La Fondazione Furla sposa il Museo del Novecento. Progetti comuni a Milano con la guida di Peep-Hole

In programma fra l’altro dialoghi tra i maestri del passato presenti nella collezione del Museo e i più attivi artisti contemporanei

Il Museo del Novecento di Milano
Il Museo del Novecento di Milano

La decisione di legarsi a un’istituzione pubblica italiana conferma l’obiettivo sempre perseguito dalla fondazione di svolgere un ruolo attivo nelle politiche di promozione e di sviluppo culturale del Paese”. Con queste parole Bruna Roccasalva, direttore e curatore di Peep-Hole, commenta gli ultimi passi nel contemporaneo della Fondazione Furla, un soggetto che molti immaginavano in uscita da questo mondo dopo la chiusura del celebre premio che ha avuto un importante ruolo nell’animare le dinamiche nazionali: e che invece riafferma una vocazione anzi ancor più penetrante. Ma perché Peep-Hole parla a nome della Fondazione Furla? Perché dal giugno scorso – come scritto anche da Artribune – il centro indipendente animato per anni da Vincenzo de Bellis prima della sua partenza verso l’esperienza USA ha assunto la direzione artistica della fondazione. Qual è dunque l’istituzione pubblica con la quale si annuncia la partnership?

PRIMO APPUNTAMENTO A SETTEMBRE 2017
Si tratta del Museo del Novecento di Milano, fra le principali istituzioni museali della città dedicate all’arte moderna e contemporanea. Un’istituzione che vive un momento di prorogatio a livello dirigenziale, dopo l’andata via della storica guida di Marina Puglise, ed in attesa del bando per la direzione del polo museale milanese che dovrebbe dare nuovi riferimenti e nuove prospettive al museo di Piazza Duomo. In questa situazione, la notizia che la fondazione prevede nel 2017-2018 un ciclo di progetti in comune con il coinvolgimento di alcuni tra i più significativi artisti contemporanei nazionali e internazionali potrebbe assumere per qualche osservatore il senso di una opzione della fondazione e di Peep-Hole sui programmi futuri del museo. Staremo a vedere, a breve. “Il lavoro svolto negli ultimi quindici anni a sostegno dei giovani talenti del nostro Paese trova ora una sua evoluzione in un progetto che indirizza questo sostegno alla sfera istituzionale, attraverso lo sviluppo di una collaborazione che possa supportare il ruolo di produttore culturale dell’istituzione”, per dirla ancora con le parole della Roccasalva. Fra le caratteristiche del progetto c’è quindi il desiderio di creare un dialogo tra i maestri del passato presenti nella collezione del Museo e i più attivi artisti contemporanei. Il primo appuntamento del ciclo è previsto per settembre 2017.

www.fondazionefurla.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.