardino al cortile del convento, fino alla cappella in cui Matta per anni ha lavorato e dove ora riposa. Merita una visita anche Montenero Sabino (RI), che si trova all’estremità sud-orientale della Sabina tiberina, alle pendici del monte Tancia.

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Montenero Sabino (RI), borgo ©Enrico Galantini

A Genova si entrerà nel backstage del Teatro Gustavo Modena, intitolato all’attore veneziano mazziniano, attivista e combattente nelle battaglie risorgimentali, e tra i pochissimi teatri ad avere ancora in uso la graticcia originale ottocentesca, la struttura a travi lignee che muove il sipario e gli oggetti scenici. La visita al borgo di Vezzano Ligure (SP) è, invece, nella sua unicità, un percorso che lega peculiarità storico-artistiche e, più in generale, lettura dei costumi tradizionali tipici di questo paesaggio ligure. Il borgo domina un’area che include il Golfo della Spezia fino alle isole Palmaria, Tino, Tinetto e parallelamente anche la valle del fiume Magra, fino alle Alpi Apuane, presentando un tessuto urbano sostanzialmente intatto dal Medioevo a oggi e illustra, con esemplare completezza, i caratteri dell’architettura storica ligure.

8 Genova Teatro Gustavo Modena 1 Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione
Genova, Teatro Gustavo Modena

A Milano, oltre al Politecnico, il fulcro di un vero e proprio quartiere universitario, si potrà entrare al Piccolo Teatro Grassi per scoprire gli spazi destinati ad attori e tecnici e la sala dove riecheggiano le memorie di tantissimi spettacoli che, a partire dal primo Albergo dei poveri che nel 1947 ne inaugurò la nuova vita, sono entrati a far parte della storia del teatro mondiale e della vita milanese. A Bergamo si potranno ammirare da vicino le stratificazioni di affreschi realizzati durante quattro secoli della Chiesa di Sant’Agostino che domina sulla parte bassa della città e, al contempo, gode della vista della Città Alta che si affaccia su Brescia, seconda Città Capitale Italiana della Cultura, dove si potrà vedere il Palazzo Martinengo Cesaresco dell’Aquilone, situato in pieno centro storico, all’interno dei confini di quella che fu la Brixia romana.

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Brescia, Palazzo Martinengo Cesaresco, Ph- Claudia-Cavalleri

Tra le più antiche università d’Europa, l’Ateneo “Carlo Bo” di Urbino annovera nella sua galassia una serie di pregevoli istituzioni museali che gravitano attorno alle sue facoltà, come l’Orto Botanico. A Fano c’è da vedere la sede del Fano Marine Center, situata nei primi due livelli dell’edificio, ma è previsto un ampliamento dei laboratori e l’allestimento di un acquario per riprodurre gli ambienti del Mar Adriatico. A Pesaro, c’è invece Villa Severi, sede della Fondazione Meuccia Severi. La villa venne realizzata nel 1962 su disegno della proprietaria ed è immersa in un parco lussureggiante e curatissimo che si estende per circa diecimila metri quadrati. Se si è ad Ancona, bisogna raggiungere la Baia di Portonovo, alle pendici del Monte Conero, dove la Chiesa di Santa Maria si insedia in una piccola radura silenziosa, quasi mistica, ombreggiata da lecci e lambita dal mare Adriatico. Una perla, costruita in pietra bianca del Conero, a picco sul mare, vero e proprio capolavoro dell’architettura romanica.

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Fano (PU), fano-marine-center ©FAI

Il piccolo borgo medievale di Lucito (CB) sorge lungo la valle del Biferno, a 27 km da Campobasso. La sua nascita risale all’epoca della dominazione longobarda, quando pastori e agricoltori, per sfuggire alle invasioni, si rifugiavano nelle caverne scavate nel tufo della collina denominata “Colle a grotte”. Vi si accedeva tramite la “Porta Maggiore”, adiacente al palazzo marchesale, e le case alte e serrate dei lati fungevano da bastioni. L’itinerario delle Giornate FAI consisterà in una passeggiata di circa 45 minuti alla scoperta dell’antico borgo, del Palazzo marchesale e delle sue chiese. L’edificio di maggior pregio è per l’appunto il medievale Palazzo Capecelatro, con la sua torre campanaria e un passaggio collegante il palazzo a un’ex chiesa, la cappella di San Gennaro (oggi Auditorium).

