Ma a voi piace il nuovo logo del Madre? Il museo napoletano entra nel vivo della gestione Viliani: ed arriva il new look, affidato allo studio Leftloft

Ormai è un passaggio immancabile, quando un soggetto – nel nostro caso un museo, o una rassegna, una fiera – mette in atto un cambiamento, e vuol dare alla “nuova era” un’evidenza anche plastica, tangibile, concreta. Recentemente lo abbiamo visto ad esempio con MiArt, la fiera milanese che negli ultimi anni ha cercato affannosamente una […]

Ormai è un passaggio immancabile, quando un soggetto – nel nostro caso un museo, o una rassegna, una fiera – mette in atto un cambiamento, e vuol dare alla “nuova era” un’evidenza anche plastica, tangibile, concreta. Recentemente lo abbiamo visto ad esempio con MiArt, la fiera milanese che negli ultimi anni ha cercato affannosamente una propria identità affidandosi a diversi direttori, che hanno sempre accompagnato le proprie proposte al rinnovo della grafica, e anche del logo. Lo stesso è accaduto per Artissima a Torino: e sempre ci si è affidati a studi creativi di primissimo piano, a conferma della rilevanza di questo aspetto.
Ora lo stesso percorso lo segue anche il Museo Madre di Napoli, con la nuova direzione di Andrea Viliani, che a giorni entrerà nel pieno dell’effettività con l’inaugurazione di un ciclo di mostre dedicate a Thomas Bayrle, Mario Garcia Torres e Giulia Piscitelli. E che propone dunque anche un rinnovo del look grafico che oggettivamente segnava un po’ il passo dei tempi, asciugando le linee ed optando per un maggiore minimalismo. Anche in questo caso, opera di grandi professionisti come quelli dello studio Leftloft di Milano: gente abituata a lavorare con partner del calibro di New York Times, Documenta Und Museum Fridericianum, Castello Di Rivoli, Triennale Design Museum, Eni, Hangar Bicocca, Mondadori, Moleskine, Contrasto. Il nuovo logo lo vedete sopra, al fianco di quello vecchio: commenti?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.