Soggiornare in aeroporto. Il TWA Hotel di New York

Progettato da Eero Saarinen nel terminal dell’aeroporto JFK di New York, il TWA Hotel garantisce un’esperienza di soggiorno che evoca le atmosfere e le modalità di viaggio Anni Sessanta.

Wind beneath her wings! The TWA Hotel’s 1958 Lockheed Constellation “Connie” airplane has been transformed into a cocktail lounge. Photo credits TWA Hotel – David Mitchell
Wind beneath her wings! The TWA Hotel’s 1958 Lockheed Constellation “Connie” airplane has been transformed into a cocktail lounge. Photo credits TWA Hotel – David Mitchell

Vivere nell’epoca dei voli low cost, prenotabili via smartphone e democraticamente accessibili, ha i suoi indubbi vantaggi. Per i più giovani o per i cuori nostalgici, l’inesorabile rovescio della medaglia potrebbe però essere rappresentato dall’impossibilità di vivere, in prima persona, la cosiddetta Jet Age, segnata dal vigore del settore aeronautico e dall’avvento di collegamenti più frequenti e veloci tra le principali destinazioni internazionali. Allora sì che il volo possedeva ancora i connotati di un’esperienza, per molti versi, memorabile! Nell’impossibilità di riavvolgere il tempo, dal 15 maggio si può almeno provare a “risintonizzarsi” sulle atmosfere degli Anni Sessanta in un luogo legato proprio a quella fase storica: il TWA Hotel.
Inaugurata dopo un restyling durato sedici anni, la struttura alberghiera è stata realizzata nel terminal dell’aeroporto JFK di New York progettato da Eero Saarinen per la compagnia Trans World Airlines. In disuso dal 2001 e iscritto nel National Register of Historic Places dal 2005, l’edificio è tornato in vita con una funzione coerente alla sua vocazione, non senza uno slancio autocelebrativo. Sotto il sottile guscio autoportante della copertura, evocativo delle ali di un uccello e concepito in continuità con l’identità aziendale di TWA, gli ospiti possono scegliere di soggiornare – anche per poche ore, il tempo di un transito – in una delle 512 stanze a disposizione. Dalla hall – che in passato fu l’ingresso del terminal – alle camere da letto, l’intervento messo a punto dal team formato da Beyer Blinder Belle Architects & Planners, Lubrano Ciavarra Architects e Stonehill Taylor riporta in vita il glamour dell’epoca, combinandolo a servizi da far invidia anche ai divi del jet set, giusto per restare in tema.

The Sunken Lounge at the TWA Hotel boasts a split flap departures board by Solari di Udine — and a view of the hotel’s restored 1958 Lockheed Constellation “Connie”. Photo credits TWA Hotel – David Mitchell
The Sunken Lounge at the TWA Hotel boasts a split flap departures board by Solari di Udine — and a view of the hotel’s restored 1958 Lockheed Constellation “Connie”. Photo credits TWA Hotel – David Mitchell

I SERVIZI DEL TWA HOTEL

Se dopo un po’ di relax sull’iconica Womb Chair, progettata sempre da Saarinen e prodotta da Knoll, proprio come il tavolino evergreen Tulip, anch’esso compreso tra gli arredi dell’hotel, dovesse venirvi voglia di una pausa gourmet, potrete scegliere tra gli otto bar e i ristoranti: dall’Intelligentsia Coffee, con un caffè preparato dai barista champions statunitensi, al Paris Café, guidato dello chef di fama internazionale Jean-Georges Vongerichten. Immancabili le proposte wellness e fitness, con la piscina a sfioro panoramica, adiacente alla piattaforma di osservazione della pista aeroportuale, e con la più grande palestra al mondo allestita in un hotel. Dopo un passaggio all’area shopping e una lettura nella reading room, allestita dall’editore Phaidon e dall’azienda di mobili Herman Miller, sanate tutte le vostre curiosità sulla storia della TWAe sul passato dell’aviazione civile – nel museo interno all’hotel. L’esposizione riunisce oltre 2mila pezzi, tra poster vintage, uniformi di hostess e steward, giochi per l’intrattenimento dei piccoli viaggiatori, in parte donati dagli ex dipendenti. E, già che ci siete, non dimenticate un selfie sotto il magnifico teleindicatore a palette che fu progettato dalla storica azienda Solari di Udine.

Valentina Silvestrini

https://www.twahotel.com/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #51

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.