Ugo Spagnuolo a Fiano Romano. La street art per riqualificare le aree extraurbane

La bottiglia come simbolo della memoria, sul filo di una citazione di Octavio Paz. Così Ugo Spanuolo interviene a Fiano Romano, recuperando immagini, ricordi e identità locale

Ugo Spagnuolo, Vuoti di Memoria, Murale, Fiano Romano
Ugo Spagnuolo, Vuoti di Memoria, Murale, Fiano Romano

C’e un tempo per la memoria, un tempo in cui le attese e i ricordi riaffiorano. Un tempo in cui le memorie e i gesti si confrontano sbiaditi con l’immediato vuoto dell’oggi.
Ugo Spagnuolo (Roma, 1964), in questo progetto di street art per il comune di Fiano Romano, dipinge le memorie evanescenti della collettività, di cui la bottiglia  diviene il simbolo ancestrale, un archetipo che in sé contiene le immagini vitree del vuoto da cui affiorano distratti i frammenti di scritte e di colori, che il tempo ha sbiadito e portato con sé nell’oblio.

UN MURALE PER RICORDARE
Giganti, emergono dal fondo del murale del parcheggio pubblico abbandonato (in via dei Lavatoi), due figure tratte dall’iconografia del mondo contadino e popolare, società ormai perduta, ma che Spagnuolo, dipingendola, fa rivivere, fermandola nell’atto in cui un uomo e una donna sigillano le bottiglie della memoria. In questo progetto, c’è un rapporto diretto con l’urbe, con la popolazione locale che al termine dei lavori, il prossimo 4 Settembre, parteciperà consapevolmente nel riempire gli spazi vuoti del muro, confermando il rapporto diretto che lega artista, pubblico e spazio urbano.

Ugo Spagnuolo, Vuoti di Memoria, Murale, Fiano Romano
Ugo Spagnuolo, Vuoti di Memoria, Murale, Fiano Romano

LA MEMORIA E IL PRESENTE
Le bottiglie della memoria, saranno come scrigni segreti, valigie simboliche in cui deporre i ricordi indelebili, i frammenti e le emozioni che il tempo paradossalmente trattiene e non restituisce.
Lo diceva bene Octavio Paz, “La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare”. La monumentale opera – che fa parte di un progetto più ampio che prevede un laboratorio di Ugo Spagnuolo al centro Art Forum Wurth di Capena per la realizzazione di un’opera collettiva, visibile fino all’1 ottobre – è frutto della collaborazione con l’Associazione Culturale Porto D’Arte e vede inoltre la presenza della scenografa Jolena Ceschel. La fotografia del progetto è a cura di Corinto Marianelli

-Fabio Petrelli

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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.