Dopo i vandalismi subiti da Anish Kapoor a Versailles, la Francia dice sì a una legge che proclama la libertà dell’arte e della sua diffusione. Contro censure e bigottismi

Non poteva che essere il paese della liberté, égalité, fraternité, a portare in Assemblea Nazionale e far approvare una legge che proclama a chiare lettere la libertà della creazione artistica e della sua diffusione. Come riportato dal quotidiano Le Monde, lo scorso lunedì, il governo della maggioranza francese ha messo ai voti la nuova legislazione. […]

Dirty Corner di Anish Kapoor vandalizzata
Dirty Corner di Anish Kapoor vandalizzata

Non poteva che essere il paese della liberté, égalité, fraternité, a portare in Assemblea Nazionale e far approvare una legge che proclama a chiare lettere la libertà della creazione artistica e della sua diffusione. Come riportato dal quotidiano Le Monde, lo scorso lunedì, il governo della maggioranza francese ha messo ai voti la nuova legislazione. Che è passata, nonostante l’opposizione di certi conservatori di destra e il loro tentativo di escludere dalla normativa le opere sessualmente esplicite. Un’evoluzione della libertà di espressione, un esempio normativo ammirevole, almeno sulla carta, magari replicabile.
Sulla base della nuova legge, il governo francese è il garante supremo dell’autonomia e dell’indipendenza degli artisti da moralismi e censure, e della diffusione delle opere d’arte. A costo di imporsi su amministratori locali bigotti e ignoranti. Impossibile non pensare a quanto sta accadendo negli ultimi tempi nei giardini della reggia di Versailles, dove la monumentale scultura Dirty Corner di Anish Kapoor – un tubolare d’acciaio lungo 60 metri, che l’artista ha ribattezzato “la vagina della regina” – ha subito ripetuti atti di vandalismo dallo scorso giugno e le critiche dello stesso sindaco della cittadina francese, François de Mézières.
Dopo l’approvazione della legge, il Ministro della Cultura Fleur Pellerin ha affermato: “Dobbiamo assicurarci che l’arte possa continuare a disturbare”. Ma non bisogna dimenticare che “la libertà artistica non significa libertà senza responsabilità”.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.