Alla scoperta dei Castelli Romani. Tour in e-bike attraverso le Ville Tuscolane

Un tour in e-bike per i tesori dei Castelli Romani: grazie a eV-CastelliRomani! ideato da eV-Now! – Ente privato di Ricerca, Sviluppo e Promozione della Mobilità Elettrica – e Ospitalità Castelli Romani scopriamo alcune mete culturali da raggiungere pedalando

I Castelli Romani sono un bacino ricco di storia e civiltà. Un ambizioso programma turistico punta a proporre questa affascinante area, poco valorizzata per i tesori che ospita, come un’eccellenza all’insegna dell’ecosostenibilità e dell’energia pulita. La proposta è quella di incentivare la permanenza nelle strutture ricettive per più di due notti, proponendo un itinerario facile da affrontare per chi vuole viaggiare in maniera green, in bicicletta o grazie alle risorse della mobilità elettrica. Grazie alla pedalata assistita si riescono ad affrontare le salite più dure e non bisogna essere esperti di ciclismo e Mountain bike, basta affidarsi ad una guida del luogo o a un istruttore che vi accompagni per sicurezza nel percorso su strada. È possibile sperimentare esperienze culinarie a km0 ma anche imparare a conoscere luoghi nevralgici, in passato culla della civiltà latina e purtroppo poco navigati dal vasto pubblico. Qui qualche suggerimento, grazie al programma ideato da eV-Now! – Ente privato di Ricerca, sviluppo e Promozione della Mobilità Elettrica – in collaborazione con l’associazione OCR, Ospitalità Castelli Romani – che coordina le Strutture Ricettive della zona dei Castelli –: eV-CastelliRomani! la prima proposta studiata di tour elettrico ed esperienziale; dal Museo delle Navi al Cisternone di Albano, nonché l’ex dimora estiva pontificia di Castelgandolfo.

 

-Giorgia Basili

 

 

1. CASTELGANDOLFO – PALAZZO PONTIFICIO

  

Partendo da Roma Sud, ad una ventina di chilometri dalla Città Eterna, arriviamo sui Colli Albani, nel borgo di Castel Gandolfo che si affaccia sul Lago Albano. Qui si può visitare la residenza estiva pontificia, scelta come tale da Urbano VIII Barberini. Il Palazzo è integrato in un contesto di 55 ettari che costituisce le Ville Pontificie. Si scelse un’area amena, dove era sorta la villa dell’Imperatore Domiziano e il progetto di costruzione del complesso fu affidato a Carlo Maderno. Il primo papa a villeggiarvi effettivamente fu tuttavia Alessandro VII Chigi che si rivolse ad un artista d’eccezione per completarne la facciata: Bernini.
Ci sono più curiosità legate al Palazzo, come il fatto che la sua ala settentrionale è stata adibita ad osservatorio astronomico per la Specola Vaticana. Il vero gioiello sono però i Giardini.

 

2. CASTELGANDOLFO – FONTANA BERNINI E COLLEGIATA DI SAN TOMMASO DA VILLANOVA

Colleggiata di Tommaso di Villanova, foto da Wikipedia, CC BY SA 4.0, crediti Livioandronico2013

La Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova è stata progettata dal Bernini su commissione di Alessandro VII Chigi, ha una pianta a croce greca, se il modello è la planimetria di Santa Maria delle Carceri a Prato di Giuliano da Sangallo e segue le orme rinascimentali brunelleschiane, l’edificio possiede uno slancio verticale infuso dalle sperimentazioni di Bernini. Nell’abside si trova la pala della Crocifissione di Pietro da Cortona. Appena all’esterno tra l’ingresso di Palazzo Pontificio e la chiesa si trova la Fontana di Bernini, il disegno è di matrice cinquecentesca di ricordo “dellaportiano”: la vasca ha un bordo mistilineo, al centro vi sono uno stelo e, in cima ad una balaustra, la coppa da dove sgorga l’acqua.

 

3. CASTELGANDOLFO – LA MUSA MOSAICI

La musa dei mosaici di Castel Gandolfo, Giorgia Basili con Maria Teresa Albanesi di Villa del Cardinale – Hotel Castel Vecchio e Federica Musto di eV-Now!

Proprio nella strada principale di Castel Gandolfo è possibile imparare le tecniche del mosaico grazie ai corsi lanciati da La Musa mosaici, nata dalla fusione delle due artigiane Rossi e Leone, oltre a commissionare dei lavori su misura. I corsi vanno da un costo minimo di 30 euro per un’ora e mezza di pratica, alle 4 lezioni per bambini da 40 minuti l’una, fino a laboratori più impegnativi da 10 ore o persino 30 ore (costo 400 euro).
Tuttavia, anche soltanto approcciarsi alla tecnica per una lezione collettiva si rivela un’esperienza atipica, divertente ed estremamente creativa e originale. Lo studio si è rimboccato le maniche nel periodo del Covid: non solo crea oggetti, pavimenti per abitazioni e giardini, ma ha anche brevettato il QR Code con le tessere musive, una soluzione elegante che dovrebbero adottare più musei e luoghi della cultura oltre ai privati che già si sono mossi in tal senso.

