Venezia Updates: immagini dalla mostra su Zaha Hadid. Allestimento immersivo e sguardo verso l’avvenire dello studio dell’archistar recentemente scomparsa

Non cede alle lusinghe della commemorazione la prima grande retrospettiva postuma su Zaha Hadid – in anteprima in queste immagini – che sarà aperta al pubblico dal prossimo 27 maggio e fino al 27 novembre. Un progetto promosso dalla Fondazione Berengo e da Zaha Hadid Architects che nella sontuosa cornice di Palazzo Franchetti, direttamente affacciato […]

15. Mostra Internazionale di Architettura Venezia 2016 - Zaha Hadid - Photocredit Andrea Ferro

Non cede alle lusinghe della commemorazione la prima grande retrospettiva postuma su Zaha Hadid – in anteprima in queste immagini – che sarà aperta al pubblico dal prossimo 27 maggio e fino al 27 novembre. Un progetto promosso dalla Fondazione Berengo e da Zaha Hadid Architects che nella sontuosa cornice di Palazzo Franchetti, direttamente affacciato sul Canal Grande, proprio di fronte all’Accademia, ripercorre tutte le fasi della carriera della vincitrice del Pritzker Architecture Prize 2004, attraverso un consistente numero di opere bidimensionali e tridimensionali. Le undici sezioni si susseguono secondo un criterio cronologico, ma nella permeabilità dello spazio espositivo, si rivelano in grado di completarsi e rafforzarsi, rendendo possibili continui rimandi visivi.
Ampie pannellature, tratto comune dell’intero progetto di allestimento, vengono impiegate per esporre i celebri “dipinti architettonici” – nei quali è impressa la memoria di Malevič- le distintive rappresentazioni 3D e, in uno sforzo di continua attualizzazione, il work in progress dei lavori recenti. Tre le sale video, con contributi focalizzati sulla figura della progettista, sulla produzione architettonica e sull’attività nel campo del design. Tra gli spazi di maggiore interesse, si collocano le due sale speculari “Code projects & prototypes” e “Work in progress”, destinate rispettivamente ai lavori di ricerca condotti dal team ZH_CODE – Zaha Hadid Computation and Design Group, capaci di aprire un varco su una produzione meno nota al grande pubblico, e ai principali progetti in fase di realizzazione. In una uniformità di stile, ciascuno di questi viene presentato attraverso modelli tridimensionali: non mancano la biblioteca per la capitale cambogiana Phnom Penh e l’atteso 520 west 28th di New York, la cui ultimazione è prevista per il 2017.

– Valentina Silvestrini

 

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.