Ecco com’è Palmira liberata dall’Isis. Le prime immagini del Guardian: salve l’Agorà e il celebre teatro romano

L’atroce dubbio dilaniava – a dilania ancora – quanti temevano per le sorti di uno dei siti archeologici più importanti del mondo: come sarà ridotta Palmira? Quanto saranno gravi le distruzioni dei miliziani dell’Isis, ora cacciati dall’offensiva dell’esercito regolare siriano, massicciamente sostenuto dai militari russi, fortunatamente non ancora ritiratisi dall’area? In attesa di verifiche più […]

L’atroce dubbio dilaniava – a dilania ancora – quanti temevano per le sorti di uno dei siti archeologici più importanti del mondo: come sarà ridotta Palmira? Quanto saranno gravi le distruzioni dei miliziani dell’Isis, ora cacciati dall’offensiva dell’esercito regolare siriano, massicciamente sostenuto dai militari russi, fortunatamente non ancora ritiratisi dall’area? In attesa di verifiche più approfondite, qualche risposta arriva ora – e qui la stampa inglese conferma la fama che la elegge a migliore del mondo – dal quotidiano The Guardian, che pubblica un paio di video e diverse fotografie che danno conto dello status quo in città. Certo, gli edifici denunciano le sofferenze dovite a mesi di guerra e di tensioni, però a prima vista sembra di poter dire che molti dei tesori archeologici sarebbero ancora al loro posto: in particolare il giornale assicura che sarebbero intatti l’Agorà e il celebre teatro romano. Maamoun Abdelkarim, capo delle antichità della Siria, avrebbe detto che le autorità “temevano molto di peggio“, e che “il sito, in generale, è in buona forma“. Anche i soldati entrati per primi in città pare si siano detti sollevati nel vedere che molti siti chiave avevano sopportato le aggressioni. In attesa di darvi notizie più dettagliate, ecco una serie di immagini tratte dal video di The Guardian…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.