Tra storia e natura. Il Giardino Giusti a Verona

Seppur limitati negli spostamenti, nulla ci vieta di fare una passeggiata virtuale tra i viali e la vegetazione del Giardino Giusti, sulla Collina di San Zeno a Verona.

In un viaggio tra i giardini d’Italia non può mancare il rinascimentale Giardino Giusti, sulla Collina di San Zeno a Verona. Considerato uno dei più begli esempi di giardino all’italiana, meno conosciuto rispetto ad altri più noti, il giardino si apre a sorpresa dietro al cinquecentesco Palazzo Giusti, prolungamento ideale del palazzo medesimo.
L’impianto del giardino fu creato alla fine del 1300, sulla base del tradizionale hortus conclusus, ovvero un giardino per coltivare ortaggi e frutta, circondato da mura. Attualmente si presenta nella forma ideata nel 1570 dal conte Agostino Giusti, Cavaliere della Repubblica Veneta e Gentiluomo del Granduca di Toscana, raffinato collezionista d’arte di autori quali Veronese, Bassano, Moretto, Parmigianino. La parte storica del giardino è stata impostata geometricamente, vicino a fonti d’acqua, racchiusa da una fila di alti cipressi, tra cui il “Cipresso di Goethe”, pianta secolare di oltre seicento anni, citata dallo scrittore nel suo Viaggio in Italia.

LA VEGETAZIONE DEL GIARDINO GIUSTI

Aiuole quadrangolari con fantasiosi disegni geometrici, statue di Minerva e Apollo, fontane con delfini, fregi e lapidi provenienti da scavi archeologici, scalinate e grotte artificiali sono dispose ai lati del lungo viale centrale di cipressi che porta ai terrazzamenti superiori. Il Belvedere offre una spettacolare vista d’insieme sull’intero giardino con palazzo. Da qui si gode inoltre di uno dei panorami più belli su tutta la città di Verona e sul fiume Adige.
Per i viali sono state scelte piante sempreverdi, per la loro bellezza e per la durata nel tempo, oltre a siepi di bosso topiate. Salendo al Belvedere la vegetazione diventa più naturalistica e variata. Appaiono alberature diverse, cespugli più bassi e ammassati, alcune fioriture semplici come rose canine, garofani, acanti, varie erbe aromatiche, oltre a magnifici esemplari di alberi da frutto coltivati “a spalliera”. Il parco ha poi subito varie trasformazioni nel tempo, fino all’ultimo restauro del 1930, che ha ripristinato l’assetto originario.

Giardino Giusti, Verona. Photo Claudia Zanfi
Giardino Giusti, Verona. Photo Claudia Zanfi

DAL PALAZZO AL GIARDINO

All’interno del giardino sono di rilievo alcuni dettagli architettonici come le serre per gli agrumi addossate all’antico muro di cinta; una serie di statue dello scultore Bernardino Ridolfi, genero di Falconetto e collaboratore di Palladio; una grotta artificiale scavata nel tufo con colonne e travature che le danno l’aspetto di un tempietto greco, in origine rivestita di conchiglie, coralli e mosaici e con giochi d’acqua. L’accesso a questo giardino “segreto” avviene attraverso un ampio portale sul fronte di Palazzo Giusti, bell’edificio costruito con il classico impianto a U, frammenti di antiche pitture sulla facciata e una rara collezione di epigrafi latine nell’androne.

LA STORIA DELLA FAMIGLIA GIUSTI

All’interno del Palazzo le ampie sale offrono un percorso nella storia della famiglia Giusti, attraverso oggetti e arredi originari. Molto interessante la collezione di piante esotiche d’appartamento, provenienti dal “Nuovo Mondo”, passione che gli ultimi abitanti del palazzo hanno nutrito e che è stata ripristinata con sontuosi vasi in ceramica e ricca vegetazione.

Claudia Zanfi

https://giardinogiusti.com/

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #22

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Spazio espositivoGIARDINO GIUSTI
Indirizzovia Giardino Giusti 2 - Verona - Veneto
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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.