Il design in Inghilterra? Utopia. Al via la prima edizione della London Design Biennale

Già forte di una design week in costante crescita, il London Design Festival, Londra lancia la prima edizione del London Design Biennale, un nuovo format esplicitamente ispirato alla Biennale veneziana

London Design Biennale
London Design Biennale

Settembre caldissimo nella capitale inglese sul fronte del design. Già forte di una design week in costante crescita – è il London Design Festival, dal 17 al 25 settembre: oltre 400 anteprime e eventi spalmati su tutta la città -, Londra raddoppia le aspettative con un nuovo appuntamento destinato a consolidare il suo ruolo di capitale del design nonché, ça va sans dire, di principale antagonista del modello Milano. Dal 7 al 27 settembre apre i battenti la prima edizione della London Design Biennale, un nuovo format esplicitamente ispirato alla Biennale veneziana che coinvolge e chiama a raccolta le istituzioni pubbliche e private di 30 paesi, invitati a partecipare con istallazioni e progetti a carattere sociale sui temi della sostenibilità, dei flussi migratori, inquinamento, urbanesimo e uguaglianza. Christopher Turner, che del London Design Biennale è il primo curatore, ha scelto la chiave di lettura dell’Utopia by Design, complice anche l’anniversario dei 500 anni dalla pubblicazione di quella grande pietra miliare della storia delle idee che è “Utopia” di Thomas Moore. Un filo rosso, sostiene l’ex direttore della rivista Icon, in grado di sollecitare il design e la sua capacità di far discutere, svelare alternative e dare forma tangibile a processi virtuosi, il tutto alla luce di un umanesimo ritrovato – o almeno fortemente auspicato in questi tempi fragili e incerti.

SEDE ALLA SOMERSET HOUSE
Qualche anteprima? Moltissimi i grandi nomi che animeranno la manifestazione dispiegata tra le sale della Somerset House, l’ex palazzo governativo convertito in sede espositiva. L’Inghilterra, padrona di casa, si farà rappresentare da uno dei suoi più grandi fiori all’occhiello, il duo Edward Barber and Jay Osgerby, che evocherà con l’istallazione “Forecast” l’eredità nautica della Gran Bretagna e l’uso del vento come agente di cambiamento, tra metafora e applicazioni nel campo dell’energia. Su invito dello Het Nieuwe Instituut, lo studio olandese Makkink & Bey presenterà Design Diorama, selezione personalissima di oggetti utopici scaturiti da un archivio immaginario. Per la Spagna, VRPolis. Diving into the Future esplorerà gli scenari più avveniristici delle smart city con un ambiente immersivo di realtà virtuale. Dal continente africano, la galleria Southern Guild presenterà gli animali sospesi della designer Porky Hefer. Mentre l’Italia, infine, parteciperà – sempre alla Somerset House, il sontuoso edificio affacciato sul Tamigi sempre più spesso aperto per mostre e fiere – sotto l’egida del Triennale Design Museum con una collettiva di venti designer della giovane generazione, chiamati a riflettere e reinterpretare il valore della bandiera bianca come simbolo di tregua.

Giulia Zappa

http://www.londondesignbiennale.com/

 

 

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Giulia Zappa
Laureata in comunicazione all’Università di Bologna con una tesi in semiotica su Droog Design, si specializza in multimedia content design e design management a Firenze e New York. Da oltre dieci anni lavora come design&communication strategist, occupandosi di progetti a cavallo tra comunicazione e prodotto. Ha insegnato Comunicazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Roma. È consulente per programmi internazionali di design per lo sviluppo. Giornalista pubblicista, per Artribune è responsabile editoriale delle pagine dedicate al design.

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