7 (curatori) x 8 (settimane): viaggio tra l’Austria e l’Ungheria. Un programma di residenze per giovanissimi di tutto il mondo, con una mostra conslusiva ad Art Market Budapest

Curators Connection è un progetto costruito lungo un’ideale linea di connessione tra le città di Vienna e Budapest. Promosso dall’organizzazione indipendente viennese BLockFrei e da cARTcm, project space con sede nella capitale ungherese, il programma si rivolge a curatori emergenti e studenti che intendano lavorare nel settore dell’arte contemporanea: una corso intensivo, in forma di […]

Gabriella Csoszó, progetto espositivo Curators Connection per Art Market Budapest

Curators Connection è un progetto costruito lungo un’ideale linea di connessione tra le città di Vienna e Budapest. Promosso dall’organizzazione indipendente viennese BLockFrei e da cARTcm, project space con sede nella capitale ungherese, il programma si rivolge a curatori emergenti e studenti che intendano lavorare nel settore dell’arte contemporanea: una corso intensivo, in forma di residenza, con tre settimane da trascorrere a Vienna  e cinque a Budapest. L’obiettivo? Approfondire ruoli, metodi e responsabilità della figura curatoriale, analizzando tutti quegli aspetti impliciti all’importante lavoro di mediazione con gli artisti, le istituzioni, gli sponsor, le gallerie e il pubblico. Tra osservazione diretta delle scene locali, dialoghi, dibattiti e indagini da compiere individualmente o collettivamente, Curator Connection si conclude con un’esperienza di curatela, una lezione o una pubblicazione.
Sette i curatori coinvolti quest’anno: gli statunitensi Roland Ramose e Kimberly Kitada, l’italiana Roberta Palma, la canadese Jordana Franklin, ABNC, attivo tra Parigi e Vancouver, Bauhausist, specializzato nel settore del design  e dell’architettura, Holeng, fotografo professionista con attività parallela di curatore. E si chiama proprio 7×8 Cuatorial Conversation, ovvero sette curatori per otto settimane, il blog lanciato dal gruppo di corsisti, in occasione della mostra progettata per Art Market Budapest. L’idea di base è quella della “conversazione”, a un tempo format metodologico e metafora creativa.  Ogni giorno, tra la piattaforma web e la mostra temporanea, un argomento diverso viene affrontato grazie a un panel tra i curatori e una serie di ospiti: dal tema dell’archivio a quello della documentazione, dal rapporto tra arte e impegno politico a quello tra arti visive e performance, fino all’analisi delle relazioni tra artisti, curatori e collezionisti.  Tra i partecipanti: Dora Halasi, archivista per Artpool, realtà non profit ungherese, Tibor Varnagy, direttore della Liget Galeria di Budapest, Abe Han, ideatore del progetto Works.io.

–  Helga Marsala

http://7x8curators.blogspot.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.