Chiara Parisi lascia la direzione de La Monnaie di Parigi dopo cinque anni. Le succede la femminista Camille Morineau

La curatrice italiana lascia la direzione dopo aver presentato grandi mostre come quelle di Kounellis e Cattelan. Le succede la normalista Morineau che dichiara: più artisti francesi e più donne. E attirare il grande pubblico

Chiara Parisi
Chiara Parisi

La Monnaie di Parigi – tecnicamente la Zecca – è una delle più antiche istituzioni francesi. Inserita nella lista del patrimonio protetto dell’Unesco, produce l’euro francese, monete da collezione, medaglie e decorazioni. Nel 2007-2008 nasceva MétaLmorphose, come raccontavamo su questo sito qualche anno fa, un progetto volto a costruire un dialogo tra la Zecca e il pubblico, sviluppandosi intorno al tema del metallo, al fine di porre l’attenzione sulla funzione primaria dell’istituzione, la produzione monetaria. Nel 2011 veniva infine nominata una direttrice della programmazione culturale, l’italiana Chiara Parisi. L’apertura al contemporaneo è avvenuta in occasione del 1150 compleanno dell’istituzione. Nel corso di questi anni la Parisi ha portato tra quelle mura l’installazione di John Baldessari Your name in lights, ma anche Paul McCarthy e la sua Fabbrica di Cioccolato, che insieme alla mostra di Marcel Broodthaers Musèe d’Art Modern, Department des Anglais ha ricevuto grande attenzione da parte della critica. La sua programmazione è continuata con Jannis Kounellis, la mostra cofirmata da Boltanski e Obrist Take me, I am yours, fino alla personale, ancora in corso di Maurizio Cattelan, Not Afraid of Love, che ha sorpreso in molti.

LE DIMISSIONI
Ecco perché, alla luce di un curriculum così eccellente, la notizia delle dimissioni di Chiara Parisi dalla direzione de La Monnaie, dopo cinque anni di “onorato servizio” sono arrivate come un fulmine a ciel sereno. Storica dell’arte, Chiara Parisi ha preso il dottorato di ricerca all’Università la Sapienza dove ha insegnato. A partire dell’anno 2000, è stata curatrice presso l’Accademia di Francia, con il ciclo di mostre “La Folie de la Villa Médicis” ed ha diretto dal 2004 al 2011 il Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière in Francia. Sarà Camille Morineau a succederle: laureata alla prestigiosa Ecole Normale Supérieure e ex studente presso l’Institut National du Patrimoine (Istituto nazionale del patrimonio) Morineau ha organizzato mostre di Niki de Saint Phalle al Grand Palais (2014-15), e di Roy Lichtenstein (2013), Gerhard Richter (2012) e Yves Klein  (2006) al Centre Pompidou. La Morineau ha già fatto sapere che la sua rotta sarà assolutamente all’inverso rispetto a quella cosmopolita della Parisi, presentando più “artisti francesi e artiste donne, con l’obiettivo di attirare un pubblico più ampio“. La componente “femminista” della Morineau è chiarissima da sempre: ha, infatti, fondato l’organizzazione non-profit Archives of Women Artists, Research and Exhibitions (Aware) con l’obiettivo di reintegrare le donne illustri del XX secolo nella storia dell’arte e ha scritto Artistes femmes: de 1905 a nos jours, organizzando inoltre la mostra al Pompidou [email protected] nel 2009.

https://www.monnaiedeparis.fr/

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