Blitz anti Camorra della Finanza. Trovati due van Gogh rubati ad Amsterdam nel 2002

Le opere erano state sottratte al Van Gogh Museum, cui verranno ora restituite. Il ritrovamento a Castellammare di Stabia, in una proprietà riconducibile alla Camorra

Uno dei Van Gogh ritrovati alla Finanza
Uno dei Van Gogh ritrovati alla Finanza

Un blitz che ha riportato luce su misteriose sparizioni e furti di quadri di uno dei più grandi artisti del ‘900: il plauso va alla Guardia di Finanza  italiana che si è resa oggi protagonista di una grande azione che passerà alla storia grazie al ritrovamento di due opere di Vincent van Gogh rubate ad Amsterdam nel dicembre del 2002. Le opere,  lavori di piccole dimensioni che proprio per questo facilitarono la vita ai ladri entrati dal tetto del museo, furono trafugate nella prima mattinata di sabato 7 dicembre 2002. Le speranze per un loro pronto ritrovamento furono all’epoca dettate da un precedente: il clamoroso furto subito dal museo nel 1991, quando le tele del maestro olandese rubate furono ben 20, rintracciate però solo trenta minuti dopo l’effrazione. Questa volta le cose sono andate molto diversamente.
Ci sono voluti ben 14 anni perché i due capolavori – il cui valore è stimato in 100 milioni di dollari – venissero rintracciati e sequestrati: a Castellammare di Stabia, nella città metropolitana di Napoli, durante un’operazione antidroga nei confronti del clan camorristico Amato-Pagano. Le due opere erano nascoste, avvolte in panni di cotone, nell’intercapedine di uno dei pavimenti di un casolare di proprietà di Raffaele Imperiale, già da mesi in carcere con l’accusa di narcotraffico: una collocazione certo non ottimale, che non sembra però dalle prime stime aver danneggiato i capolavori. Tornano così a casa La spiaggia di Scheveningen durante un temporale, del 1882, e Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen, olio su tela realizzato due anni dopo.

La riconsegna dei dipinti - foto Van Gogh Museum (@vangoghmuseum)
La riconsegna dei dipinti – foto Van Gogh Museum (@vangoghmuseum)

IL COMMENTO DEL DIRETTORE DEL MUSEO
La conferenza stampa convocata dalla Guardia di Finanzia ha legittimamente assunto i toni di una festa per il grandissimo risultato ottenuto, e di cerimonia di riconsegna immediata delle opere stesse ai legittimi proprietari. Il direttore del Van Gogh Museum, Axel Rüger, precipitatosi a Napoli, ha chiarito il valore artistico delle due opere: “una, quella della chiesa di Nuenen è unica nel suo genere ed ha un particolare valore simbolico – affettivo perché il pastore di quella chiesa era il papà di Van Gogh. La spiaggia di Scheveningen invece, viene ritratta in un altro dipinto custodito nel museo di New York. Entrambe le tele fanno riferimento ai primi anni di attività dell’artista“. E ha anche aggiunto a mezzo tweet che quello di oggi è il “giorno più felice per il Van Gogh Museum”.

I FURTI D’ARTE
L’esito di questa indagine conferma quanto le organizzazioni criminali siano interessate alle opere d’arte che vengono utilizzate sia come forma di investimento che come fonte di finanziamento.  Quella di oggi”, spiega il Ministro Dario Franceschini, “è un giornata molto importante, frutto di un positivo lavoro di squadra tra la procura di Napoli e la Guardia di Finanza”. Il fenomeno dei furti d’arte è infatti in crescita anche in Italia. L’Osservatorio Assiv lo ha stimato in 600 “colpi” l’anno. Le ultime rilevazioni, risalenti al 2015, parlano di oltre 1,5 milioni di furti in generale, circa 250.000 dei quali sono a danno di case private, soprattutto in estate. I furti di opere d’arte denunciati dai proprietari, o di materiali archeologici (e si pensi a quanti restano nel silenzio!) sono invece circa 600, il 40% provenienti da collezioni private, il 44% da chiese periferiche, con una percentuale tra il 13,5 e il 12,8 % tra Lazio e Lombardia, un 9 % in Campania e in Toscana e un 7,8% in Emilia Romagna. La provincia più derubata è Roma con un 10,6 % di opere e reperti alienati.

 

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