Il duo di artisti internazionali Gawęda/Kulbokaitė sono a Roma per la prima volta con una mostra su identità e percezione

La prima personale italiana del duo polacco-lituano trasforma Basement in uno spazio ambiguo in cui si esplorano identità fluide e nuove tecnologie. Le immagini in anteprima

Un progetto che altera lo spazio espositivo grazie al dialogo instaurato tra sculture, installazioni e video. Così potremmo descrivere Spit and Image, la mostra debutto del duo internazionale formato da Dorota Gawęda (Lublino, 1986) ed Eglė Kulbokaitė (Kaunas, 1987), ospitata negli spazi di Basement Roma. Visibile sino al 10 luglio 2026, il progetto ruota attorno alla costruzione dell’identità nell’epoca contemporanea, dove la componente virtuale gioca un ruolo rilevante.

La mostra del duo Gawęda/Kulbokaitė da Basement a Roma

Le opere in mostra mettono in scena processi di metamorfosi e duplicazione. Si parte da Yield (twinning) (2025), specchi floreali in acciaio inox che riflettono e, al tempo stesso, “osservano” il pubblico, evocando dinamiche di sorveglianza e controllo. Nei lavori Spit and Image 1 Spit and Image 2 (2025), invece, il corpo appare frammentato e deformato. Si passa poi, infine, alla dimensione olfattiva con l’installazione Mirror Mirror (2025).
A fare da sfondo, la figura dell’upiór – vampiro della tradizione slava dotato di due anime – diventa metafora di identità fluide e non riconducibili a categorie fisse.

Basement: da spazio espositivo a “soglia” di attraversamento 

Lo spazio di Basement si trasforma in una soglia, dove i confini tra ciò che è reale e digitale si dissolvono. In questo contesto, specchi, nebbie e installazioni giocano con il visitatore, confrontandosi con un “sé” non più unico ma molteplice (e deforme). Emerge così una forma contemporanea di “hauntology” (ovvero, spettrologia, concetto filosofico coniato da Jacques Derrida nel 1993), dove passato e futuro si legano e coesistono.

La ricerca artistica del duo Gawęda/Kulbokaitė

Dopo la formazione al Royal College of Art di Londra, Gawęda e Kulbokaitė hanno sviluppato una pratica multidisciplinare che intreccia performance, video, scultura e scrittura. Il loro lavoro indaga i rapporti tra corpo, tecnologia e ambiente, spesso attraverso riferimenti a immaginari culturali marginali e tradizioni non occidentali. In Spit and Image riaffiora, in particolare, la figura dell’upiór — creatura della tradizione slava sospesa tra vita e morte — che diventa metafora di identità plurali e instabili. 

Dal 28 aprile al 10 luglio
Spit and Image
Basement
Viale Mazzini, 128 Roma 

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Redazione

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