Italiani in trasferta. Le foto di Giovanni Marinelli a Marcinelle per i 60 anni della strage

Un progetto fotografico dedicato all’anniversario della strage in Belgio, dove 262 minatori (soprattutto italiani) persero la vita. Presso l’ex miniera del Bois du Cazier, oggi museo

Giovanni Marinelli - Blackplaces, Courtesy BAG Gallery © Giovanni Marinelli
Giovanni Marinelli - Blackplaces, Courtesy BAG Gallery © Giovanni Marinelli

Alle 8.10 dell’8 agosto del 1956 scoppia un incendio a -975 metri nella miniera di carbone del Bois du Cazier, nel bacino carbonifero di Charleroi, a Marcinelle, in Belgio. In quel momento nelle viscere della terra lavorano 275 uomini. Di questi solo 13 riusciranno a salvarsi, mentre 262 minatori di 12 diverse nazionalità (soprattutto italiani) periranno. Sessanta anni dopo quella tragedia, la mostra fotografica Marcinelle: 1956 – 2016. L’exposition del fotografo italiano Giovanni Marinelli, curata dal critico Andrea Tinterri, direttore delle BAG Gallery e organizzata da Zeitgeist Art Exhibit Group proprio all’interno di Le Bois du Cazier – oggi museo di se stesso con delle sezioni dedicate alla sua collezione di vetro e all’epoca della Rivoluzione Industriale –, cerca di superare quel disastro raccontando una storia di immigrazione, di lavoro, di sotterranei che sembrano avvicinarsi al centro della terra, di carbone che sporca le mani e soprattutto i polmoni.

UOMINI IN CAMBIO DI CARBONE
L’idea di un progetto fotografico sulla tragedia di Marcinelle e quindi sulla storia dell’emigrazione verso il Belgio nel secondo dopoguerra è nata più di due anni fa“ spiega Marinelli. “Inizialmente ho fatto dei sopralluoghi nel paese di Marcinelle cercando di capire il rapporto tra la miniera e il contesto urbano che la circondava. Ho camminato a piedi per le piccole strade costeggiate da case basse, fatte di mattoni scuri, un colore che ricorda quello del carbone. Ho studiato i residui di quella stagione, quei reperti ancora presenti che raccontano una storia che affonda le radici nel secondo conflitto mondiale”. Un percorso complesso che conduce al fatidico 1946, anno del protocollo italo-belga che prevedeva uno scambio tra carbone e manodopera a causa della necessità del Belgio di avere uomini per le proprie miniere e dell’Italia di importare materie prime ad un costo accessibile per una ricostruzione imminente.

Giovanni Marinelli - Blackplaces, Courtesy BAG Gallery  ©Giovanni Marinelli
Giovanni Marinelli – Blackplaces, Courtesy BAG Gallery ©Giovanni Marinelli

UNA STORIA A STRATI
E poi, naturalmente, le persone” continua Marinelli. “La comunità italiana è una presenza molto forte a Marcinelle, qualcosa che si è radicato in un territorio al di là delle difficoltà del caso, al di là della tragedia, al di là di una storia finita male. Anche nello stesso polo museale di Bois du Cazier, dove si terrà la mostra, sono molte le persone i cui parenti hanno fatto parte di quella stagione, è come se si volesse preservare qualcosa di importante, di significativo”. Da questi punti fermi il fotografo pesarese è partito per descrivere un luogo, uno spazio, una stratificazione del pensiero, attraverso l’alternarsi di diversi usi del colore. Il progetto si scandisce in sezioni diverse permettendo una descrizione complessa dell’evento, perché “quella di Marcinelle è una storia stratificata, con più chiavi d’accesso in una situazione geopolitica come l’attuale. Ecco perché andrebbe, perlomeno, ricordata”.

8 ottobre – 4 dicembre 2016
Giovanni Marinelli – Marcinelle: 1956 – 2016. L’exposition
Le Bois Du Cazier
Marcinelle, rue du Cazier 80
http://www.leboisducazier.be/

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