TEFAF sbarca da Maastricht a New York. Gli antiquari italiani raccontano come vanno le cose al Park Avenue Armory

La fiera antiquaria olandese leader assoluta a livello globale apre la sua prima edizione americana. Ecco le immagini e le interviste

TEFAF New York 2016 (foto Francesca Magnani)
TEFAF New York 2016 (foto Francesca Magnani)

Le opere presentate dai 94 galleristi vanno dal Neolitico, come l’emozionante statuetta callipigia, al Ventesimo secolo, come lo stupendo orologio ad acqua di Cartier degli anni 20. Non c’è da stupirsi, visto che siamo alla nuova edizione di TEFAF, a fiera antiquaria di Maastricht leader assoluta a livello globale: ma siamo a New York, dove la rassegna ha appena inaugurato al Park Avenue Armory – fino a mercoledì 26 – la sua prima edizione americana. Passeggiando tra gli stand è posibile vedere senza filtro (o senza vetri o schermi) un sarcofago egizio, un elmo corinzio del VII sec. a.C, una carta geografica i vendita a 10 milioni di dollari – redatta solo sette anni dopo che Verrazzano aveva dato descrizione della East Coast – e statue e gioielli mozzafiato, manoscritti e incunaboli.

MOLTISSIMI CURATORI DI MUSEI AMERICANI GRANDI E PICCOLI
Abbiamo scambiato due parole con alcuni galleristi italiani presenti, chiedendo a ognuno come la realtà dell’evento si paragonava alle aspettative di ognuno. Stefano Granesso della galleria Carlo Virgilio di Roma dice: “Abbiamo trovato un buon riscontro, molti clienti americani e orientali”; Alessandra Di Castro: “Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla preparazione culturale non solo dei moltissimi curatori di musei americani grandi e piccoli, ma anche dei collezionisti. Spesso arrivano qui e guardando i nostri bronzi mi fanno domande molto precise sulle differenze coi modelli originali. Ho scelto di portare opere che piacevano a me, per noi non ha senso cercare di fare strategie basate su cosa può piacere a un certo pubblico. Ci tenevamo a presentare il nostro gusto”; Gabriele Caioni della galleria Moretti di Londra e Firenze: “Sono arrivati dei buoni clienti dall’Italia, ma la maggior parte sono tutti locali”; l’assistente ventitreenne che lavora alla galleria Burzio si è detta sorpresa di non aver trovato un pubblico giovane; Valentina Rossi della galleria Carlo Orsi: “Abbiamo incontrato moltissimi curator di piccoli musei che magari non hanno il budget per viaggiare in Europa. Questa fiera è molto diversa da quella di Maastricht che vari nostri clienti hanno definito ‘overwhelming’, molto grande, molto dispersiva. Ci hanno detto che qui la conformazione del palazzo e l’andamento della fiera è molto più a portata d’uomo e consente un’esperienza più tranquilla e mirata. Anche per noi unica e bellissima”. Il racconto per immagini, nella nostra fotogallery…

Francesca Magnani

www.tefaf.com

 

 

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Francesca Magnani
Francesca Magnani scrive e fotografa a New York dal 1997. Dopo una laurea in Latino a Bologna e un corso di perfezionamento in Antropologia a Padova, è arrivata alla CUNY con una borsa Fulbright in Letteratura Comparata. Nella Big Apple ha passato svariate stagioni a stampare e lavorare nelle darkroom dell’ICP e al Print Space. Tra NYU e The New School, in quasi vent’anni ha insegnato italiano a mezza Downtown. Le sue storie e fotografie sono uscite su D Repubblica, Diario, MarieClaire, F, Natural Style, TimeOut NY, IL, Vogue, Flair, Yoga Journal, Here is New York. A Democracy of Pictures, E.L. Doctorow, All the Time in the World, Taschen - Trespass: A History of Uncommissioned Urban Art.

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