Il lavoro culturale disegnato da Pablo Helguera. Breve guida per sopravvivere al mondo dell’arte sulle pareti della biennale itinerante

Un vademecum semiserio su come ci si comporta e sopravvive nell’insidioso mondo dell’arte contemporanea. Lo ha disegnato Pablo Helguera. Per ridere, sì, ma anche per riflettere su vizi e virtù delle professioni “culturali”

Pablo Helguera, Artoons, installazione per Manifesta 11
Pablo Helguera, Artoons, installazione per Manifesta 11

Anche il lavoro culturale è un lavoro e a Manifesta 11 non manca – nella rassegna delle professioni che Christian Jankowski ha messo in campo per il suo concept What people do for money? – una riflessione sul mondo dell’arte. A realizzarla, un gruppo nutrito di artisti sui quali spicca, al Löwenbräu Kunst, la grande installazione site-specific di Pablo Helguera. L’artista – nato a Città del Messico nel 1971, ma residente a New York, famoso per i suoi interventi di arte partecipativa, arte pubblica e performance, interessato ai temi sociali e umanistici del fare arte, anche direttore del dipartimento di didattica al MoMa di New York – si è presentato a Zurigo con uno dei progetti più apprezzati dal pubblico delle giornate di opening. I suoi Artoons, una serie in eterno divenire, nata nel 2008 e ancora in corso, sono stati proposti sulle pareti dello spazio espositivo dal piano 0 fino all’ultimo livello, accompagnando gli spettatori lungo le scale e offrendo loro diversi spunti di riflessione ad arte.

Pablo Helguera, Artoons, installazione per Manifesta 11
Pablo Helguera, Artoons, installazione per Manifesta 11

I MOTS DI HELGUERA
C’è la Vernissage Greetings Guide, che vi spiega come salutare il pubblico dell’arte ad un opening a seconda di chi avete davanti. C’è la ragazza in imbarazzo perché non sa che vestito indossare: “vorrei qualcosa di elegante” dice, “ma anche che faccia capire che non ho una galleria”. C’è il curatore che afferma: “Il mio metodo si basa sulla fede: butto le opere qua e là e spero che vada tutto bene”. Infine c’è – e in tema di lavoro questo è un intervento particolarmente brillante – il team di una istituzione culturale che afferma “per risolvere i nostri problemi di budget possiamo chiedere ai nostri intern non pagati di assumere il ruolo di chief curator”. E, infine, la tipica spettatrice di mostre che chiude il cerchio con “trovo veramente elitario che un artista che ha trascorso tutta la vita a studiare, lavorare e pensare osi fare qualcosa che non capisco in due secondi”. Abbiamo fotografato gli Artoons di Helguera per voi. Divertitevi a leggerli tutti.

Santa Nastro

m11.manifesta.org

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.