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Lucito (CB), Borgo e Pinacoteca © Antonio Pizzuto

A Torino aprirà eccezionalmente le sue porte la sede della Film Commission Torino Piemonte: un edificio industriale, l’ex Lanificio Colongo, edificato nel 1908 su progetto di Giuseppe Momo. Strutturata in 18 blocchi, la struttura ospita gli uffici, gli spazi per le troupe e per i casting, uno spazio per le riprese, laboratori di scenografia, una sala per la visione del girato giornaliero. A Ivrea, nel 1907 Camillo Olivetti, per abitare più vicino alla fabbrica, acquista il complesso conventuale di San Bernardino con annessa la chiesa in cui ancora oggi sono visibili gli affreschi tardo quattrocenteschi di Giovan Martino Spanzotti, una delle maggiori testimonianze rinascimentali del Piemonte. È proprio nella chiesa, usata da Camillo come fienile e studio privato, che si elaborano i progetti per il prototipo della prima macchina da scrivere dell’Olivetti: sono questi gli spazi visitabili con il FAI che li ha ricevuti in donazione dagli eredi Olivetti e da TIM.

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Film Commission, Torino Foto Blanco © FAI

A Bari, in occasione delle Giornate FAI di Autunno, si potrà accedere in via straordinaria (e dopo i recenti lavori di restauro) al Palazzo del Governo, nato nel Settecento come Convento di San Domenico e oggi sede della Prefettura. Spostandoci nell’entroterra salentino, si trova nel Comune di Parabita (LE) uno tra i cimiteri monumentali più interessanti dell’Italia meridionale. Cardine dell’architettura post-moderna, nella sua imponenza è perfettamente integrato nella natura del luogo, adagiandosi placido sul lato di un lieve pendio. Un cimitero concepito dai progettisti Alessandro Anselmi e Paola Chiatante del Gruppo GRAU (Gruppo Romano Architetti Urbanistici) di Roma soprattutto come monumento di sé stesso.

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Parabita (LE) cimitero monumentale © FAI

A Cagliari, il Palazzo del Provveditorato alle Opere Pubbliche, oggi sede della Rappresentanza del Governo in Sardegna e del TAR, si affaccia nella centrale Piazza del Carmine, situata nel cuore del quartiere Stampace, a ridosso del porto. Affidata agli architetti Stressa e Cima l’ideazione della piazza, i primi edifici iniziarono a sorgere a partire dalla fine dell’Ottocento. Nel 1927 venne costruito il Palazzo del Provveditorato alle Opere Pubbliche su progetto dell’architetto Augusto Valente, ed è caratterizzato da motivi di stampo eclettico, prevalentemente rinascimentali e manieristi. La visita al Palazzo rappresenterà il culmine della visita proposta nelle Giornate FAI d’Autunno, dopo il percorso in Piazza del Carmine.

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Cagliari, Palazzo del Provveditorato Opere pubbliche © FAI Sardegna

L’apertura nelle Giornate FAI d’Autunno a Palermo prevede la visita al giardino del Chiostro del Complesso monumentale di San Giovanni degli Eremiti, oggetto di recentissimi lavori di riqualificazione. Si prosegue poi nella chiesa e nel chiostro benedettino, attraverso il quale si giunge nella Casa del Priore o dell’Abate. A Corleone si potrà partecipare a due itinerari inediti all’interno del centro abitato che puntano a promuovere un’immagine diversa della città: si scopriranno così i luoghi simbolo della lotta alla mafia e delle battaglie contadine per l’occupazione delle terre. A Catania, si potrà visitare il Conservatorio Vincenzo Bellini, solitamente chiuso al pubblico: un grandissimo edificio in stile neogotico, ispirato alle architetture medievali. Se a Gela è imperdibile una visita ai bunker e alle casematte di Ponte Dirillo, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della sanguinosa battaglia tra le truppe americane alleate e le truppe italo-tedesche che le ha viste protagoniste, a Giarre il Gruppo Fai di Giarre-Riposto accompagnerà i visitatori alla scoperta del Radicepura Garden Festival, per vedere i progetti botanici realizzate dai più importanti paesaggisti nazionali e internazionali.

15 Palermo Chiostro di San Giovanni degli Eremiti ©CARMELO DI SALVO Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione
Palermo, Chiostro di San Giovanni degli Eremiti ©Carmelo di Salvo

A Firenze è visitabile Villa Kraft, attuale sede del Comitato Regionale Toscana e del Centro di Mobilitazione Tosco Emiliano della Croce Rossa Italiana: un mirabile esempio di architettura residenziale ottocentesca in stile neo cinquecentesco, costruita sulla collina di Careggi con un suggestivo affaccio panoramico. A Prato, tra i palazzi più prestigiosi della città, centro della vita commerciale, culturale e professionale, è da vedere Palazzo Vaj che, dal 2001, è l’unica sede europea dell’università australiana conosciuta come Monash University. Ponte Buggianese (PI) è, invece, un borgo sorto in epoca moderna lungo il torrente Pescia. Principale monumento cittadino è la chiesa di San Michele Arcangelo (conosciuta anche come Santuario della Madonna del Buon Consiglio per la presenza di un’immagine miracolosa, ancora oggi venerata), nella piazza centrale del paese. È qui che nel 1967 Pietro Annigoni realizzò un ciclo di affreschi, dal forte immaginario espressivo, dedicato alla Passione di Cristo: in esclusiva per gli iscritti FAI sarà accessibile anche la sacrestia, generalmente non fruibile, in cui si potranno ammirare le sinopie preparatorie degli affreschi di Annigoni.

