Reazioni dalla Turchia post golpe: Sinopale, Biennale indipendente, non si farà

Quali notizie dalla Turchia? Dal mondo dell’arte contemporanea arriva una posizione. Ma ad assumerla sono i curatori della Biennale Sinopale, che quest’anno non si farà

Bahar Aksel and Ayhan Enşici - Sinop's Forgotten Children's Games (Sinopale, 2014)
Bahar Aksel and Ayhan Enşici - Sinop's Forgotten Children's Games (Sinopale, 2014)

Pochi giorni fa, galeotto un post su Facebook di Alessandra Mammì, penna critica de L’Espresso, ci eravamo chiesti – anzi, vi avevamo chiesto – se la coppia Elmgreen & Dragset avrebbe dovuto dimettersi dalla direzione artistica della Biennale di Istanbul a causa dei fatti che stanno sconvolgendo la Turchia.
Ci chiedevamo se le cronache post tentato colpo di stato del 15 luglio – che hanno sconvolto tutto il mondo e ancora stanno facendo parlare per le misure restrittive e autoritarie che il governo di Erdogan sta applicando in reazione – dovrebbero suscitare anche lo sdegno nel duo scandinavo che ha ricevuto la nomina dalla Istanbul Foundation for Culture and Arts lo scorso aprile, per l’edizione 2017.
Ora, una risposta ci arriva, ma non per adesso dalla Biennale di Istanbul. È Sinopale, invece, a riaprire il dibattito. Si tratta di una manifestazione, giunta ormai al decimo anno di vita, che si svolge nelle città di Sinop, nella provincia turca omonima, e Gerzi, in maniera diffusa e che avrebbe dovuto festeggiare la decade tra il 17 luglio e il 7 settembre.

Maria Papadimitriou- Hotel Nokul (Sinopale 2014)
Maria Papadimitriou- Hotel Nokul (Sinopale 2014)

DEVE L’ARTE PRENDERE POSIZIONE?
“Il team di Sinopale” si legge nella schermata che apre in maniera del tutto inequivocabile il sito web “crede nella democrazia e nella volontà delle persone. Noi crediamo fortemente che il nostro paese supererà questo delicato momento il prima possibile. Siamo una biennale basata sulla partecipazione, sullo scambio, sul networking internazionale. Non siamo esclusivamente i promotori di un evento, ma crediamo nell’essenza relazionale del progetto”.
Ecco perché i tre curatori Melih Görgün, Nike Baetzner e Jonatan Habib Engqvist hanno deciso di mettere un punto e di seguire il corso degli eventi, programmando la X edizione del progetto in un clima differente, se mai ci sarà. Alcune attività si svolgeranno ugualmente, soprattutto gli eventi collaterali pianificati con alcuni partner territoriali, ma la mostra centrale, anche in accordo con gli artisti non avrà luogo se non il prossimo anno, lasciando spazio nel frattempo ad una ulteriore progettazione.
Il tema sarebbe stato Transposition, una parola che assume diversi significati, tutti tendenti però allo spostamento di valori. La scelta di postporre la Biennale è stata fatta anche sulla base del concept curatoriale e soprattutto dalla necessità, forte più che mai, di prendere una posizione.

Santa Nastro

http://sinopale.org/sinopale/conceptual-framework-6/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.