Basel Updates: Picasso a 15 milioni di dollari, Calder a 12 milioni. Primi report da capogiro per le vendite ad Art Basel: e la parte del leone la fa Dominique Lévy

Tête d’Homme à la Pipe, di Picasso, venduto a 15 milioni di dollari (Dominique Lévy). Une peu de l’ame des bandits (a little of the spirit of bandits), di René Magritte, a 12,5 milioni (Landau Fine Art), e poi Sumac, di Alexander Calder, a 12 milioni (Helly Nahmad). Ma parliamo di una fiera d’arte, o […]

Tête d’Homme à la Pipe, di Picasso, venduto a 15 milioni di dollari (Dominique Lévy). Une peu de l’ame des bandits (a little of the spirit of bandits), di René Magritte, a 12,5 milioni (Landau Fine Art), e poi Sumac, di Alexander Calder, a 12 milioni (Helly Nahmad). Ma parliamo di una fiera d’arte, o di una di quelle aste da capogiro, animate da magnati cinesi, ex russi o sudamericani? Parliamo di Art Basel, l’unica fiera dove anche le vendite a doppia cifra (in milioni) sono all’ordine del giorno.
Mancano ancora due giorni alla chiusura, ma già circolano notizie – più o meno confermate – di vendite mirabolanti: e anche di trattative iperboliche che si chiuderanno in separata sede, come quella intavolata ancora da Dominique Lévy, con una riserva per un Abstraktes Bild blu e arancione del 1992 di Gerhard Richter, per 20 milioni di dollari. Altri affari vertiginosi? Attendant 4 (Monk) di Brice Marden venduto da Thomas Ammann Fine Art per 9 milioni, Untitled di Joan Mitchell per 6 milioni da Cheim & Read, Six Benjamin Moore paintings, di Frank Stella, per oltre 6 milioni ancora dall’attivissima Dominique Lévy, che avrebbe piazzato anche Untitled, or The Painting of the Mysterious Shadow di Robert Ryman a 7 milioni.
Scelta radicale quella delle gallerie inglesi Lisson e Alan Cristea, che inviano addirittura un comunicato stampa con i propri risultati. Gli Highlights? La prima ha venduto una scultura da parete di Anish Kapoor per 700mila sterline, una scultura di Tony Cragg per 120mila, un disegno di Juan Munoz per 80mila dollari. Più frammentato sulla fascia media il report di Alan Cristea, che segnala fra l’altro 12 serigrafie di Josef Albers vendute a 110mila dollari, una serie di 6 lightbox di Michael Craig-Martin a 30mila franchi svizzeri, una litografia di Richard Hamilton a 67mila CHF.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.