Battuta d’arresto per la “High Line” a Londra. Bloccato fino a reperimento fondi il progetto del Garden Bridge di Thomas Heatherwick

“È già costato 60 milioni di sterline di denaro pubblico”. Ma i più maliziosi vedono lo stop come una bocciatura di un progetto caro al predecessore Boris Johnson

Thomas Heatherwick, Garden Bridge, 2012, Courtesy of Heatherwick Studio
Thomas Heatherwick, Garden Bridge, 2012, Courtesy of Heatherwick Studio

Non c’è pace per il Garden Bridge. L’innovativo ponte-giardino pedonale progettato a Londra da Thomas Heatherwick, l’ormai star dell’architettura britannica, autore fra l’altro del Padiglione UK all’Expo di Shanghai del 2010, del braciere delle Olimpiadi di Londra 2012 e dei nuovi Routemaster, gli autobus rossi a due piani icone della Londra classica. Un nuovo collegamento di 367 metri sul Tamigi, fra Covent Garden e Soho e la riva Sud, che per certi versi vorrebbe replicare il successo della High Line di New York, arricchito da alberi di 45 diverse specie, cespugli, piante rampicanti, siepi e fiori. Già quando anche noi lo presentammo, a fine 2014, era chiaro che per la realizzazione sarebbe stato fondamentale il reperimento di finanziamenti privati, ma le prime mosse del Garden Bridge Trust, e soprattutto l’appoggio entusiasta dell’allora sindaco Boris Johnson, facevano ben sperare in questo senso.

175 MILIONI DI STERLINE PREVISTI COME COSTO
Ora però sulla poltrona di primo cittadino siede da qualche mese Sadiq Khan, l’avversario trionfatore sul rosso (di capelli) accanito sostenitore della Brexit. Il quale, fra i molti punti sui quali ha voluto rimarcare le sue distanza da Johnson, ora ha inserito pure questo: Garden Bridge bloccato fino a nuovo ordine, ovvero fino a quando non saranno reperiti tutti i 175 milioni di sterline previsti come costo, ovvero probabilmente mai, visto che le casse pubbliche già avrebbero sborsato 60 milioni per coprire i costi finora sostenuti. L’occasione per bloccare tutto è arrivata dalla metropolitana di Londra, chiamata a stanziare 3 milioni di sterline per rafforzare la struttura della stazione di Temple, che dovrebbe sostenere l’estremità nord del ponte.Il nuovo sindaco, recita una nota, “si è impegnato a rendere il progetto più aperto e trasparente. Procedure non sempre soddisfatte dalla precedente amministrazione”.


Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.