Italiani in trasferta. Giuseppe Stampone alla galleria Marie-Laure Fleisch di Bruxelles

Educazione, identità nazionale, bandiera, ospitalità, globalizzazione. Nella prima personale dell’artista in Belgio anche due opere ispirate a Jan Van Eyck e Rembrandt

Giuseppe Stampone, Europe vs Europe, galleria Marie-Laure Fleisch, Bruxelles
Giuseppe Stampone, Europe vs Europe, galleria Marie-Laure Fleisch, Bruxelles

La tragedia adombrata nel viaggio originario di Europa si riattualizza nei feticci materiali del tempo presente, in quei documenti che aprono possibilità o negano la salvezza, nei simboli che definiscono arbitrariamente appartenenza, accesso alle risorse, diritti altrimenti negati”. Questo passaggio del testo critico scritto da Pietro Gaglianò sintetizza con efficacia i contenuti e l’approccio proposti dall’artista Giuseppe Stampone (1974, Cluses, Francia) con la mostra personale dal titolo Europe vs Europe, visibile fino al 22 ottobre negli spazi della galleria Marie-Laure Fleisch. Perché allora parlare di “italiani in trasferta”? Perché il critico è italiano, l’artista è italiano, la galleria è italiana, eppure ci troviamo in Belgio, nella multietnica Bruxelles. La mostra è infatti la seconda presentata dalla galleria romana nella sua nuova sede belga, inaugurata nell’aprile scorso in rue Saint-Georges, scommettendo sulla affatto nuova ma sempre crescente centralità di Bruxelles nel contemporaneo.

TRE PASSAPORTI D’ORO
Per la sua prima personale in Belgio Stampone mette in campo uno strutturato palinsesto che focalizza sull’attualità quella attenzione alle emergenze socio-politiche che è da sempre una delle cifre della sua opera, declinata con modi ironici e provocatori ma sempre – stavolta ancor di più – sostenuta da robuste e decise opzioni ideali e spirituali e da solide radici culturali. Che partono da lontano, da due opere celebri come I coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck (1434) e Il ratto d’Europa di Rembrandt (1632), che l’artista – con il disegno a penna a sfera, una delle cifre del suo lavoro – ricontestualizza nell’attualità, “radicalizzando il loro significato e mettendo in evidenza idee utopiche e paradossi di un’Europa unita”. Ma il cuore della mostra appoggia sulle ricerche del teorico Derrick de Kerckhove, che si concentra sugli obiettivi degli strumenti di comunicazione e il loro effetto sulla nostra esistenza: Stampone associa parole con immagini spesso trovate sulle piattaforme digitali, alterando il loro significato, su temi come educazione, identità nazionale, bandiera, ospitalità, globalizzazione. Esponendo poi tre passaporti d’oro (uno italiano, uno greco e uno spagnolo), in un’opera beffardamente intitolata Passe-partout, sottolineando ironicamente le contraddizioni dei paesi con maggiori difficoltà nel controllare l’immigrazione nell’area Schengen. La mostra resta visibile fino al 22 ottobre: noi la documentiamo con la nostra gallery…

– Massimo Mattioli

Fino al 22 ottobre 2016
Giuseppe Stampone – Europe vs. Europe
Marie-Laure Fleisch
Bruxelles, 13 Rue Saint-Georges
www.galleriamlf.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.