Nuovi step di Aerocene, la scultura volante a emissioni zero di Tomas Saraceno. Che lancia una versione partecipativa

Chi vorrà potrà contribuire con video o test di volo lanciando la propria scultura Aerocene, rilasciando dati sulla piattaforma open source o hackerando il progetto stesso. A partire dal 2017 si potrà anche documentare il proprio test con un video da un minuto

Tomas Saraceno, Aerocene
Tomas Saraceno, Aerocene

Avevamo già parlato del progetto Aerocene di Tomas Saraceno, in un articolo uscito lo scorso giugno su Artribune. Reduce dalla presentazione al Gran Palais a Parigi, Saraceno spiegava la vocazione del suo lavoro che mette insieme arte e scienza con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’utilizzo di fonti rinnovabili e alternative ai combustibili fossili e agli idrocarburi. “Oggi siamo sempre più convinti di vivere in universi paralleli. Come possiamo capire quanto è grande questo ecosistema di interconnessioni, dove alcune cose diventano più urgenti e altre meno urgenti? Normalmente siamo abituati a pensare a due, tre, quattro generazioni, ma adesso i problemi iniziano ad avere una durata molto maggiore e non siamo abituati a pensare a lungo termine. Quando parliamo di cambiamenti climatici, parliamo di cambiamenti che hanno conseguenze molto più lunghe di quelle da noi preconizzate”, aveva raccontato l’artista ai nostri microfoni.

UN LUNGO VIAGGIO
Il progetto che ha coinvolto una lunga lista di collaboratori e diverse tappe in tutta Europa e nel mondo, giunge ora ad un nuovo livello più partecipativo: Saraceno sta infatti cercando di spingere in maniera fortissima sui limiti dello stesso. L’ultimo episodio ha coinvolto ad esempio i cittadini di Londra, lo scorso sabato presso il campus del Royal College of Art, grazie ad un pool di istituzioni culturali, quali il Science Museum, il Natural History Museum, la Serpentine Gallery e il Goethe Institut. La scuola ha ospitato infatti l’Areocene Campus, invitando esperti provenienti da molteplici aree che si sono riuniti per una giornata di dibattiti e sperimentazioni sulle urgenze ecologiche della società contemporanea. La giornata è stata la prima del suo genere da quando il progetto esiste. L’obiettivo finale di Aerocene è quello di creare una scultura che può viaggiare intorno al mondo con un’emissione pari a zero.

COME PARTECIPARE: L’OPEN CALL
Chi lo desidera, nel frattempo, può dare il proprio apporto contribuendovi attivamente. Aerocene Explorer (si prevede che avrà la sua fase di lancio all’inizio del 2017) è ancora in una condizione sperimentale sviluppata in versione beta da una comunità globale di appassionati artisti, geografi, filosofi, pensatori, scienziati, esploratori, tecnici e così via. Il progetto prevede la creazione di un kit che permetterà a chiunque di eseguire un test di volo e di lanciare la propria scultura solare Aerocene a emissione zero. Aerocene scatterà foto e video dall’alto, raccoglierà dati atmosferici, misurerà la qualità dell’aria, della temperatura, dell’umidità e della pressione. Ma anche in questo caso i partecipanti posso hackerare il kit creando propri sensori o modificando i dati, che potranno essere poi condivisi sulla piattaforma open source del progetto, con foto, video, commenti. Aerocene Explorer Movie, ulteriore sezione, sarà uno sforzo collettivo realizzato da persone in tutto il mondo che documentano la propria esperienza con un video di un minuto.

Santa Nastro

http://www.aerocene.com/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.