Opening alla Fondazione Prada di Milano. Le immagini degli allestimenti di William N. Copley a Tobias Putrih

Due novità per la Fondazione Prada: Celant invade per la prima volta il Podio con la pittura; Putrih apre il programma di site-specific nella Cisterna

Milano, William N. Copley in mostra alla Fondazione Prada - Foto Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada
Milano, William N. Copley in mostra alla Fondazione Prada - Foto Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada

Fino all’8 gennaio, la retrospettiva di William N. Copley (New York, 1919 – KeyWest, Florida, 1996), organizzata con la Menil Collection di Huston, ma curata, in questa edizione italiana da Germano Celant, invade per la prima volta in assoluto gli spazi del Podio (tra il piano terra e il piano superiore) con un percorso interamente dedicato alla pittura. A partire dagli anni Quaranta, sono stati selezionati centocinquanta lavori realizzati dall’artista americano, appartenenti più precisamente al periodo compreso tra il 1948 e il 1995, e sviluppano due sezioni diversissime tra loro.
Il percorso prende avvio al piano superiore: qui Copley, attraverso un allestimento che si forma tra le pieghe di pareti ricurve, viscerali, si trasforma in una figura molteplice. È al tempo stesso artista, committente, collezionista nonché autore/artefice di collegamento fra gli artisti come Max Ernst, René Magritte, Man Ray e Jean Tinguely, con opere appartenute alla sua collezione e oggi parte delle raccolte dell’istituzione texana. Pubblicazioni, documenti, fotografie e materiali d’archivio forniscono un vero e proprio repertorio di ricerca dal quale idealmente attingere, fonti che, come una testimonianza diretta degli approfondimenti compiuti dall’artista, provengono dall’Estate di William N. Copley a New York.

GLI OMAGGI A FRANCIS PICABIA
Se al piano superiore, l’atmosfera decadente e raccolta restituiva austerità e autenticità ad una collezioni di lavori a parete molto diversi tra loro, la seconda sezione, a piano terra, è stata disegnata da una struttura circolare, inscritta nello spazio quadrato del Podium, e costituita da otto ambienti, ognuno dedicato a un soggetto specifico della produzione pittorica di Copley. All’ingresso sono riunite bandiere in tessuto e dipinte, realizzate dall’artista tra il 1957 e il 1991, che interpretano ironicamente e con una certa esasperazione cromatica la presenza di geografie immaginarie, proseguendo con Unknown Whore, X-Rated, i Noun, (dipinti di oggetti comuni ridicoli), gli omaggi a Francis Picabia fino ai paraventi da bordello. Occasione unica per visitare gratuitamente la mostra domani, giovedì 20 ottobre, dalle 17 a chiusura: con possibilità di assistere al talk con Celant e Toby Kamps.

PUTRIH INAUGURA I SITE-SPECIFIC
Atmosfera decisamente più rigorosa, invece, all’esterno del Podio, nella luminosissima Cisterna, dove il primo capitolo di Slight Agitation, costituito da quattro commissioni site specific, ha dato spazio a Tobias Putrith (Slovenia, 1972), visitabile fino al 22 gennaio. Il collettivo curatoriale composto da Shumon Basar, Cédric Libert, Elvira Dyangani Ose, Dieter Roelstraete ha previsto altri interventi nello spazio della Cisterna, progetti ai quali stanno lavorando Pamela Rosenkranz (Svizzera, 1979), Laura Lima (Brasile, 1971) e Gelitin, il collettivo austriaco attivo dal 1993. Ma attualmente, si può interagire con un teatro interattivo che ospita una costruzione in mattoni in costante evoluzione, un ambiente “tattile” e una scultura che si trasforma in un labirinto. Spostando elementi architettonici come i mattoni, ci si trova al centro di un piccolo teatro allestito nella prima sala. Come un’ansa realizzata con il cartone. Il secondo ambiente è occupato quasi interamente da pareti alte cinque metri che presentano piccole aperture cilindriche, in cui si è invitati a infilare le braccia per toccare senza vedere. Sopra le pareti si estende un ponte collegato alla balconata del piano superiore, dove i visitatori possono osservare l’interno dello spazio compreso tra i muri: vedere senza toccare.
Il terzo ambiente presenta numerosi pannelli semitrasparenti a forma di L, componenti da spostare senza difficoltà, creando piccoli spazi e riposizionati dal personale a formare una perfetta piramide.

– Ginevra Bria

20 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017
William N. Copley
20 ottobre 2016 – 22 gennaio 2017
Tobias Putrih – Slight Agitation 1/4
Fondazione Prada
Milano, largo Isarco 2
http://www.fondazioneprada.org/

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.