Arnault batte Pinault 1-0. Almeno a Parigi: aprirà il 27 ottobre prossimo la nuova Fondation Louis Vuitton di Frank Gehry, ecco le prime immagini

Nuvola di vetro, ma anche scaglie protettive che si snodano come parti di un rettile che avanza, oppure vele piegate sotto la forza dei venti. Questo e molto altro può vedersi, come in una tavola di Rorscharch, nell’architettura usata per la nuova Fondation Louis Vuitton da Frank Gehry. Il gruppo LVMH ne annuncia l’apertura a […]

Nuvola di vetro, ma anche scaglie protettive che si snodano come parti di un rettile che avanza, oppure vele piegate sotto la forza dei venti. Questo e molto altro può vedersi, come in una tavola di Rorscharch, nell’architettura usata per la nuova Fondation Louis Vuitton da Frank Gehry. Il gruppo LVMH ne annuncia l’apertura a Parigi per il 27 ottobre prossimo, negli ultimi giorni della settimana di FIAC e in concomitanza con la prima grande retrospettiva europea che il Centre Pompidou dedicherà proprio a Gehry, padre nobile dell’architettura postmoderna. Legno e vetro sono i materiali prediletti per un edificio, che ha lo scopo di integrarsi in uno spazio storico come il “Jardin d’Acclimatation” a nord del Bois de Boulogne, la Villa Borghese parigina frequentata dai figli di Obama e altri vip in cerca di relax e svago “alle porte” della città.
Operazione di mecenatismo “à la mode” che farà anche bene al business, in una città da 20 milioni di turisti l’anno, dove avvengono le sfilate più importanti e dove l’arte contemporanea cresce di conseguenza, anche grazie ai soldi dei privati. Pare che il magnate del lusso Bernard Arnault, che per Forbes “vale” 29 miliardi di dollari, abbia speso 100 milioni di euro per la creatura disegnata da Gehry e destinata a ospitare la collezione e produrre mostre temporanee dedicate ai secoli XX e XXI, offrendo nel suo “auditorium modulabile” eventi culturali a 360 gradi.
Nata per “sostenere e promuovere la creazione artistica contemporanea”, la fondazione sarà un ulteriore bel biglietto da visita per il gruppo del lusso e un colpo mandato a segno da parte di Arnauld al rivale di sempre, l’altro re del lusso François Pinault, il quale “riparò” a Venezia nel 2005 dopo aver abbandonato il sogno, portato avanti con Tadao Ando, di fare il proprio museo sulle rive della Senna, su quell’isola Seguin che fu della Renault e che il re del lusso non riuscì a conquistare.

– Nicola D. Angerame

www.fondationlouisvuitton.fr

 

 

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Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.