Riapre il Louvre dopo la chiusura per il rischio esondazione. In 5 giorni persi 1,5 milioni di euro di biglietti

La chiusura forzata ha provocato al Louvre la perdita di 120mila visitatori. L’unico dipartimento ancora non agibile è quello di Arte Islamica, il più colpito

Il Louvre di Parigi
Il Louvre di Parigi

Sono freddi numeri, ma danno la chiara misura da una parte delle dimensioni di quel colosso che è il Louvre, dall’altra degli stravolgimenti che la piena della Senna con correlate minacce di esondazione ha portato nei giorni scorsi a Parigi e in mezza Francia. Ora che i musei della Capitale – anche il Musée d’Orsay – hanno riaperto i battenti, i rischi paiono ormai dimenticati e si può guardare all’accaduto con distacco.
Facendo anche qualche conto: i 5 giorni di chiusura forzata hanno provocato al Louvre – il museo più visitato al mondo, attorno a 10 milioni di ingressi all’anno – la perdita di 120mila visitatori, pari a circa 1,5 milioni di euro di fatturato. Quanto un museo come il Maxxi di Roma perderebbe in 3 mesi di chiusura, giusto per dare un’idea. E i conti li stanno facendo – malvolentieri, c’è da scommetterci – anche le compagnie di assicurazione francesi: per le quali il costo delle piogge torrenziali e conseguenti inondazioni oscillerà tra i 900 milioni e il miliardo e quattro di euro.
In questi giorni è iniziato il lavoro di ripristino degli allestimenti museali, dopo che 35mila pezzi erano stati spostati in magazzini di stoccaggio come misura preventiva per una possibile piena della Senna. Più lente le operazioni per quel che riguarda il Dipartimento di Arte Islamica: le cui sale sono state letteralmente svuotate, e restano ancora chiuse in attesa di completare il ripristino.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.