Tutto pronto per la London Design Biennale: ecco le immagini, 24 ore prima dell’opening

In anteprima dalla capitale inglese, le prime immagini del nuovo format che anticipa il London Design Festival 2016. Alla Somerset House, 37 nazioni lanciano proposte per la città del domani. Nutrita la presenza italiana

London Design Biennale 2016, Somerset House Londra, ph credit Marta Atzeni
London Design Biennale 2016, Somerset House Londra, ph credit Marta Atzeni

Una mega banderuola blu optical al centro della Edmond J. Safra Fountain Court, una foresta in feltro nell’ala sud-est del mezzanino, un frammento di Beirut sulla terrazza affacciata sul Tamigi: fatta eccezione per qualche scatolone da svuotare e gli ultimi check tecnici da svolgere è tutto pronto nell’elegante Somerset House di Londra per l’inaugurazione – domani martedì 7 settembre – di Utopia by Design, attesa prima edizione della London Design Biennale. Un inedito cortocircuito fra design, utopia e architettura neoclassica che anticipa e si sovrappone all’ormai tradizionale London Design Festival. Dimostrare come il design – nella sua più ampia accezione – possa dar forma a un futuro migliore è la stimolante quanto insidiosa sfida lanciata dal direttore Christopher Turner, a cui designer, architetti, artisti e ricercatori selezionati da istituzioni pubbliche e private di 37 paesi hanno eterogeneamente risposto.

FUTURI ALTERNATIVI A PROGETTI DEL PASSATO MAI REALIZZATI
Siamo rimasti affascinati dalla varietà di prospettive presentate”, ha dichiarato un emozionato Turner nel suo discorso alla stampa. “Le 37 interpretazioni variano da immagini ottimistiche di futuri alternativi a progetti del passato mai realizzati”. Tra provocazioni, visioni e ricerche, se le star Konstantin Grcic e Makkin & Bey conducono in intime riflessioni sul tema, le proposte di Cuba e Israele spiccano per la capacità di rispondere a urgenze immediate. Imperdibili poi le utopie dimenticate, con un archivio a parete che per la prima volta mette in mostra i progetti su carta dei designer sovietici. E dopo un passaggio obbligato al potente paesaggio di bandiere bianche dei 20 giovani talenti – 4P1B, Antonio Aricò, Associato Misto, Marco Campardo e Lorenzo Mason, Cristina Celestino, Matteo Cibic, CTRLZAK, Studio Frames, Folder, Alessandro Gnocchi, Lanzavecchia + Wai, Lucia Massari, Giacomo Moor, Eugenia Morpurgo, Rio Grande, Sovrappensiero, Alessandro Stabile, Gionata Gatto, Gio Tirotto, Zanellato/Bortotto – selezionati dal Triennale Design Museum, una sosta a tema, sulle giocose belve in pelle e peluche dell’inimitabile Porky Hefer. Il giro nel mondo dell’utopia prosegue nella nostra immancabile gallery dalla preview di questa mattina.

Marta Atzeni

http://www.londondesignbiennale.com

 

 

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.