La Famiglia Maramotti vince l’American Art Award. I collezionisti emiliani premiati dal Whitney Museum assieme a Dorothy Lichtenstein e alla Warhol Foundation

Collezionisti italiani alla conquista dell’America. Dopo Miuccia Prada, insignita nel novembre scorso del Leo Award, premio intitolato al mitico Leo Castelli, assegnato dall’Independent Curators International (ICI) di New York, ora è infatti un intero nucleo familiare a mettersi in luce per la propria attività collezionistica. Parliamo della Famiglia Maramotti, animatrice dell’omonima collezione a Reggio Emilia, […]

La Famiglia Maramotti (foto Pino Guidolotti, 2001)

Collezionisti italiani alla conquista dell’America. Dopo Miuccia Prada, insignita nel novembre scorso del Leo Award, premio intitolato al mitico Leo Castelli, assegnato dall’Independent Curators International (ICI) di New York, ora è infatti un intero nucleo familiare a mettersi in luce per la propria attività collezionistica. Parliamo della Famiglia Maramotti, animatrice dell’omonima collezione a Reggio Emilia, alla quale è stato tributato il prestigioso American Art Award del Whitney Museum.
Il Premio, che sarà consegnato il 7 maggio a New York, è assegnato ogni anno “a persone e organizzazioni animate da costante impegno a favore del patrimonio artistico e culturale delle arti in America”. Consiste in un’opera d’arte originale commissionata ad un artista americano – quest’anno Josephine Meckseper – e consegnata ai vincitori in occasione di una cena di gala. Assieme ai Maramotti, il riconoscimento sarà consegnato a Dorothy Lichtenstein – presidente della Roy Lichtenstein Foundation – e alla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.
La famiglia Maramotti è da sempre sostenitrice delle arti visive, con una collezione di arte moderna e contemporanea divenuta uno dei principali centri d’arte italiani, diretto da Marina Dacci. Max Mara, il brand più noto dell’azienda di moda, è da tempo sostenitore del Whitney Museum, e ha sponsorizzato il Whitney Art Party nel 2013 e nel 2014.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.