 

4. ALBANO – ANFITEATRO

Albano Laziale, Anfiteatro Romano, crediti Deblu 68

Si viene catapultati dentro a quella che era la bocca del vulcano laziale attivo 600.000 anni, la cava ha fornito peperino per l’edificazione di moltissimi edifici. Ad Albano era stato fondato un accampamento da Settimio Severo, imperatore africano che dispose la creazione di tre legioni partiche, la seconda è appunto ad Albano. Qui giunsero 4.500 legionari accompagnati dalle mogli e dai veterani.
L’Anfiteatro viene scavato bel banco di peperino con aggiunte in laterizio, per intrattenere il popolo erano previsti molteplici giochi: le Venationes (lotte tra fiere e uomini); a pranzo era il turno dello spettacolo dei Notii, uomini condannati a morte che venivano spesso vestiti da figure mitologiche di sorta come Orfeo con la sua lira per poi essere dati in pasto alle belve, tantissimi erano i tipi di supplizi (come la viviconbustione), dei dittici d’avorio descrivono un orribile trappola mortale: una pertica che sosteneva due canestri con dentro gli uomini da giustiziare, al di sotto un orso o altri animali cercavano di azzannarli. Lo spettacolo più atteso era sicuramente quello gladiatorio, questi eroi erano particolarmente apprezzati dalle matrone romane che arrivano a sborsare ingenti somme per passare del tempo in loro compagnia, il loro destino non era sempre la morte: i gladiatori potevano infatti divenire “lanisti”, allenatori di altri lottatori. Proprio questo termine di derivazione etrusca fa propendere per un’origine del fenomeno dagli etruschi e non dai campani.

 

5. ALBANO – CISTERNONE ROMANO

Cisterne di Albano, crediti Federica Musto

 

A pochi passi dall’Anfiteatro si trovano delle enormi Cisterne Romane: se scendete a visitarle rimarrete a bocca aperta: 5 navate in opus signimun, ricoperte quindi da cocciopesto (materiale ignifugo), volti a botte sostenuto da 36 pilastri. L’ambiente è di una grandezza impressionante, al suo interno si sono infatti nascosti i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale; vi si possono immagazzinare circa 10.000 metri cubi d’acqua. La costruzione è in opera mista e dovrebbe risalire o all’età dei legionari o al periodo dovizianeo.

6. NEMI – MUSEO DELLE NAVI, FRAGOLINE

Museo delle navi, Nemi crediti Federica Musto

Nel lago di Nemi da cui è stato tirato fuori per essere premiato con l’Oscar Green il vino Doc Roma, immerso a 20 metri in totale assenza di ossigeno e luce con impatto zero sull’ambiente, nel periodo fascista furono fatte riemergere le meravigliose navi di Calligola. Se, come è noto, un incendio doloso distrusse questi impareggiabili reperti, vale assolutamente il viaggio una visita al museo. È la prima struttura costruita ad hoc per il suo contenuto, l’architetto è Morpurgo e il soffitto dell’ambiente simula una prua di una nave ribaltata. La storia stessa di come vennero recuperate le navi (riprodotte ora in scala 1:5) è affascinante: si era da secoli a conoscenza della loro presenza sul fondale, lo stesso Leon Battista Alberti aveva provato a riportarle a galla; nel 1932 Mussolini decide di prosciugare il lago usando delle pompe idrovore, il gioco è fatto, eppure sarebbe stato meglio tenerle al sicuro sotto la superficie dell’acqua!
Il museo regala delle chicche: i tubi in terracotta, fortunatamente conservatasi, hanno permesso agli esperti di comprendere che a bordo delle navi erano state costruite delle terme. Caligola si era infatti ispirato alle navi egizie, palazzi lussuosi e galleggianti. Se passate da Nemi la prima domenica di giugno non dimenticate le tipiche fragoline e la festa dei fiori. Un locale storico che vi suggeriamo per degustare le famose leccornie è Lo specchio di Diana. Perché? Nata come “Antica Trattoria de Sanctis” era uno dei luoghi che ospitava i viaggiatori del Gran Tour, è possibile persino ammirare i registri con le firme degli avventurieri.

