Lo Strillone: a Venezia televisione, il cinema è un’altra cosa sul Corriere della Sera. E poi il Museo della bugia, detenuti alla Cappella Sistina, master museale

“‘Non invidio Barbera’, dice Gabriele Salvatores che a Venezia è stato sia in gara che giurato, ‘il suo è diventato un mestiere difficilissimo. Io ho sempre cercato di creare un ponte tra un cinema che non sia commerciale e il pubblico, perché per definizione un film è un’opera popolare prevedendo che sia fatto da un […]

Quotidiani
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‘Non invidio Barbera’, dice Gabriele Salvatores che a Venezia è stato sia in gara che giurato, ‘il suo è diventato un mestiere difficilissimo. Io ho sempre cercato di creare un ponte tra un cinema che non sia commerciale e il pubblico, perché per definizione un film è un’opera popolare prevedendo che sia fatto da un numero di copie. Venezia, dopo l’esplosione di Cannes, deve trovarsi una sua identità: non la chiamerei elitaria ma di ricerca’”. Sul Corriere della Sera continua il dibattito sulla vocazione della Mostra del Cinema appena conclusa in Laguna: un Festival per cinefili? “Per il direttore Alberto Barbera il Leone d’oro, Desde alla, opera prima del venezuelano Lorenzo Vigas su solitudine e omosessualità, è destinata a dividere, è esigente, non concede nulla allo spettatore, un linguaggio che toglie anziché aggiungere”. Ma le voci contro sono molte: “La sperimentazione poetica di Laurie Anderson, il documentario sui minatori del cinese Zhao Liang, le docu-fiction di Amos Gitai e Sokurov… Questi film, per Marina Cicogna, nipote dell’imprenditore Giuseppe Volpi, conte di Misurata, che fondò la Mostra, sono esempi di grande televisione, il cinema è un’altra cosa, sono storie che emozionano”.

Dall’inesistente Donazione di Costantino ai Protocolli dei Savi di Sion, dalle teste di Modigliani alle ‘prove’ di Colin Powell sull’Iraq”. Il Messaggero porta i lettori a Verrone, in provincia di Biella, dove si è aperto un museo dedicato al tema dell’inganno e della bugia, dal punto di vista storico, scientifico e mediatico. Cappella Sistina aperta per i detenuti: La Stampa racconta di una “giornata speciale, quella trascorsa ieri mattina in Vaticano da 50 detenuti di Rebibbia: hanno visitato i Giardini Vaticani e la Basilica di San Pietro. Per loro si sono aperte anche le porte dei Musei Vaticani e hanno potuto seguire l’Angelus del Papa dall’interno della Cappella Sistina”. Tutela e gestione di musei e collezioni di beni naturalistici e storico-scientifici: è questo il tema del nuovo master organizzato dall’università di Siena e presentato da Italia Oggi.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.