750mila euro di fee a Germano Celant per curare una mostra. Pochi fondi per la cultura? Falso. Basta analizzare le elargizioni di Expo2015

Qualcosa che – volendo cercare di alleggerire con una battuta – potrebbe far ben sperare i tanti giovani che si affacciano alle professioni legate al mondo dell’arte: se con la cultura si mangia, con l’arte si può anche diventare ricchi. Potrebbe anche capitare, un bel giorno, di vedersi pagare i “servizi per la Curatela e […]

Germano Celant
Germano Celant

Qualcosa che – volendo cercare di alleggerire con una battuta – potrebbe far ben sperare i tanti giovani che si affacciano alle professioni legate al mondo dell’arte: se con la cultura si mangia, con l’arte si può anche diventare ricchi. Potrebbe anche capitare, un bel giorno, di vedersi pagare i “servizi per la Curatela e la direzione artistica” di un evento, pur grande e importante, la bella cifra di 750mila euro. Questo si evince andando a compulsare i – famigerati, di questi tempi – conti dell’Expo2015 di Milano: dove si specifica che la cifra in questione è quanto spetta a Germano Celant per il suo lavoro relativo all’Area Tematica “Food in Art”.
Specifichiamo subito: i dati che abbiamo raccolto vengono da sintetiche e fumose griglie burocratiche (sebbene assai ufficiali), per cui allo stato nessuno è in grado di sapere nel dettaglio per quali mansioni il critico, direttore della Fondazione Prada, fra le molte altre cose, percepisca tali sontuose spettanze. Se si restasse alla lettera dell’impegno di spesa, si direbbe che si tratta del compenso per curare la mostra Food in Art e probabilmente altre attività collaterali. E non è poco, se si pensa che 750mila euro sono una cifra con la quale si manda avanti per un anno un buon museo d’arte contemporanea.
Ma scorrendo gli elenchi non mancano voci di spesa afferenti all’area artistica: sempre caratterizzate da cifre considerevoli – se riferite a quelle che circolano normalmente nell’ambiente – e a genericità delle causali. Cosa si celerà, per esempio, dietro al “Progetto cinematografico” per il quale Movie People ha avuto (o avrà) un milione di euro? In cosa si concretizzerà la “Partecipazione alla realizzazione di una serie di progetti a risvolto scientifico volti a valorizzare i temi dell’Esposizione Universale” che porterà nelle casse della Fondazione Feltrinelli 1,8 milioni di euro? O il progetto “Women for Expo”, che per la Fondazione Mondadori ne varrà 850mila?
Altri impegni sono relativi a progetti già noti, anche nel dettaglio, come i 6,2 milioni destinati alla Triennale di Milano per realizzare l’Expo Gate. Ma subito sotto si scoprono altri 620mila euro, sempre per la Triennale, finalizzati ad una “Mostra c/o Triennale Milano”: di che si tratta?

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.