La politica di Obama rilancia l’arte di Cuba? Il boom nell’asta newyorkese di Christie’s

La ripresa dei rapporti diplomatici ed economici fra Usa e Cuba rilancia alla grande l’arte del Paese caraibico. L’asta di New York fa segnare ben 5 record per artisti cubani

Mariano Rodriguez, Palea de gallos
Mariano Rodriguez, Palea de gallos

È ovviamente ancora presto per stilare bilanci del doppio mandato di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti: ancora a dominare le cronache è la (sorprendente?) affermazione di Donald Trump, le ragioni che l’hanno indotta e le prospettive che si profilano per il Paese e per il mondo intero. Eppure un lascito abbastanza inatteso dell’era Obama pare emergere da un ambiente alquanto tangenziale rispetto alle politiche generali, come le dinamiche artistiche, del mercato dell’arte, in questo caso. Già, perché l’asta di arte latino-americana appena andata in scena da Christie’s New York ha sancito il vero e proprio boom dell’arte e degli artisti di Cuba: e a nessuno potrà sfuggire quanto questo trend iniziato ora in grande stile – e che presto si potrà riscontrare con la grande fiera di Art Basel nella vicinissima Miami – sia da legare a uno degli atti che resteranno fra i più significativi della politica estera di Obama, ovvero la ripresa dei rapporti diplomatici ed economici fra Usa e Cuba.

TOP LOT ANCORA RUFINO TAMAYO
L’esplosione di interesse verso gli artisti cubani è stata talmente clamorosa da segnare il giudizio complessivo sulla vendita, sancita da ben 5 record personali per artisti del paese caraibico. Una cinquina guidata da Mariano Rodriguez, il cui Palea de gallos (1942) ha superato il milione di dollari ben sopra la stima minima; e poi proseguita con aggiudicazioni record per Carlos Enríquez con Héroe criollo (1943) poco sotto il milione di dollari, Victor Manuel con Carnaval (Escena de comparsa), a 319.500 dollari, René Portocarrero con Paisaje de La Habana (1961) a 295mila dollari, e Fidelio Ponce de León, il cui Joven con Pecera (1935) è stato battuto a 112.500 dollari. Top lot, come per l’omologa asta Sotheby’s, Rufino Tamayo, il cui Sandias (1969) è passato di mano a 2,1 milioni di dollari. Record personali anche per l’artista argentino Guillermo Kuitca, con Deng Haag-Praha (1989) venduto per oltre 500mila dollari, e per l’uruguayano Pablo Atchugarry, che con Senza titolo (2015) è arrivato a 439.500 dollari.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.