Premio Fondazione VAF, a Perugia vince Maria Elisabetta Novello con una poetica installazione di cenere. Menzioni speciali a Rä Di Martino e Gianluca Vassallo

Dall’Italia alla Germania, e poi ancora in Italia. Questo il percorso delle opere partecipanti al Premio VAF, promosso biennalmente dall’omonima fondazione tedesca nata dallo stimolo del collezionista Volker W. Feierabend, ed erede della sua passione e vocazione per l’arte italiana. Un’iniziativa quindi che premia i giovani artisti italiani, e che alla sua sesta edizione ha […]

Maria Elisabetta Novello riceve il premio

Dall’Italia alla Germania, e poi ancora in Italia. Questo il percorso delle opere partecipanti al Premio VAF, promosso biennalmente dall’omonima fondazione tedesca nata dallo stimolo del collezionista Volker W. Feierabend, ed erede della sua passione e vocazione per l’arte italiana. Un’iniziativa quindi che premia i giovani artisti italiani, e che alla sua sesta edizione ha scelto di celebrare il suo atto conclusivo a Perugia, nella location di Palazzo della Penna. È qui che è allestita la mostra dei finalisti, è qui che in occasione dell’opening sono stati assegnati i riconoscimenti per il 2014.
La Giuria, composta da l citato Feierabend e da Lorand Hegyi, Sivila Höller, Norbert Nobis, Peter Weiermair, Klaus Wolbert, all’unanimità ha conferito il premio principale – dotato di 15mila euro – a Maria Elisabetta Novello, “in riconoscimento dell’individualità spiccatamente ostinata e della singolare posizione della sua produzione creativa nella quale è riuscita a creare, attraverso l’utilizzo della cenere, un mezzo di comunicazione molto personale”, come recita la motivazione.
Da quest’anno, poi, al primo premio sono state affiancate due menzioni speciali, dotate di 5mila euro ciascuna. Una è andata a Rä Di Martino, per “le singolari qualità artistiche che dimostra realizzando brevi e affascinanti racconti cinematografici nei quali anche l’apparente noto tende al misterioso e uomini, oggetti o anche banali avvenimenti quotidiani subiscono un surreale straniamento”; l’altra ha beneficiato Gianluca Vassallo, per “un’azione artistica sorprendentemente impegnata, sostenuta da un desiderio umano e comunicativo che produce esiti nei quali le frontiere della fotografia vengono varcate nella direzione di un confronto diretto con il mondo”. Gli altri finalisti erano Guglielmo Castelli, Flavio De Marco, Marco Di Giovanni, Zoè Gruni, Jacopo Mazzonelli, Margherita Moscardini, Caterina Nelli, Giovanni Ozzola, Laurina Paperina, Nicola Samorì, Marco Maria Giuseppe Scifo, Nicola Toffolini.

www.fondazione-vaf.it

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.