Elena Mazzi e Paolo Chiasera si raccontano in video. Ecco come siamo stati protagonisti di questa art week di Istanbul

È stata molto improntata all’Italia, a ben guardare, questa edizione 2015 della art week di Istanbul. La Biennale, innanzitutto: diretta da una curatrice che ha più di qualcosa a che spartire con l’Italia e che verrà a dirigere un museo italiano. Italiano è il quartier generale della Biennale (dove ha sede il centro stampa ad […]

Uno still di Lacuna, video di Elena Mazzi a Istanbul

È stata molto improntata all’Italia, a ben guardare, questa edizione 2015 della art week di Istanbul. La Biennale, innanzitutto: diretta da una curatrice che ha più di qualcosa a che spartire con l’Italia e che verrà a dirigere un museo italiano. Italiano è il quartier generale della Biennale (dove ha sede il centro stampa ad esempio), ovvero il Liceo Italiano di Istanbul. Italiani, come abbiamo visto, sono i grafici che hanno curato la comunicazione, il design e l’editoria della manifestazione e tanti italiani abbiamo visto tra i patrons della Biennale, i primi indizi di un grande lavoro di coinvolgimento che Carolyn Christov-Bakargiev sta facendo perché convergano più forze possibili su Gam e Rivoli, l’accoppiata di musei piemontesi che dirigerà a partire dal gennaio 2016.

Impronta italiana anche nella fiera, ARTINTERNATIONAL, che si svolge in contemporanea alla Biennale fin dalla scorsa edizione: Paolo Chiasera, bolognese basato a Berlino, è stato protagonista assoluto nel suo inedito ruolo di curatore-di-sezione. A lui la fiera ha dato l’incarico di gestire tutta la parte dedicata agli spazi indipendenti. E lo ha fatto selezionando una serie di realtà in città (e non solo), attivandole in una serie di performance scadenzate durante i giorni della fiera.

Chiasera ci racconta la sua esperienza nella video intervista così come fa, tornando alla biennale, Elena Mazzi, unica presenza italiana (se parliamo di artisti non storicizzati) alla Biennale di Istanbul quest’anno: il suo video è una dedica a Venezia raccontata su più livelli, quello del turismo di massa, quello della perdita dei mestieri storici, il tutto guardato con gli occhi della scienza nel quadro di un esperimento-progetto a partire dall’energia solare che l’ha vista protagonista accanto ad uno scienziato. Anche Elena, nel filmato, ci racconta come è nato questo invito e soprattutto come la sua opera – concepita ben prima di sapere di essere parte della Biennale – si lega ai temi messi sul piatto dalla curatrice CCB.

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