La Madama Butterfly ripensata dai Kinkaleri: parte il tour

Una sofisticata imperdibile operazione di remix. Kinkaleri di cimenta con un classico dell’opera italiana: Madame Butterfly. Amore, egoismo, furore e dolcezza del capoavoro pucciniano rivisitati in chiave pop

Kinkaleri, Butterfly - foto di Jacopo Jenna
Kinkaleri, Butterfly - foto di Jacopo Jenna

Quando Kinkaleri riscrive un classico la tensione creativa non è solo inversione dei codici, traduzione e ibridazioni dei linguaggi, ma il lavoro del gruppo, nato ormai trent’anni fa, ha sempre a che fare con una originalità di metodo che fa convergere nel progetto tutte le forze in campo: la drammaturgia, l’ideazione e la relazione tra corpo e spazio. Così la loro Butterfly pensata per adulti e bambini è un impasto di forme espressive, mediazione con lo spettatore su modalità nuove per esprimersi e fruire la scena e il l’universo operistico. Non più scrittura lirica, quindi, per il capolavoro pucciniano, ma uno sforzo per rendere comunicativo, potente e comprensibile (anche ai più piccoli) le stratificazioni emotive e culturali della Butterfly. Il gruppo ha colto del classico la compresenza di sentimenti contrastanti (amore ed egoismo, dolcezza e asprezza, furore e remissione) e di culture che si fronteggiano (tradizione e modernità, Oriente e Occidente).

Kinkaleri, Butterfly - foto di Jacopo Jenna
Kinkaleri, Butterfly – foto di Jacopo Jenna

UNA SOFISTICATA OPERAZIONE DI REMIX
Non nuovo a questo tipo di operazioni pucciniane (il primo episodio della Compagnia fu la messa in scena di Nessun Dorma, dalla Turandot, nel 2010) Kinkaleri frulla codici e segni di epoche e culture diverse confondendo interpreti e ruoli in una scena funzionalmente scarna per un “continuo ribaltamento di piani di visione,  con personaggi ed effetti creati a vista: un sofisticato gioco di costruzione e videoproiezioni della scena, una organica successione di ambientazioni pop e coinvolgenti affondi lirici per arrivare al compimento del dramma e alla maestosa catarsi finale”.

IL TOUR ITALIANO
L’adattamento e regia di Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco, avrà un vero e proprio tour italiano. Per chi non volesse perderlo sarà in scena con Yanmei Yang e Marco Mazzoni il 12 luglio allo Sferisterio di Santarcangelo di Romagna nell’ambito del Festival Internazionale del Teatro in Piazza, il 27 luglio al Castello degli Ezzelini di Bassano del Grappa per Operaestate Festival, il 17 settembre alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e domenica 18 settembre al Teatro di Vetro di Milano in occasione di MITO SettembreMusica, domenica 25 settembre al Teatro Bolognini di Pistoia, domenica 23 ottobre alla Sagra Malatestiana di Rimini.

– Simone Azzoni

www.kinkaleri.it

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Simone Azzoni
Simone Azzoni (Asola 1972) è critico d’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea presso lo IUSVE. Insegna inoltre Lettura critica dell’immagine e Storia dell’Arte presso l’Istituto di Design Palladio di Verona. Si interessa di Net Art e New Media Art e Art marketing tips. Ha curato numerose mostre all’Arsenale di Verona tra cui Mokka, Mistral, e La Sedia. Docente di lettere presso la scuola secondaria è critico teatrale per riviste e quotidiani nazionali (L’Arena, Sipario, Drammaturgia). È autore di seminari di Lettura critica dello spettacolo presso l’Università di Verona. Organizza rassegne teatrali di ricerca e sperimentazione con La Fondazione Teatro Nuovo di Verona e da tre anni è co-direttore artistico di Theatre Art Verona. Tra le pubblicazioni recenti, per la casa editrice Universitaria è uscito "Frame – Videoarte e dintorni". Per Fondazione Aida, è autore di testi teatrali rappresentati a Parigi, New York e attualmente in tournée.