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Prato, Palazzo Vaj © FAI

Entrata in funzione tra il 1854 e il 1855, la Manifattura Tabacchi di Rovereto (TN) ha operato fino al 2008, anno della sua chiusura dopo 150 anni di attività. Ora incubatrice di start up, è stata riqualificata, tra gli altri, da architetti come Kengo Kuma e Carlo Ratti che hanno previsto il recupero parziale degli edifici storici, utilizzati occasionalmente anche come location cinematografiche (ad esempio la serie RAI su Chiara Lubich), mentre altri edifici sono stati progettati ex-novo. Per questa edizione sono previste due visite distinte: una si concentrerà sugli spazi ancora non restaurati, storici, per raccontare la storia della manifattura con un focus sulle cosiddette zingherane (sigaraie), protagoniste di embrionali forme di welfare aziendale; l’altra sul rinnovamento, anche architettonico, degli ultimi anni.

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Rovereto (TN), Ex Manifattura Tabacchi © FAI

Situato in Valnerina, poco distante dalla Cascata delle Marmore (nel 2019 secondo classificato ai “Borghi più belli d’Italia”), lo storico borgo di Arrone (TR) può essere considerato uno degli esempi di incastellamento più interessanti della zona. Il paese è composto da un borgo fortificato, sviluppatosi intorno a una torre di avvistamento, detto la Terra, sopra una collina calcarea, e da un secondo nucleo più recente, borgo di Santa Maria, sviluppato ai piedi del primo e attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta. Il percorso di visita durante le Giornate FAI prevede un itinerario alla scoperta del borgo: dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, risalente al XV secolo, ricca di opere d’arte – in particolare un ciclo di affreschi cinquecenteschi di Vincenzo Tamagni – alla chiesa di San Giovanni Battista, dalle forme gotiche ricca di affreschi medievali e con un campanile a torre noto per l’esibizione acrobatica dei campanari.

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Arrone (TR) © FAI

Ai piedi del Monte Bianco e della sua catena, si staglia Courmayeur (AO): il centro è ricco di storia, declinata tra busti e targhe di personaggi importanti, architetture antiche ed elementi non sempre noti. La visita durante le Giornate FAI partirà da piazza Brocherel, dove la statua del poeta Giosué Carducci, assiduo frequentatore della località, – cui ha dedicato una splendida lirica nel 1899 – dà il benvenuto ai visitatori. Per concludere, all’ex Hotel de l’Ange dove sarà possibile visitare in esclusiva per le Giornate FAI gli affreschi ottocenteschi – non accessibili al pubblico – in fase di restauro grazie ai fondi del “Bando Borghi del PNRR” vinto dal Comune.

19 Courmayeur C FAI 1 Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione
Courmayeur © FAI

A Venezia si potranno visitare due location. Il primo è l’ex monastero di monache benedettine di San Zaccaria, oggi comando provinciale dei Carabinieri, che sorge nel centro della città di Venezia, a pochi passi da piazza San Marco. La seconda è la Scuola Grande di San Marco, la più importante delle Scuole Grandi veneziane, fondata nel 1260. Il ciclo della Sala dell’Albergo è oggi conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia e nella Pinacoteca di Brera, mentre in loco sono state recentemente disposte delle gigantografie. Il percorso durante le Giornate FAI comprenderà anche le teche del Museo di storia della medicina, custodito nella Sala Capitolare della Scuola, compendio della storia dell’assistenza sanitaria e sociale, funzione che caratterizza da sempre la Scuola Grande di San Marco. A Padova, sarà invece visitabile la chiesa di origine medievale Nuova Sant’Agnese, ora sede della Fondazione Alberto Peruzzo. Il percorso espositivo inaugurato nel 2022 prevede un dialogo tra dipinti del XVII e del XVIII secolo (tra cui una pala d’altare di Giandomenico Tiepolo) e opere realizzate da autori contemporanei.

20 Venezia Scuola grande di san marco e sala di s domenico ©Gruppo FAI Giovani Venezia Giornate FAI d’Autunno 2023, il programma regione per regione
Venezia, Scuola grande di San Marco e sala di San Domenico © Gruppo FAI Giovani Venezia
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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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