La Fondazione Fotografia di Modena invita sette fotografi italiani in Grecia per documentare l’emergenza migranti e farne una mostra

Il progetto, su invito della Fondazione Fotografia di Modena, documenta un Paese già vessato dalla crisi economica e ora in piena crisi umanitaria. I protagonisti ci raccontano cosa hanno visto e vissuto

Angelo Iannone, Untitled #0309, stampa inkjet Giclée, 60 x 70 cm
Angelo Iannone, Untitled #0309, stampa inkjet Giclée, 60 x 70 cm

Il lavoro che stai facendo è molto più importante di noi due, bisogna continuarlo”. Al di là di ogni autorialità, particolarismo e – soprattutto – protagonismo nel mondo dell’arte, forse il senso di tutta l’operazione Lying In Between, che ha scaturito la mostra fotografica sul dramma dei migranti in Grecia che si è appena inaugurata al Foro Boario di Modena (per protrarsi fino all’8 gennaio), è racchiusa in queste brevi parole pronunciate da Rouaf. Da rifugiato curdo ad inaspettato assistente di Antonio Biasiucci, uno dei sette fotografi invitati dalla Fondazione Fotografia Modena per realizzare il reportage in nove destinazioni differenti sparse tra isole e continente greco, Rouaf si è offerto di continuare a scattare le mani e i piedi dei rifugiati al posto del fotografo campano, impossibilitato a entrare in uno dei campi profughi di Chios. Inizialmente perplesso sul da farsi, Biasiucci è riuscito a vincere le proprie resistenze: “pensavo che, se Rouaf avesse fatto anche solo una foto buona da inserire nel mio polittico, che lui aveva già parzialmente visto, quella sua presenza così forte nella mia opera avrebbe rappresentato la vera integrazione culturale tra due persone, tra due stranieri”.

TRA I RIFUGIATI DI LESBO
Perché “quando incontri queste donne e questi uomini – racconta Francesco Radino che ha realizzato il suo progetto proprio sull’isola di Lesbo, quella dove nel solo 2015 sono sbarcate oltre 500mila persone – ne scopri la fierezza e la dolcezza, la vicinanza e il calore, hanno voglia di parlarti e di stringerti le mani, sono uguali a noi, siamo noi. “Una faccia una razza” recita l’antico motto greco, e questa ne è una palpabile testimonianza”. C’è chi ha concentrato il proprio lavoro sui “disumani campi governativi”, come Simone Mizzotti, che puntualizza “non sono i campeggi americani a tre stelle, ma luoghi comuni che si sono trasformati in luoghi d’emergenza umanitaria”, chi sulla loro assenza/presenza come Antonio Fortugno:  “il mio lavoro non è orientato ad agire sul piano superficiale del significato dei referenti, quanto piuttosto a muoversi in profondità, sul livello del senso, poiché quel che non è visibile qui si fa vivo e presente nell’esperienza dell’osservatore”; e c’è chi ancora come Francesco Mammarella ha fatto un parallelismo: “anche i profughi che giungono in Europa vengono rinchiusi in campi d’accoglienza circondati da alti muri, filo spinato e telecamere: gli stessi elementi che sempre più compaiono intorno alle abitazioni di noi occidentali”.

VIAGGI REALI E VIAGGI IMMAGINATI
Filippo Luini ha, invece, utilizzato l’espediente della ricostruzione e della performance, mettendo in scena un viaggio immaginario: “nato da un incontro fortuito e grazie alla disposizione al gioco dei suoi “attori”, restituisce in una sequenza di fotografie dal carattere evocativo e iconico un’esperienza drammaticamente universale, che forse può solo essere raccontata per immagini mancanti”. La mostra si può idealmente concludere con una riflessione di Angelo Iannone, legata al suo progetto dal titolo Nulla che già non sappiate: “Possiamo paragonare la dimensione temporale vissuta dai migranti nel momento della chiusura dei confini a quella di un viaggio aereo di una durata indefinita”.

– Claudia Giraud

15 settembre 2016 – 8 gennaio 2017
Fondazione Fotografia
Lying in Between. Hellas 2016
via Bono di Nonantola, 2 – Modena
Ingresso libero
http://www.fondazionefotografia.org/mostra/da-lesbos-a-kos/

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).