Recuperati i 17 quadri rubati a Verona al museo Castelvecchio. Erano in Ucraina, spostati dalla Moldavia per sottrarli alle indagini

“Si chiude così la vicenda di questo furto, prima con gli arresti dei colpevoli da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e della Polizia di Stato e ora il recupero delle opere”. Con queste parole il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha commentato la notizia del giorno: ovvero il recupero in Ucraina delle […]

Andrea Mantegna, Sacra Famiglia con una santa, tempera su tela, cm 76x55,5
Andrea Mantegna, Sacra Famiglia con una santa, tempera su tela, cm 76x55,5

Si chiude così la vicenda di questo furto, prima con gli arresti dei colpevoli da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e della Polizia di Stato e ora il recupero delle opere”. Con queste parole il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha commentato la notizia del giorno: ovvero il recupero in Ucraina delle 17 tele rubate lo scorso 19 novembre dal Museo di Castelvecchio a Verona. Fra le opere trafugate c’erano dipinti del Pisanello, Jacopo Bellini, Giovanni Caroto, Andrea Mantegna, Jacopo Tintoretto, Peter Paul Rubens, fra gli altri. A marzo il primo passo verso la soluzione del crimine, con l’arresto di 12 persone, 10 di origine moldava e due italiani: fra questi anche la guardia giurata in servizio a Castelvecchio la sera della rapina.

NASCOSTI TRA FITTI CESPUGLI ERBOSI SU UN’ISOLA DEL FIUME DNESTR
Poi un periodo di angosciata attesa: “Ora le indagini sono in mano all’Europol, ma le ricerche in Moldavia non hanno ancora portato a nulla”, raccontava la scorsa settimana ad Artribune l’allora direttrice del museo di Castelvecchio Paola Marini, oggi alla guida delle Gallerie dell’Accademia a Venezia. Ora invece la svolta, confermata dal comandante della polizia di frontiera ucraina, Viktor Nazarenko: i dipinti sono stati ritrovati il 6 maggio nella regione di Odessa, dove erano stati trasferiti dalla Moldavia proprio per sottrarli all’attenzione degli inquirenti, seguita agli arresti. Stando alle prime notizie, i capolavori erano nascosti tra fitti cespugli erbosi chiusi in robusti sacchi di plastica sull’isola di Turunciuk, sul fiume Dnestr: una perizia ha già confermato l’autenticità delle opere. “È un grande giorno, presto le opere torneranno al Museo di Castelvecchio”, ha assicurato Franceschini: “Ancora un ringraziamento ai carabinieri e alla polizia, che con tenacia e professionalità hanno operato costantemente senza mai lasciare il territorio ucraino dall’inizio delle indagini, e alle autorità ucraine per la preziosa azione prestata per questo importante recupero”.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

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