Lo Strillone: tanti intellettuali contro la British Petroleum sponsor a Londra sul Corriere della Sera. E poi domenica al museo, cento anni di Dadaismo

Petrolio agli onori della scena, non solo in Italia. Da Londra il Corriere della Sera informa che “sono almeno cento (tra scrittori, uomini di arte e scienze, politici e più genericamente intellettuali) le personalità eccellenti che hanno deciso di firmare un appello rivolto al nuovo direttore del British Museum (il tedesco Hartwig Fischer, già alla […]

Quotidiani
Quotidiani

Petrolio agli onori della scena, non solo in Italia. Da Londra il Corriere della Sera informa che “sono almeno cento (tra scrittori, uomini di arte e scienze, politici e più genericamente intellettuali) le personalità eccellenti che hanno deciso di firmare un appello rivolto al nuovo direttore del British Museum (il tedesco Hartwig Fischer, già alla guida delle collezioni di Stato di Dresda) affinchè rifiuti la sponsorizzazione commerciale annunciata dalla Bp, la British Petroleum”. Quali sono le firme? “Tra gli altri, quelle di Margaret Atwood, Mark Ruffalo, Mark Rylance, Tom Kibble, Naomi Klein, Emma Thompson, Vivienne Westwood, Caryl Churchill, John McDonnell, Sir Tom Kibble. La lettera arriva poco dopo che la stessa società petrolifera ha annunciato la sua decisione di interrompere la sponsorizzazione (che durava da 26 anni) delle attività artistiche-culturali di un altro museo londinese, la Tate, a causa delle proteste ‘anti inquinamento ambientale’ che da tempo accompagnano le attività della Bp”.

Oltre 30mila persone al Colosseo e all’area archeologica centrale di Roma. La Repubblica registra il nuovo successo della “prima domenica primaverile dei musei e dei siti archeologici gratuiti. Stando ai dati del ministero dei Beni culturali, 29mila, invece, hanno frequentato gli scavi di Pompei, mentre 19.300 sono entrati alla Reggia di Caserta”. La rivoluzione del Cabaret Voltaire. QN ripercorre un po’ di storia del Dada ricordando che “tutto cominciò con un nome ignoto anche ai vocabolari. ‘Chiamiamolo Dada’, dissero i suoi padri fondatori Hugo Ball, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck, Hans Arp e Emmy Hennings il giorno del battesimo. Era l’8 febbraio 1916, nella grande stanza seminterrata dell’appena nato Cabaret Voltaire, al numero 1 della Spiegelgasse, a Zurigo”.