Tutti contro Pisapia. “Riconsideri la decisione del licenziamento di Boeri”. E giù firme, da Marina Abramovic a Zaha Hadid, passando per Jimmie Durham, Rem Koolhaas, Hans Ulrich Obrist

“La invitiamo a mettere da parte le differenze personali e, per il bene della città, riconsiderare la Sua decisione”. Firmato: Marina Abramović. E poi Iwan Baan, Maurizio Cattelan, Chris Dercon, Jimmie Durham, Tomas Saraceno, Julia Peyton Jones, Okwui Enwezor, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Jean Nouvel, Hans Ulrich Obrist. E poi una quarantina di nomi fra […]

Stefano Boeri

La invitiamo a mettere da parte le differenze personali e, per il bene della città, riconsiderare la Sua decisione”. Firmato: Marina Abramović. E poi Iwan Baan, Maurizio Cattelan, Chris Dercon, Jimmie Durham, Tomas Saraceno, Julia Peyton Jones, Okwui Enwezor, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Jean Nouvel, Hans Ulrich Obrist. E poi una quarantina di nomi fra i più potenti e influenti della cultura, delle arti e dell’architettura internazionale. Tutti pronti a metterci la faccia nel soccorso a Stefano Boeri, allontanato dalla giunta milanese di Giuliano Pisapia: una mobilitazione che – per livello e ampiezza di partecipazione – ha pochi precedenti, almeno in Italia. Una mobilitazione che varca i confini “specialistici”, e magari un po’ corporativi, riuscendo ad assicurarsi firme di presidi di università famose come Mohesn Mostafavi (Harvard) e Yung Ho Chang (MIT).
Nonostante l’aggravarsi della crisi economica peggiore per l’Italia dal dopoguerra ad oggi, nel corso degli ultimi due anni Milano, grazie all’energia e all’impegno di Boeri, è riuscita a proiettare un’immagine di rinnovata vivacità culturale e di dinamica produttività sulla scena internazionale”, assicurano i sottoscrittori, fra i quali non mancano – magari nel ruolo di promotori? – personaggi coinvolti nei progetti meneghini gestiti da Boeri. “Questo licenziamento immotivato priva Milano di uno dei suoi punti di forza, di un individuo con intelligenza, energia, motivazione e una rete globale di relazioni capaci di rendere Milano un protagonista senza rivali nella scena culturale europea del 21° secolo”. Una vera e propria beatificazione, che coglie sinceramente un po’ di sorpresa anche tanti addetti ai lavori: come la saprà interpretare il sindaco Pisapia?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.