Venezia Updates: nel nome di Carlo Scarpa. Un progetto itinerante celebra con l’arte contemporanea tre luoghi veneziani legati al famoso architetto

È un legame davvero inscindibile quello che lega da sempre Carlo Scarpa a Venezia. E quale occasione migliore dell’appena inaugurata Biennale di Architettura per dare visibilità all’operato del maestro veneto? Nato dalla collaborazione delle curatrici Chiara Bertola e Geraldine Blais, fino al 1° giugno il progetto TEMPO E DETTAGLI_Artisti/Artigiani/Carlo Scarpa regala nuova vita a tre […]

Thea Djordjadze, Untitled, 2011, Straw, wood, plaster, paint, 97 x 97 x 6 cm, Courtesy Sprüth Magers, Berlin - London - Los Angeles; Kaufmann Repetto, Milan - New York and the artist
Thea Djordjadze, Untitled, 2011, Straw, wood, plaster, paint, 97 x 97 x 6 cm, Courtesy Sprüth Magers, Berlin - London - Los Angeles; Kaufmann Repetto, Milan - New York and the artist

È un legame davvero inscindibile quello che lega da sempre Carlo Scarpa a Venezia. E quale occasione migliore dell’appena inaugurata Biennale di Architettura per dare visibilità all’operato del maestro veneto? Nato dalla collaborazione delle curatrici Chiara Bertola e Geraldine Blais, fino al 1° giugno il progetto TEMPO E DETTAGLI_Artisti/Artigiani/Carlo Scarpa regala nuova vita a tre luoghi cari a Scarpa – l’Aula Mario Baratto dell’Università Ca’ Foscari, la Falegnameria Capovilla e l’Officina Zanon – usando l’arte contemporanea come strumento interpretativo e spunto per sviluppare inedite riflessioni sulla poetica dell’architetto veneziano.

DALL’UNIVERSITÀ AI LABORATORI
Ecco allora che la storica aula dell’ateneo, progettata da Scarpa e ospite della nota boiserie, accoglie l’intervento di Joseph Kosuth, che combina scrittura e forma per rievocare i pensieri e i disegni dell’architetto, sfruttando la trasparenza del vetro come supporto momentaneo e sperimentale, che doppia e amplifica, come sottolineato da Bertola, la modularità architettonica di Scarpa. Meno istituzionali, ma altrettanto affascinanti, la Falegnameria Capovilla e l’Officina Zanon fanno da sfondo attivo alle opere degli altri artisti coinvolti nel progetto, autori di un discorso improntato all’artigianalità, punto di congiunzione tra Scarpa e i due laboratori veneziani. Il variegato parterre di artisti coinvolti – Alice Cattaneo, Rä Di Martino, Thea Djordjadze, Jimmie Durham, Giorgia Fincato, Martino Genchi, Zoe Leonard, Nicola Martini, Lili Reynaud-Dewar, Remo Salvadori, Alberto Scodro, Jessica Stockholder e Morgane Tschiember – attualizza un dialogo tra generazioni, rendendo l’architettura una realtà tangibile.

– Arianna Testino

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.