Biennale Updates: dal Portogallo, in Ferry Boat. Joana Vasconcelos allestisce la sua visionaria mostra su un vaporetto attraccato davanti ai Giardini: ecco le immagini

Ci sono mostre che abbracciano, accarezzano, coccolano. In occasione della Biennale, Joana Vasconcelos (1971), ormai una star del sistema dell’arte, ne costruisce una che è tra le più belle della laguna, grazie al suo gusto per il ricamo, le imbottiture ed i soffici concatenamenti di biomorfe installazioni multicolori. Per la prima volta crea uno spazio […]

Ci sono mostre che abbracciano, accarezzano, coccolano. In occasione della Biennale, Joana Vasconcelos (1971), ormai una star del sistema dell’arte, ne costruisce una che è tra le più belle della laguna, grazie al suo gusto per il ricamo, le imbottiture ed i soffici concatenamenti di biomorfe installazioni multicolori. Per la prima volta crea uno spazio intero, dedicato alla vita sottomarina, con tanto di enormi spugne e rocce e meduse che vengono richiamate da escrescenze intrecciate di led bianchi e azzurri pulsanti. Un ambiente capace di offrire una protezione sensoriale e spirituale al visitatore sovraccarico delle migliaia di immagini con le quali deve avere a che fare in pochi giorni di visita alla Biennale.
La sala, intitolata con tutta la mostra Trafaria Praia, sta dentro la rollante plancia di una enorme “vaporetto” di fattura tedesca, poi usato come mezzo di trasporto a Lisbona e recuperato dall’artista, che lo ha trasformato in un oggetto diplomatico, capace di parlare, in laguna, la lingua di una città posta sull’Atlantico e sede, al pari della Serenissima, di una storia intrisa di commerci marini e di conquiste. Una storia in buona parte passata, se è vero che l’artista portoghese ha voluto imbarcare con sé, e con il curatore Miguel Amado, una serie di critici e di musicisti per parlare della crisi (e) dell’arte, a suon di musica, fado e navigazioni in laguna.
La vecchia imbarcazione tornata a nuova vita porta su di sé, come un enorme tatuaggio, migliaia di piastrelle in ceramica azzurre: illustrano i 20km del seafront di Lisbona. Mentre dentro la nave un piccolo paradiso a misura d’uomo, anzi di visitatore, offre riparo dal caotico sciabordio dell’“immenso” gregge degli “art lover”. Ecco un po’ di immagini…

– Nicola Davide Angerame

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.