London is Open. Al via nella capitale britannica il Design Festival 2016

Oltre 400 eventi fra mostre, installazioni e talks sparsi per la città. Una risposta all’appello lanciato dal sindaco Sadiq Khan all’indomani di Brexit

Alison Brooks Architects, The Smile, Chelsea College of Arts, London_ph credit Marta Atzeni_10bis
Alison Brooks Architects, The Smile, Chelsea College of Arts, London_ph credit Marta Atzeni_10bis

Un enorme arco rovesciato in legno che come una ruota tocca il suolo in un solo punto. È così che Alison Brooks descrive The Smile, il monumentale landmark project nella corte del Chelsea College of Arts con cui il London Design Festival 2016 segnala da oggi la propria presenza in città. All’appello “London is Open” lanciato dal sindaco Sadiq Khan all’indomani di Brexit, il festival risponde con la prima edizione della Design Biennale e un nutrito coinvolgimento di contributi internazionali, per un totale di oltre 400 eventi, fra mostre, installazioni e talks sparsi per la città. Una vetrina della creatività mondiale, che riserva un posto d’eccezione a nuovi materiali e tecniche. A partire dal tunnel curvilineo ideato dall’architetta canadese in collaborazione con Arup, che, con due sbalzi di 16 metri su una lunghezza totale di 34, mostra le sorprendenti potenzialità strutturali e spaziali del legno lamellare a strati incrociati. Un’ambiziosa sperimentazione fra design e ingegneria, che racchiude un paesaggio da scalare e da cui in modo nuovo e giocoso guardare la città.

IL VICTORIA AND ALBERT MUSEUM QUARTIER GENERALE
Lasciata l’Università nei pressi della Tate Britain, l’esplorazione nelle frontiere della creatività prosegue a South Kensington, con le opere commissionate dal Victoria and Albert Museum, anche quest’anno quartier generale del festival. Metallo, luce e suono sono gli ingredienti della magnetica installazione dell’enfant prodige Benjamin Hubert, in cui un nastro metallico in movimento, riflettendo la luce di un sistema al LED, illumina i grandi arazzi medievali della Tapestry Gallery. Mentre nella settecentesca Music Room, il francese Mathieu Lehanneur indaga le sinergie fra materiali della tradizione e sofisticate tecnologie 3D, regalando con Liquid Marble l’illusione di un oceano di marmo nero. Coinvolte nel dialogo fra innovazione e storia, anche le spettacolari scale elicoidali della West Wing, attraversate dalla colorata pioggia di corde in movimento del duo Glithero. Dalla grande alla piccola scala, chiude il tour la Silk Leaf dell’”inventor in residence” Julian Melchiorri, prototipo di foglia artificiale in grado di compiere la fotosintesi. Dalla bagnata press preview di ieri ecco le immagini di questo itinerario londinese fra design e innovazione.

Marta Atzeni

Da 17 al 25 settembre 2016
Sedi varie – Londra
www.londondesignfestival.com

 

 

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.