Clinton e Trump distruggono l’American Dream. Nichilismo bipartisan nell’installazione di due artisti USA

Una grande scritta The American Dream, realizzata con lettere di ghiaccio che si scioglieranno nel giro di 24 ore. I due la installeranno sia alla convention repubblicana che a quella democratica


Nora Ligorano e Marshall Reese, rendering di The American Dream
Nora Ligorano e Marshall Reese, rendering di The American Dream

Negli Stati Uniti entra nel vivo la corsa alla Casa Bianca, con le due convention – repubblicana e democratica, rispettivamente a Cleveland e Philadelphia – che in due settimane consecutive a partire da oggi consegneranno l’ufficialità ai due candidati che a novembre si sfideranno alle elezioni. E se in questa tornata elettorale nessun artista ha messo la sua firma su simboli politici di valenza neanche paragonabile al celebre “Hope” di Shepard Fairey nel 2008, non sono certo mancate prese di posizione dal mondo delle arti visive. Di alcune vi abbiamo già informati, e mettevano nel mirino Trump, che del resto – per la sua irruenza, per la sua goffaggine, per il suo look – pare offrirsi come bersaglio naturale, e probabilmente non disdegna le attenzioni anche sarcastiche dei creativi.

A IS FOR? from LigoranoReese on Vimeo.

LA SCULTURA PIANGE SCIOGLIENDOSI
Ci sono però anche artisti un po’ più nichilisti, che in pieno spirito bipartisan scelgono di distribuire equamente la propria critica fra Hillary Clinton e Donald Trump. È il caso del duo formato da Nora Ligorano e Marshall Reese, che infatti piazzeranno la propria installazione davanti a entrambe le convention, nell’Ohio come in Pennsylvania. Con un claim molto forte, che non mancherà di catturare l’attenzione di delegati e stampa: una grande scritta The American Dream, realizzata con lettere di ghiaccio che si scioglieranno nel giro di 24 ore. 1800 chilogrammi di peso, 9 metri di estensione lineare, per sottolineare la scomparsa del sogno americano. “Ci auguriamo che la scultura, che letteralmente piangerà sciogliendosi, solleverà l’attenzione sull’erosione delle opportunità e sulle disuguaglianze sociali percepite nella società americana“, avevano scritto gli artisti nel testo che accompagnava il crowdfunding su Kickstarter.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.