Fuocoammare di Rosi rappresenta l’Italia nella corsa all’Oscar. Paolo Sorrentino critico con le scelte

Il documentario dedicato alla tragedia dei profughi nel Mediterraneo e girato interamente a Lampedusa cercherà di ottenere la candidatura come miglior film in lingua non inglese. Ma il regista premio Oscar parla di occasione persa

Gianfranco Rosi, Fuocoammare, 2015
Gianfranco Rosi, Fuocoammare, 2015

Una candidatura di grande autorevolezza perché il film affronta, con crudezza e poesia, un tema universale, che non riguarda solo L’Italia o Lampedusa ma che scuote il mondo”. Con queste parole il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha commentato la notizia della designazione di Fuocoammare di Gianfranco Rosi a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese. Già premiato a febbraio di quest’anno con l’Orso d’oro al festival di Berlino, il film – per la cui realizzazione il regista si trasferì a Lampedusa per un anno intero – narra la storia di Samuele, un giovane lampedusano di 12 anni, un bambino normale che diventa testimone di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi, quella dei profughi per la quale l’isola è diventata luogo simbolico. “Il mio pensiero va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa nel loro viaggio di speranza”, così ne parla Rosi, “e alla gente di Lampedusa che da venti/trenta anni apre il suo cuore a chi arriva. L’Italia ha fatto tantissimo per venti anni, ha fatto da sola, ora non è più il momento di agire singolarmente“.

LE NOMINATION IL 24 GENNAIO 2017
A scegliere Fuocoammare per Los Angeles una commissione istituita dall’Anica su invito dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, e composta da Nicola Borrelli, Tilde Corsi, Osvaldo De santis, Piera Detassis, Enrico Magrelli, Francesco Melzi d’Eril, Roberto Sessa, Paolo Sorrentino e Sandro Veronesi. I primi emozionati commenti di Rosi, attualmente a Parigi proprio per la première del film nei cinema francesi, hanno legato la scelta alle parole pronunciate in questi giorni dal presidente USA Obama: “chi erge delle barriere costruisce una prigione per se stesso”. L’annuncio ufficiale delle nomination è previsto per martedì 24 gennaio 2017, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles domenica 26 febbraio 2017.

UN DEPOTENZIAMENTO DEL CINEMA ITALIANO
Nel coro unanime di congratulazioni, al quale si è unito anche il premier Matteo Renzi via Twitter, si è distinto il controcanto del premio Oscar Paolo Sorrentino, membro della commissione dalla cui decisione finale ha però dissentito. “Fuocoammare è un bellissimo film, ma andava candidato all’Oscar nella categoria dei documentari”, ha dichiarato, secondo quanto riporta La Repubblica. “Questa scelta è un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest’anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance è Indivisibili di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare può concorrere e vincere nella categoria dei documentari“.

– Massimo Mattioli

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.