 

7. UNA VISITA SCIENTIFICA ALL’ESA – AGENZIA SPAZIALE EUROPEA

Esa foto di Giorgia Basili

Per un’esperienza veramente sui generis suggeriamo di provare ad organizzare una visita all’Esa- Agenzia Spaziale Europea che si trova proprio a Frascati. Le visite solitamente sono pensate per le scolaresche o sono previste aperture straordinarie come durante la Notte della Scienza, tuttavia vi invitiamo a tentare. Gli exhibit sono ben concepiti, all’avanguardia, esteticamente convincenti. 

https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Il_Portale_Web_dell_Agenzia_Spaziale_Europea

  

8. ARICCIA – PALAZZO CHIGI

Ariccia, Palazzo Chigi. Sala da Pranzo d’Estate

Chi ha partecipato alla terza edizione della fiera d’arte – ideata da Paola Capata (Monitor), Delfo Durante (manager culturale), Federica Schiavo dell’omonima galleria e Ilaria Gianni (curatrice)  – Granpalazzo ha avuto già il piacere di visitare le ariose sale di Palazzo Chigi. L’edificio, molti dei suoi arredi e la piazza antistante sono stati progettati da Gian Lorenzo Bernini. La sua bellezza e rarità sono frutto della trasformazione, nel XVII secolo, dell’antico castello Savelli in una fastosa dimora barocca. Altra perla sono senz’altro i suoi Giardini: “area boscata di ventotto ettari, relitto residuale del Nemus aricinum consacrato a Diana ricordato dai classici e nel contempo “parco storico”, premessa al giardino romantico”. 

https://www.palazzochigiariccia.it

 

9. VELLETRI – VILLA TOGNAZZA

Maioliche di Villa Tognazza

Se siete amanti del Cinema non potete mancare la visita a Villa Tognazza, anche perché siamo in pieno clima di commemorazione: con “UgoMania – Velletri per Ugo” si festeggiano le 100 candeline di Ugo Tognazzi, il centenario cadrà il 23 marzo 2022.
La caratteristica peculiare di questa Casa Museo è il clima unico che si respira al suo interno: è possibile toccare con mano gli oggetti, sedersi nel salotto dove fu inventata la supercàzzola, in un momento di vino e convivialità.
La guida vi immergerà nella vita, negli aneddoti di un uomo e attore geniale, raccontandovi della gara edilizia ingaggiata con l’amico Vittorio Gassman che aveva comprato un terreno sempre a Velletri, sul versante del Monte Artemisia. Potrete ricordare le sue speciali interpretazioni come in “Amici miei”, “I mostri”; Il fischio al naso suo primo film da regista, scritto in questa casa con Franca Bettoia improvvisatasi dattilografa, La tragedia di un uomo ridicolo che gli valse la Palma d’oro al Festival di Cannes, Il vizietto II per il quale fu premiato in America con il Golden Globe. Per non parlare de Il Porcile di Pier Paolo Pasolini o del sodalizio con Marco Ferreri in l’Ape regina e La grande bouffe.
Non da poco la passione culinaria di Ugo Tognazzi che usava cucinare per gli amici (facendogli votare il proprio piatto) e riunirsi con loro in una tavola da 12 sedute; veramente un unicum sono le maioliche tra la sala da pranzo e la cucina che rappresentano il mondo al contrario e riportano la scritta anch’essa studiata al contrario: “Il ceramico Ugo Tognazzi feci per conto dell’attore Federico Bonaldi Bassano 1969”.
  

www.ugotognazzi.com
https://www.facebook.com/AssociazioneCulturaleUgoTognazzi

 

10. PARCO DEI CASTELLI ROMANI E VILLA GRAZIOLI

Nello spazio esterno di Hotel Castel Vecchio dotato delle colonnine apposite per caricare macchine elettriche come la Tesla

Villa Grazioli a Grottaferrata, trasformata in un hotel di lusso dove ci si trova immersi nella calma e nella natura, merita di essere visitata per ammirare i suoi affreschi e l’installazione site-specific del romano Andrea Gandini ricavata nel tronco di un Cedro del Libano, purtroppo distrutto da un batterio. Notevole la Galleria del Pannini che si era formato come scenografo, alla scuola del Bibbiena. Sulle pareti, alla raffigurazione a grisaille delle divinità classiche Apollo e Diana, si accompagnano le Allegorie delle Stagioni, “rappresentate attraverso coppie di bambini in bilico sulle cornici delle porte, che giocano con i diversi attributi di ognuna di esse”.
È possibile pernottare anche a Villa del Cardinale (Rocca di Papa) dimora storica nata nel 1629, da cui si ammira un panorama mozzafiato del lago di Albano.
Infine, vi suggeriamo di fare un giro in e-bike per il Parco dei Castelli Romani dove si trovano alcuni luoghi di pregio storico-artistico: il Mausoleo di Lucullo, Villa Mondragone e la scenografica Villa Aldobrandini.

www.villa-grazioli.it
https://www.hotelcastelvecchio.com/villadelcardinale/

 

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.